
Nella sanità del XXI secolo la simulazione è diventata un elemento centrale per garantire la qualità della formazione dei professionisti della salute. Questo è particolarmente vero in odontoiatria, dove precisione del gesto clinico e capacità decisionale si sviluppano attraverso una pratica costante, controllata e progressiva. In questo contesto l'università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) ha introdotto SIMtoCARE, un ambiente tecnologico immersivo che integra formazione, pratica e cura offrendo agli studenti gli strumenti per affinare le proprie competenze e diventare professionisti di eccellenza. L'iniziativa - spiega una nota - ha messo in luce come l'apprendimento in odontoiatria non possa più basarsi solo sulla didattica tradizionale e sul tirocinio clinico tardivo. La crescente personalizzazione delle cure, la complessità delle procedure e le aspettative sempre più elevate dei pazienti richiedono professionisti pronti al contatto clinico con un livello di preparazione manuale e cognitiva già molto avanzato. Per rafforzare ulteriormente il modello di formazione immersiva, l'Ucbm ha presentato quindi il simulatore di ultima generazione SIMtoCARE nell'evento 'SIMtoCARE L'incontro fra simulazione e realtà'.
La simulazione ad alta fedeltà - si legge - risponde a questa esigenza permettendo agli studenti di esercitarsi in un ambiente sicuro, di ripetere le procedure un numero virtualmente illimitato di volte, di apprendere dall'errore senza rischi per il paziente e di sviluppare coordinazione, precisione e capacità di giudizio clinico. Si tratta di un passaggio cruciale in una disciplina dove il margine di errore è sempre più ridotto e dove la qualità del primo intervento incide in modo determinante sugli esiti terapeutici. Il nuovo ambiente supporta in particolare la formazione degli studenti del corso di laurea magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria LM-46R attivo dal 2024, un percorso con impostazione interdisciplinare che integra scienze mediche, ingegneristiche e humanities. Strutture all'avanguardia, laboratori e strumenti didattici avanzati, un Simulation Center di ultima generazione e una forte integrazione tra didattica, ricerca e innovazione collocano gli studenti al centro di un percorso altamente formativo.
Il modello formativo dell'ateneo integra la simulazione come parte integrante del percorso educativo, contribuendo a colmare la distanza tra aula universitaria e pratica clinica. Il simulatore introdotto in Italia per la prima volta utilizza uno schermo in risoluzione 4K con tecnologia autostereoscopica, non richiede occhiali 3D e permette agli studenti di operare virtualmente osservando le proprie mani in azione sullo scenario. Grazie a un software avanzato e a un case editor adattabile alle esigenze didattiche - dettaglia la nota - il sistema è altamente personalizzabile e la funzione Livestream consente di trasmettere in diretta le esercitazioni su grande schermo condividendo l’esperienza con il resto degli studenti. SIMtoCARE permette agli studenti di esercitare le proprie abilità manuali in odontoiatria operativa, protesi dentaria, endodonzia, parodontologia, anestesia, implantologia, chirurgia odontoiatrica, odontoiatria pediatrica, ortodonzia, anatomia e compilazione della cartella clinica. Con un unico strumento dalle elevate potenzialità didattiche è possibile allenare un ampio spettro di competenze odontoiatriche all’interno di un ambiente digitale integrato. La possibilità di personalizzare i casi clinici e di condividere in tempo reale le esercitazioni con docenti e colleghi trasforma l'esperienza individuale in un processo di apprendimento collaborativo e misurabile.
Ad aprire l'evento sono stati il rettore Rocco Papalia, il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Bruno Vincenzi e quello della Facoltà di Ingegneria Alessio Gizzi, che hanno sottolineato come l'investimento nella simulazione rappresenti una scelta strategica per elevare gli standard della formazione sanitaria. "In Ucbm l'odontoiatria è sinonimo di innovazione tecnologica pura grazie alla naturale sinergia con le scienze biomediche e bioingegneristiche - sottolinea Luca Testarelli, ordinario di Odontoiatria all'università Campus Bio-Medico di Roma - L'odontoiatria Ucbm è anche attenzione allo studente. Il nostro corpo docente offre un rapporto fra discente e docente fatto di vicinanza e collaborazione diretta, per far vivere fin da subito allo studente una esperienza immersiva non solo didattica ma anche pre-clinica e clinica. L'odontoiatria Ucbm è anche formazione post lauream grazie all'offerta formativa di master e corsi della Ucbm Academy guidati da professionisti con spiccate capacità didattiche e di innovazione clinica quali Gaetano Calesini, Raffaele Cavalcanti, Raffaele Schiavoni e Tiziano Testori".
"Questa tecnologia offre molti vantaggi. Uno dei più importanti è la possibilità di ridurre enormemente quello che è il gap nella formazione professionale degli studenti con la realtà professionale - afferma Gaetano Calesini, docente di Materiali dentali e tecnologie protesiche Ucbm - Oggi esiste uno scarto tra la velocità con cui si evolvono le tecniche e i materiali e gli insegnamenti che ricevono gli studenti. I materiali che si studiano durante il corso di laurea sono materiali obsoleti in 8-10 anni. Quindi questo tipo di simulatori che può essere aggiornato in tempo reale permetterà agli studenti di acquisire competenze tecniche allineate in tempo reale con materiali e tecnologie attuali. In tal modo si accelera enormemente la possibilità per questi professionisti laureati di entrare nel circuito produttivo", sottolinea. "Queste tecnologie sono permettono di velocizzare l'apprendimento pratico che, nella nostra branca, è essenziale - aggiunge Nicola Maria Grande, professore a contratto di Endodonzia all'università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - Soprattutto, permettono di dare al professionista quella sicurezza nell'eseguire le procedure che non si può avere quando si è di fronte al paziente, la cui presenza, oltre a sollevare aspetti di tipo etico, inevitabilmente ingenera delle ansie nell'operatore. Essere svincolati da questi condizionamenti dà una sicurezza all'operatore che, sicuramente, si rifletterà in una maggiore qualità e una velocità di apprendimento maggiore".
Dal punto di vista tecnologico, come ha spiegato il Technical Project Manager di SIMtoCARE, Tom De Jong Boers, gli strumenti di nuova generazione rendono l'esperienza sempre più immersiva, realistica e personalizzabile riducendo ulteriormente la distanza tra formazione e pratica clinica. Il messaggio che emerge è chiaro: la simulazione non è più un elemento accessorio, ma uno dei pilastri della formazione odontoiatrica contemporanea. In un'università chiamata a competere su scala globale e in un sistema sanitario sempre più esigente, investire in ambienti immersivi significa investire direttamente nella qualità delle cure future. Ucbm conferma così la sua leadership nella formazione dei futuri dentisti.

Alert per integratori moringa in capsule dopo i 7 casi di salmonellosi negli Usa. Il sistema di allerta rapido sulla sicurezza degli alimenti (Rasff) della Commissione europea, tramite la European Food Safety Authority (Efsa), è venuto a conoscenza di un focolaio di salmonellosi resistente a molteplici antibiotici verificatosi negli Usa, correlato al consumo di un integratore a base di capsule di moringa in polvere a marchio 'Rosabella'.
"In particolare, le autorità degli Stati Uniti - Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) riportano 7 casi di Salmonella Newport confermati in 7 stati d'America e 3 delle persone coinvolte hanno avuto necessità di ricovero ospedaliero. Il batterio è risultato resistente a tutti gli antibiotici di prima linea e a quelli alternativi comunemente utilizzati per il trattamento delle salmonellosi", si legge sul sito del ministero della Salute.
La moringa oleifera, o 'albero miracoloso', è una pianta originaria dell'India settentrionale che negli ultimi anni ha conosciuto rilevanza come 'superfood'. Le sue foglie, semi e altre parti vengono utilizzate da secoli nella medicina tradizionale di diverse culture per il loro beneficio - si suppone - nel controllo della glicemica e del colesterolo e per le proprietà antiossidanti.
"La ditta distributrice Ambrosia Brands, Llc ha richiamato 52 lotti del prodotto 'Rosabella Moringa Capsules' da 60 capsule, in scadenza tra marzo e novembre 2027 - spiega il ministero della Salute - i cui numeri sono presenti sulla confezione. Tutti i lotti richiamati iniziano con il numero 1356, a cui seguono il numero di lotto di 7 cifre e il numero 1 o 2, come nell'esempio di seguito riportato: 1356-5060080-1. Inoltre, la ditta ha informato che il prodotto è venduto online attraverso il sito web del distributore Tryrosabella.com e alcune delle principali piattaforme, tra cui Ebay.com, Shein, Tik Tok Shop e altri siti. Poiché i consumatori potrebbero avere in casa tale integratore, si raccomanda di non consumarlo né cederlo ad altri".

La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Milano e Cortina si terrà venerdì 6 marzo, con una novità che sta facendo rumore in queste ore: le bandiere delle nazioni partecipanti non saranno portate da atleti ma da volontari. Questa decisione è stata presa dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) per garantire l'unità tra le delegazioni durante la cerimonia a Verona. Ma qual è il motivo alla base di questa decisione?
La scelta è stata motivata ufficialmente con ragioni logistiche legate alle lunghe distanze tra i luoghi delle competizioni e Verona, e dall'inizio delle gare previsto per sabato mattina. Per l'Italia, i portabandiera inizialmente previsti erano René de Silvestro, campione paralimpico di monosci, e Chiara Mazzel, sciatrice alpina ipovedente.
Tuttavia, questa decisione ha scatenato polemiche dopo che diversi Paesi avevano annunciato il boicottaggio della cerimonia di apertura, in seguito alla decisione di ammettere atleti russi con inno e bandiera. Tra questi ci sono Ucraina, Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Estonia, Lettonia e Lituania. La Germania aveva inizialmente deciso di partecipare alla cerimonia per poi cambiare idea: il Comitato Paralimpico tedesco (Dbs) ha spiegato che questa decisione serve a focalizzarsi sulle prossime competizioni e a esprimere solidarietà con la delegazione ucraina. Le Paralimpiadi invernali si concluderanno il 15 marzo.

Primo caso di suicidio assistito in Liguaria. Silvano, 56enne genovese, affetto da sclerosi multipla progressiva da quasi trent’anni, è morto lo scorso 26 febbraio, a seguito dell'auto somministrazione di un farmaco per il fine vitafornito dal Servizio sanitario nazionale, insieme alla strumentazione necessaria.
Dopo aver atteso un anno dalla sua richiesta, Silvano è la 12esima persona in Italia ad aver completato la procedura prevista dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso 'Cappato/Antoniani', con l’assistenza diretta del Servizio sanitario nazionale, la nona seguita dall’Associazione Luca Coscioni. In assenza di medici dell’Asl disponibili a vigilare sulla procedura, Silvano è stato assistito dal dottor Mario Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.
A causa della malattia Silvano era divenuto tetraplegico, con gravi difficoltà nella comunicazione e nella deglutizione. Aveva bisogno di assistenza continuativa per ogni attività quotidiana: mangiare, bere, assumere farmaci, muoversi. Aveva un catetere vescicale permanente ed era sottoposto a manovre meccaniche per l’evacuazione. Le sue condizioni cliniche e le sofferenze erano diventate per lui intollerabili. Il 24 febbraio 2025 aveva presentato alla Asl la richiesta di verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito. Nel giugno 2025 l’azienda sanitaria aveva comunicato il parere positivo sulla sussistenza dei requisiti, senza tuttavia indicare le modalità esecutive della procedura. Si è reso così necessario l’intervento dei legali di Silvano, coordinati dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. Solo a seguito di formale diffida e messa in mora, e ulteriori diffide nei mesi successivi, la Asl ha trasmesso, lo scorso ottobre, la relazione finale contenente anche le modalità operative e Silvano, dopo un anno dalla richiesta, ha scelto di procedere.
“La mia libertà di scelta è quella di dire basta alle sofferenze, è amore per me, per chi sono e sono stato. Mi auguro vivamente che la mia lotta - le parole di Silvano in un suo appello - possa servire ad altri nella mia stessa condizione per non dovere attuare la volontà di autodeterminarsi in altri Paesi, lontano da tutto e da tutti. Chiedo, in primis, alla Regione Liguria di garantire tempi certi di risposta e verifica delle condizioni e al Parlamento italiano che legiferi per rispettare la libertà di scelta dei malati che oggi non possono accedere al fine vita con un percorso chiaro e rispettoso delle nostre scelte. Il silenzio non deve più essere fonte di sofferenza per le persone che vivono la mia stessa situazione”.
“Il caso di Silvano conferma che il diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale nel 2019 è pienamente vigente, ma continua a essere ostacolato da inerzie amministrative e dall’assenza di procedure uniformi. La sentenza 242/2019 è un vincolo giuridico per lo Stato e per il Servizio sanitario nazionale: quando ricorrono le condizioni previste, la risposta deve essere tempestiva e completa. È inaccettabile che per attuare un diritto costituzionalmente garantito si debba ricorrere a diffide. Il giudicato costituzionale attribuisce responsabilità precise alle istituzioni, affinché l’autodeterminazione terapeutica sia garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”, ha dichiarato Filomena Gallo, avvocata e segretaria dell’Associazione Luca Coscioni.
Da parte sua, Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Coscioni ha ricordato che Silvano "è il primo caso in Liguria, ma è soprattutto la dimostrazione che il diritto al suicidio medicalmente assistito, così come riconosciuto dalla Corte costituzionale, è già vigente e deve essere garantito senza ostacoli. Oggi il problema non è solo il ritardo del Parlamento, ma il tentativo di intervenire per restringere la portata di un giudicato costituzionale, sottraendo diritti che sono già stati riconosciuti. Questo sarebbe un grave arretramento sul piano dello Stato di diritto. La politica non può trasformare una sentenza della Corte in un diritto svuotato o condizionato oltre quanto stabilito dai giudici costituzionali. Se verranno approvate norme che limitano diritti già in vigore, continueremo ad accompagnare le persone nelle sedi giudiziarie e, se necessario, con azioni di disobbedienza civile. La libertà di scelta non è negoziabile né comprimibile per ragioni ideologiche".

"Oggi sono ancora pochi i giovani che conoscono il vaccino Hpv. L'adesione è disomogenea e in calo nelle regioni del Sud dove, probabilmente, gli operatori sanitari non sono formati e dove manca l'informazione ai cittadini". Si tratta di "un tema di salute che riguarda entrambi i sessi: l'infezione da Hpv - contratta dall'80% delle donne e dal 30% degli uomini - può determinare un aumento del rischio di neoplasia della cervice uterina nella donna, ma anche di tumori genitali maschili". Lo ha detto Maria Rosaria Campitiello, direttore Dipartimento di Prevenzione, emergenza e ricerca del ministero della Salute, intervenendo, in occasione dell'Health Summit Investing for Life organizzato oggi a Roma da Msd Italia, alla seconda parte dell'incontro dedicata a 'Preventing for life', proposta in concomitanza con la Giornata mondiale di sensibilizzazione sul Papillomavirus umano (Hpv).
Si tratta di un tema "importante, che va affrontato con una corretta prevenzione. Vaccinarsi significa proteggersi", rimarca Campitiello, osservando che è "necessaria una idonea integrazione tra istituzioni, scuola e famiglia per aumentare l'alfabetizzazione sanitaria, che riguarda lo screening per queste patologie a carico dei genitali femminili, ma anche la fertilità dell'uomo e della donna. Spetta alle istituzioni, al ministero, a me stessa, come capo Dipartimento della Prevenzione, il compito di trasmettere i giusti messaggi: il vaccino per l'Hpv è sicuro e salva la vita - evidenzia - Il Papillomavirus, purtroppo, può generare patologie oncologiche importanti che oggi possono essere azzerate". L'obiettivo, per l'Italia, è "distinguersi in Europa per essere una zona 'Hpv free', per eradicare di fatto questo virus. Il ministero della Salute lo sta facendo - assicura Campitiello - Abbiamo investito risorse dedicate che vanno oltre il solito 5% del fondo dedicato alla prevenzione nel sistema sanitario nazionale".
Commentando i dati di un'indagine presentata durante il convegno, da cui emerge che gli italiani riconoscono il valore della prevenzione e per questo chiedendo un impegno al ministero, Campitiello ribadisce che "la prevenzione è un investimento. Ci lamentiamo di non avere mai abbastanza fondi dedicati al Ssn - riflette - ma investire in prevenzione significa investire 1 euro e recuperarne almeno 3, in termini di spesa. Ma, come dico io, la prevenzione è il miglior farmaco per vivere più a lungo e meglio". L’impegno del ministero è "consegnare alle Regioni le risorse per consentire loro campagne di prevenzione. Ricordiamo l'importanza del Piano nazionale che sottolinea quanto conta questo tipo di investimento. La trasmissione del corretto messaggio di informazione deve arrivare alle famiglie, a partire dai più piccoli".

Promozione con riserva (5,74 su 10) per il Servizio sanitario nazionale: circa la metà dei cittadini (46%) ritiene che il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione, non sia rispettato nel nostro Paese. Preoccupano le lunghe liste d'attesa, pronto soccorso e servizi d'emergenza e assistenza ospedaliera, anche se mostrano un lieve miglioramento verso l'anno precedente. Buona la valutazione sui vaccini con un voto di 6,63, che supera il 7 per i giovani tra i 25-34 anni. Permane la fiducia nel valore dell'innovazione: gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sono considerati il principale motivo dell'allungamento della vita (40% degli intervistati) e gli sforzi dell'industria farmaceutica sono considerati molto importanti da quasi 1 persona su 2 (44%), con l'80% che ritiene il settore sanitario e farmaceutico "stimolanti per la crescita dell'economia italiana". Sono i dati principali dell'indagine 'Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo Ssn' di Euromedia Research, presentati in occasione dell'ottava edizione di 'Investing for Life Health Summit'. L'evento, organizzato da Msd Italia oggi a Roma, riunisce rappresentanti del mondo politico-istituzionale e accademico, esperti della comunità medico-scientifica e associazioni dei pazienti per dare vita a un confronto sui temi di politica sanitaria, accesso all'innovazione e investimenti in sanità. Il dibattito - riporta una nota - ha confermato la necessità di continuare a mettere al centro dell'agenda politica il tema della salute e incentivare il più possibile gli investimenti a supporto dell'innovazione di cui le aziende farmaceutiche si fanno promotrici.
"Grazie al progresso della ricerca scientifica abbiamo dato una nuova speranza di vita a molti pazienti ed è solo puntando sull'innovazione che potremo continuare a farlo, offrendo risposte ai bisogni di salute non ancora soddisfatti - afferma Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia - In questo scenario, realtà come Msd ricoprono un ruolo di primo piano nel promuovere nuovi modelli di prevenzione e di cura e nel trasformare i progressi scientifici in benefici concreti per le persone. I dati lo dimostrano con chiarezza: il comparto farmaceutico è il settore trainante della nostra economia, l'unico manifatturiero stabilmente in crescita e tra i primi per import ed export, con un impatto positivo sul Pil nazionale. Siamo un'eccellenza da preservare e sostenere, perché rappresentiamo un volano di sviluppo per il Paese, anche in quanto datori di lavoro qualificato. E' quindi urgente riconoscere pienamente questo valore strategico e continuare a destinare risorse e capitali alla sanità e alla spesa farmaceutica, considerandola non solo una voce di spesa, ma un fattore decisivo di crescita, sostenibilità e competitività".
Per Luppi "è indispensabile rimuovere con urgenza gli ostacoli alla crescita e all'attrazione di nuovi capitali - a partire dall'eliminazione del payback farmaceutico - e avviare una riforma sistemica che incentivi la progettualità industriale, sostenga la ricerca e valorizzi le soluzioni innovative. Solo così potremo garantire un accesso alle cure equo ed efficiente, mettere davvero al centro i pazienti e consentire al nostro Paese di guidare l'Europa verso un nuovo equilibrio tra accesso alle novità terapeutiche, promozione della ricerca e maggiore competitività a livello internazionale".
Nel dettaglio - si legge nella nota - i dati dell'indagine confermano le liste d’attesa come il problema principale del Ssn (58% degli intervistati vs il 62% nel 2024); seguono l'organizzazione dei Ps e servizi di emergenza (38%) e l'assistenza ospedaliera (25%). Si registra inoltre una crescita della domanda di un ruolo più incisivo dello Stato, non per sostituire le Regioni, ma per assicurare standard uniformi e ridurre le disuguaglianze territoriali. "Questo Governo - sottolinea Orazio Schillaci, ministro della Salute - ha deciso di non ignorare l'annoso problema delle liste d'attesa e di affrontarlo con una legge organica che introduce misure chiare e incisive che spetta però alle Regioni attuare. Il Governo ha fatto la sua parte: oggi ci sono regole e strumenti di controllo. Ma è necessario il contributo fattivo delle Regioni per un cambio di passo che non è più procrastinabile. Già oggi il livello centrale esercita il proprio potere di controllo e monitoraggio nell'interesse esclusivo dei cittadini attraverso la verifica degli adempimenti regionali nell'erogazione dei Lea e l'equità di accesso alle cure così come per il rispetto dei tempi di attesa".
I cittadini italiani esprimono fiducia nell'innovazione, riconoscendo negli investimenti in Ricerca & Sviluppo un fattore decisivo che ha portato a terapie più efficaci, a diagnosi precoci, a diagnostica avanzata, alla chirurgia moderna, generando al contempo un impatto positivo sull'economia del Paese. Per il 40% degli intervistati l'innovazione è il principale motore dell'allungamento della vita, mentre il 44% attribuisce un'elevata importanza all'impegno in R&S dell'industria farmaceutica, tanto che per l'80% il comparto è considerato elemento chiave per la crescita economica italiana. Anche se per quasi 1 italiano su 2 il diritto alla salute non è pienamente rispettato, il report evidenzia "valutazioni positive in alcune regioni del Nord (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), rafforzando la percezione di un sistema sanitario diseguale, legato alle performance territoriali - osserva Alessandra Ghisleri, amministratore delegato Euromedia Research - E' inoltre diffusa la convinzione che l'Italia investa meno della media Ue in sanità (38%). Il 44% degli italiani, inoltre, ritiene molto importante lo sforzo di ricerca e sviluppo dell’industria farmaceutica nella lotta alle principali malattie". A rallentare gli investimenti in sanità pubblica, secondo gli intervistati sono la gestione inefficiente delle risorse disponibili (30%) e le diverse priorità della politica (17%). L'accesso alle terapie innovative è percepito ancora lento (87%) e disomogeneo, nonostante il riconoscimento di una ricerca attiva e produttiva (28%) e la presenza di molti centri di eccellenza (24%).
"In una fase storica in cui la competitività internazionale rappresenta una leva decisiva per la crescita economica e la sicurezza della nazione, l'industria farmaceutica in Italia conferma il proprio ruolo centrale nel sistema produttivo - evidenzia Marcello Cattani, presidente Farmindustria - Nel 2025 si è affermata come uno dei principali motori dell'export italiano, con un incremento del 28,5% rispetto all'anno precedente e un valore complessivo di circa 69,2 miliardi di euro, una performance nettamente superiore alla media del manifatturiero nazionale (+3,2%)". Questi risultati, prosegue, "sono il frutto di investimenti continui in ricerca, innovazione, competenze altamente specializzate e qualità produttiva. E il rafforzamento della competitività passa anche dalla capacità di attrarre ricerca clinica. A livello europeo, secondo una ricerca di Frontier Economics pubblicata dalla European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (Efpia), il raggiungimento degli obiettivi Ue per attrarre studi clinici - con un incremento dell’11%, target fissato da Commissione europea, European Medicines Agency (Ema) e Heads of Medicines Agencies (Hma) - potrebbe consentire a 35mila pazienti di accedere a trattamenti innovativi. L'impatto sarebbe rilevante anche sul piano economico e sociale: 4 miliardi di euro aggiuntivi all'anno per i sistemi sanitari e l’economia, 18mila nuovi posti di lavoro e 3 milioni di giorni di malattia evitati. Per mantenere e consolidare questa leadership - avverte - sono essenziali un quadro regolatorio e politiche industriali che favoriscano innovazione, collaborazione pubblico-privato e accesso tempestivo alle nuove terapie".
Gli italiani - si legge nel report - chiedono una sanità sempre più centrata sulla persona: quasi la metà vorrebbe pazienti attivamente coinvolti nelle decisioni di cura (il 49%). La trasformazione digitale e l'intelligenza artificiale sono viste come un aiuto concreto all'assistenza (per circa 7 su 10), soprattutto per alleggerire il lavoro degli operatori e migliorare l'accuratezza delle diagnosi, confermando telemedicina e Ia come strumenti di supporto alle visite tradizionali, con il medico saldamente al centro delle decisioni. In tema di prevenzione, si chiede al Ssn di puntare soprattutto su oncologia e malattie cardiovascolari, mentre l'adesione alle vaccinazioni mostra una lieve flessione. Sul fronte dell'informazione, il medico di medicina generale resta la fonte più autorevole, affiancato da portali medico-scientifici qualificati e associazioni di pazienti, con i media generalisti in calo di centralità e la disinformazione sanitaria in lieve diminuzione, pur veicolata soprattutto dai social, in particolare su vaccini e alimentazione.
A fare da corollario alla mattinata di 'Investing for Life Health Summit', oltre a quanto emerso dall’indagine - conclude la nota - ci sono stati alcuni topic particolarmente rilevanti come la nuova governance per la farmaceutica e l'immunizzazione e la prevenzione come investimento; ma anche le strategie per attrarre R&S in Italia, l'accesso all'innovazione terapeutica, il superamento del meccanismo del payback toccati nel corso di tre tavole rotonde. La seconda parte dei lavori di 'Investing for Life' è stata dedicata alla prevenzione dei tumori Hpv-correlati, in occasione della celebrazione, oggi, della Giornata mondiale di sensibilizzazione sul Papillomavirus, patogeno che può causare diversi tumori potenzialmente letali e che, grazie alla prevenzione, sia primaria sia secondaria, oggi potrebbe essere eliminato.

"Il Servizio sanitario nazionale è un orgoglio" per il nostro Paese. "Non è e non può essere considerato meramente una voce di spesa. Rappresenta la più grande infrastruttura pubblica che oggi vogliamo modernizzare per renderla più capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute e per venire incontro soprattutto alle persone più fragili, più deboli e agli indigenti, come ci ricorda l'articolo 32 della nostra Costituzione". Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, collegandosi in videoconferenza all'ottava edizione di 'Investing for Life Health Summit', oggi a Roma. Durante il convegno, organizzato da Msd Italia, sono stati presentati i risultati dell'indagine 'Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo Ssn'.
Nel suo intervento, il ministro ha commentato i dati emersi partendo da "una considerazione sulle liste d'attesa, percepite" dagli intervistati "come il problema principale del sistema sanitario. Una criticità che da decenni costituisce un vero e proprio ostacolo all'accesso alle cure" e che il Governo sta cercando di fronteggiare "con una legge organica che introduce misure chiare e incisive" e che, per essere applicata, necessita "di un contributo fattivo delle Regioni".
A tale proposito, Schillaci si è detto "colpito" dal dato del sondaggio che mostra, rispetto all’anno precedente, "una crescita nella percentuale di chi ritiene che - pur senza mettere in dubbio l'autonomia regionale - servirebbe un ruolo maggiore dello Stato per migliorare l'efficienza dell'assistenza, garantendo maggiore uniformità e riducendo le troppe diseguaglianze ancora presenti sul territorio nazionale". Si tratta di un dato "su cui dobbiamo riflettere", ha aggiunto, ricordando che "oggi il livello centrale esercita un potere di controllo e monitoraggio nell'interesse esclusivo dei cittadini attraverso la verifica degli adempimenti regionali nell'erogazione dei Lea", i livelli essenziali di assistenza, "l'equità di accesso alle cure e il rispetto dei tempi di attesa".
Sulla prevenzione, "sempre più percepita come la chiave di volta per una sanità moderna e sostenibile", l'indagine segnala una richiesta chiarissima: investire "sulla partecipazione dei cittadini e sulle campagne di screening, con particolare attenzione a quelle oncologiche". Su questo, Schillaci ha rimarcato che "da oltre 1 anno" il ministero sta conducendo "una battaglia culturale per promuovere un necessario cambio di paradigma. Questo Governo e il ministero della Salute - ha assicurato - credono fermamente nella prevenzione come investimento. Lo abbiamo dimostrato con l'ultima legge di Bilancio stanziando risorse significative destinate, ad esempio, all'estensione delle fasce di screening per permettere a più cittadini di accedere gratuitamente alle procedure offerte dal Ssn. Oltre alla prevenzione oncologica, dobbiamo inoltre investire - seguendo le indicazioni europee - nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, che rimangono la prima causa di morte in Italia. Stiamo portando avanti diverse progettualità tra cui la Rete cardiologica degli Irccs: vogliamo costruire un 'modello Italia' che rafforzi la prevenzione cardiologica, specialmente a livello territoriale", ha rimarcato il ministro.
Sulla percentuale crescente di italiani che considera prioritario concentrare gli sforzi sull'assistenza territoriale, Schillaci ha evidenziato che "è stato approvato un disegno di legge che riforma i modelli organizzativi e garantiamo un monitoraggio costante sulle Regioni per l'attuazione degli strumenti del Pnrr che vede nel rafforzamento della medicina territoriale e negli Ospedali di comunità un capitolo di fondamentale importanza".
Nel commentare il dato sull'intelligenza artificiale, per gli intervistati "un supporto utile, ma non una sostituzione dei medici e del personale sanitario", Schillaci ha ribadito il ruolo della tecnologia "per ridurre tempi e distanze, per rendere più efficienti i percorsi, per supportare diagnosi e presa in carico, soprattutto per ridurre le tante - troppe - disuguaglianze che ancora ci sono tra Nord e Sud dell'Italia, tra grandi città e piccoli centri. La fiducia e la responsabilità clinica rimangono centrali - ha precisato - Con questo spirito abbiamo lavorato al nuovo fascicolo sanitario elettronico e alla digitalizzazione del Ssn, per renderlo più moderno, ma anche per migliorare l'accessibilità alle cure". In chiusura, il ministro ha garantito l'impegno per "un accesso rapido alle terapie su tutto il territorio nazionale, con percorsi e regole più trasparenti, più stabili. Il diritto dei cittadini ad accedere ai farmaci innovativi in tempi rapidi non può essere una variabile regionale - ha concluso - La strada che stiamo perseguendo è quella di delocalizzare senza rinunciare al rigore scientifico, di garantire qualità senza creare maggiore complessità e di favorire l'innovazione senza mettere a rischio la sostenibilità".
I termini si chiuderanno entro il 17 aprile...
Record di iscrizioni, per il prossimo anno si punta a quota 20mila...
Ma sono in calo i Comuni "rifiuti free", 218 (-4)...
Sarà in vendita in primavera, processo a lenta fermentazione...
Appello per fondi a Regione, 'serve un intervento sul mancato
reddito'... Sinner e il retroscena sulla preparazione: "Mi sono allenato sotto al sole, lo farò anche in futuro"

"La mia preparazione sta andando molto bene. Questo è un posto speciale e speriamo che sia un grande torneo". Jannik Sinner ha parlato così, oggi mercoledì 4 marzo, a poche ore dal suo esordio a Indian Wells (venerdì 6 marzo, contro il vincente tra l’australiano James Duckworth e il ceco Dalibor Svrčina). "Sono molto contento di come mi sento in campo, vogliamo arrivare il più lontano possibile. Allo stesso tempo, cerchiamo anche di migliorare un paio di cose. Sto cercando di essere un po' più aggressivo a volte sulla linea di fondo. Credo che stiamo facendo un ottimo lavoro. È stata una settimana di allenamenti molto dura per me. Abbiamo trascorso molte, molte ore ad allenarci”. Sinner ha spiegato di aver svolto una parte importante della preparazione al caldo: "La scorsa settimana faceva tanto caldo e a me ha fatto bene, ci siamo allenati sotto al sole. Sicuramente sarà un tipo di preparazione che faremo anche in futuro, cercando di allenarci nei posti dove fa più caldo”.
Sinner ha aggiunto: “L'inizio di stagione è stato buono. Voglio dire, semifinali in Australia e quarti a Doha, ma sono molto contento di come sto e del mio stato mentale. Come ho detto, cerchiamo di massimizzare il nostro potenziale. La stagione è appena iniziata, quindi questi tornei sono molto importanti per me prima di passare alla terra battuta. Mi sento bene quando gioco un buon tennis e ora vediamo come va”.
Lo scorso anno il campione di Wimbledon è sbarcato sul canale YouTube con il suo vlog ed è contento di come sta andando: “Credo che i fan non sappiano esattamente come siamo come persone, quindi questo aiuta anche a mostrare come sono fuori dal campo. Penso che sia una cosa fantastica. Personalmente, mi piace guardare anche video di altri sportivi e sì è ovviamente qualcosa di diverso. Dietro di me c'è il mio team che fa tutto il lavoro: non devo preoccuparmi di nient'altro. Ma allo stesso tempo è bello mostrare qualcosa al di fuori del tennis. Sai, a volte come ci alleniamo o quali altre cose mi piace fare al di fuori di un campo da tennis. Penso che sia bello, ma allo stesso tempo ovviamente la priorità è sempre giocare a tennis. Ed è quello che amo fare”.
Il tennis è la priorità ma non è tutto: “La cosa più importante è avere sempre persone positive intorno a me, perché questo ti dà già molta stabilità, nella tua vita personale, nella vita che viviamo, che a volte è piuttosto frenetica -sottolinea Sinner-. Quindi l'unica cosa che vuoi fare è semplicemente stare a casa e fare qualcosa di molto, molto rilassante. Allo stesso tempo, ho anche bisogno di fare altre cose, che sia giocare a golf o guidare una macchina o qualsiasi altra cosa, giocare alla PlayStation, e semplicemente vivere la vita di un ventiquattrenne. So che al giorno d'oggi questi momenti sono molto, molto rari, perché sacrifico molto per essere nella posizione in cui mi trovo, ma è importante circondarsi di persone positive, persone che capiscono come sei come persona. Penso che questo ti dia già tanti aspetti positivi”.
Saldo negativo mobilità sanitaria a quasi 102 milioni, + 5,6
milioni sul 2022...
Audizioni su proposta di iniziativa popolare contro speculazione
rinnovabili... 
Prende il via da Udine, venerdì 6 marzo, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale. Il percorso 2026 si è aperto con le tappe territoriali, momenti di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, che accompagneranno il Salone in un viaggio attraverso l’Italia fino all’evento nazionale in programma a Milano, presso l’Università Bocconi, dal 6 all’8 ottobre 2026.
Da oltre 10 anni, il Salone della Csr si muove sul territorio per creare occasioni di dialogo, networking e crescita culturale sui temi della sostenibilità. Dal 2013 a oggi, le tappe territoriali del Salone hanno coinvolto circa 200 organizzazioni tra imprese, enti pubblici, non profit e università. E oltre 15mila persone complessivamente hanno partecipato, in presenza e in streaming, alle iniziative nelle città che hanno ospitato le tappe.
La prima tappa territoriale 2026 del Salone si svolge a Udine il 6 marzo, presso l’Università degli Studi di Udine - Palazzo Antonini (Sala Gusmani). Al centro dell’incontro, organizzato in collaborazione con Animaimpresa e Università degli Studi di Udine con il sostengo di Fondazione Friuli, sarà il tema della 'RigenerEazione', un concetto che richiama la necessità di andare oltre la sostenibilità per generare trasformazioni reali e durature nei territori e nelle comunità. “La tappa di Udine del Salone della Csr e dell'innovazione sociale rappresenta un’occasione preziosa di dialogo tra dimensione nazionale e contesto locale - commenta Valeria Broggian, presidente di Animaimpresa - Portare qui una visione ampia, e allo stesso tempo valorizzare le eccellenze del nostro territorio, significa creare occasioni di confronto e connessione, indispensabile per poter immaginare processi collettivi di rigenerazione, parola chiave di questa edizione. È un piacere poter contare sulla collaborazione dell’Università di Udine e della Fondazione Friuli, alleati preziosi per promuovere i nostri valori sul territorio”.
Il programma della giornata, aperta al pubblico, prevede una lectio introduttiva a cura di Francesco Marangon, professore ordinario dell’Università di Udine, incentrata sul tema dell’economia rigenerativa come strategia per mitigare i cambiamenti climatici, soddisfare i bisogni delle persone e sostenere lo sviluppo dei territori. “Oggi non si guarda più solo al mantenimento delle risorse per le generazioni future - spiega Marangon - ma si sottolinea la necessità della loro rigenerazione e, possibilmente, del loro aumento. Un’attività umana che sia nuovamente a impatto positivo, nelle sue varie dimensioni, e che permetta non solo una salvaguardia delle varie forme di capitale sui si basano le nostre comunità ma addirittura ne aumenti le dimensioni, in termini qualitativi e quantitativi. Pensiamo alla bioeconomia e in particolare all’agricoltura: un tempo era considerata semplicemente un’attività economica orientata alla produzione di beni, mentre oggi vede crescere le sue potenzialità multifunzionali, intese come capacità di fornire anche servizi ambientali e sociali”.
Durante la tappa di Udine del Salone, una prima conversazione, coordinata da Rossella Sobrero, sarà dedicata al ruolo delle imprese nella rigenerazione dei materiali, con esempi concreti come quello della collaborazione tra Koki Spa e Corte Spa, che insieme alla cooperativa sociale Arte Libro sono riusciti a trasformare 600 capi da lavoro usati in un’agenda unica nel suo genere, che reinterpreta la materia e genera valore umano. A parlarne sarà Giacomo Andolfato, co-fondatore di Koki, in dialogo con Roberto Tassi, presidente di Logica, società che dal 1995 si occupa di rigenerazione e gestione dei rifiuti in ottica di circular e green economy.
Un secondo panel, coordinato da Renata Kodilja, delegata per la sede di Gorizia dell’Università di Udine, sarà dedicato al passaggio dal servizio all’impatto, con focus sulla rigenerazione dei territori dal punto di vista sociale. Elena Arman, Esg Manager della società Bluenergy Group con sede a Trieste, illustrerà i passi concreti svolti a favore del benessere delle proprie persone: da pochi mesi la società ha firmato un accordo di secondo livello con le organizzazioni sindacali, unico nel suo genere in Italia, introducendo nuove misure di welfare aziendale pensate per sostenere i dipendenti con responsabilità di caregiver. Al dialogo prenderà parte anche Duna Viezzoli, fondatrice di The Field, società cooperativa che unisce creatività, sostenibilità e innovazione sociale per accompagnare persone e organizzazioni nel cambiamento.
Un terzo panel, coordinato da Marco Da Rin Bianco, fondatore di Zeranta Digital, presenterà visioni nazionali innovative come invito a nuove trasformazioni in Friuli Venezia Giulia. A parlarne saranno Sara Cirone, presidente di Hub del Territorio, e Gianluca de Nardi, Chief Sustainability Officer di EcorNaturaSì. Tra progettazione territoriale e innovazione di filiera, si discuterà anche delle nuove applicazioni del Piao, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione, uno strumento di programmazione e governo delle pubbliche amministrazioni italiane pensato per diventare un potente strumento di responsabilità pubblica e di fiducia verso i cittadini.
La giornata si chiuderà con un momento di riflessione sul futuro grazie a 'Friuli Venezia Giulia Rigenerato 2035': un laboratorio diffuso firmato Foxwin che invita cittadini, imprese e comunità locali a progettare insieme una visione desiderabile e concreta del domani. Le visioni emerse dai laboratori verranno convertite dai creativi di nelquadrato.com in rappresentazioni visive che andranno a comporre un mosaico collettivo, espressione di ciò che i cittadini del Friuli Venezia Giulia desiderano costruire insieme. Il tema guida della 14esima edizione, 'Andare oltre', accompagnerà un programma articolato che comprende sette tappe territoriali - Udine (6 marzo), Treviso (19 marzo), Bologna (31 marzo), Torino (9 aprile), Taranto (21 aprile), Varese (6 maggio), Padova (28 maggio) - l’evento nazionale conclusivo a Milano; incontri di approfondimento, iniziative speciali e la quinta edizione del Premio Impatto, per cui sono già aperte le iscrizioni.
“In uno scenario diventato molto complesso - commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone - le organizzazioni che credono nella sostenibilità sanno che è necessario investire nell’innovazione ma anche nella comunicazione che diventa strumento importante per accompagnare il cambiamento nei comportamenti delle persone e delle organizzazioni. Ma bisogna ripensare profondamente i linguaggi e la scelta dei canali considerando l’impatto che hanno oggi tecnologie sempre nuove”. Le organizzazioni che hanno confermato la partecipazione alla 14esima edizione de ll Salone della CSR e dell’innovazione sociale sono già 150: imprese e associazioni non profit, diversi per ambito e dimensione, ma accomunati dalla volontà di condividere e valorizzare il proprio impegno per la sostenibilità.

Un busto scultoreo conservato da secoli nella Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, sulla via Nomentana a Roma, potrebbe finalmente essere attribuito a Michelangelo Buonarroti (1475-1564). L'ipotesi è stata annunciata oggi dalla ricercatrice indipendente Valentina Salerno, nel corso della conferenza “Il volto ritrovato” presso la Basilica stessa, illustrando la riattribuzione del “Cristo Salvatore” alla mano del maestro rinascimentale. La statua, finora considerata anonima e catalogata come “Busto scultoreo di autore anonimo della scuola romana del XVI secolo”, rientrerebbe così tra le opere michelangiolesche poco note o dimenticate. Si tratterebbe di un significativo ampliamento del catalogo dell’ultimo Michelangelo e di un importante arricchimento della storia dell’arte rinascimentale.
Alla base della riattribuzione c’è un lavoro di oltre dieci anni condotto da Valentina Salerno, che ha incrociato testamenti, carteggi, diari, libri storici e di viaggio, relazioni, inventari notarili e atti confraternali dal 1564 ai giorni nostri. A differenza di altre ipotesi speculative, ha spiegato la ricercatrice, la ricerca si fonda esclusivamente su fonti documentali coerenti e verificabili, ricostruendo una linea continua tra l’eredità materiale di Michelangelo e il busto oggi custodito nella Basilica.
La studiosa ha ricostruito l’itinerario storico dell’opera, dalla morte dell’artista fino alla collocazione attuale, seguendo spostamenti, nascondimenti e ricollocazioni attraverso documenti notarili, inventari e cronache di confraternite. Questo percorso permette di chiarire il contesto storico e sociale dell’opera, inserendola in un sistema di relazioni con committenze, devoti e ambienti religiosi romani dell’epoca.
Il busto rimasto per secoli nell'oblio
Il busto era rimasto per secoli nell’oblio a causa di errori attributivi e cancellazioni documentali che ne avevano disperso la memoria. Secondo la ricostruzione di Valentina Salerno, la sua classificazione come opera anonima della scuola romana del XVI secolo non riflette la realtà storica e stilistica. L’analisi comparativa con le griglie stilistiche dei maggiori studiosi mondiali di Michelangelo consente di collocare l’opera entro un contesto coerente, sottolineandone qualità formale e caratteristiche distintive della mano del genio del Rinascimento.
Un aspetto rilevante riguarda la trasformazione iconografica del volto: da ritratto fisico a volto sublimato del Salvatore, in linea con le pratiche devozionali e confraternali dell’epoca. Questo passaggio iconografico non solo rafforza l’attribuzione, ma testimonia anche la funzione spirituale e simbolica dell’opera, destinata a una fruizione religiosa e pubblica.
La Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, affidata all’Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Salvatore, ha svolto un ruolo centrale nella presentazione della scoperta. L’Ordine ha sostenuto la ricerca, promuovendo la nascita di un comitato scientifico internazionale e favorendo il confronto tra studiosi di fama mondiale. Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, ha seguito con attenzione i lavori, che, secondo quanto comunicato, sono proseguiti anche durante il recente Conclave che ha eletto Papa Leone XIV. La collaborazione tra istituzioni religiose e comunità scientifica dimostra come studi approfonditi possano portare a scoperte di portata internazionale, valorizzando patrimoni spesso trascurati o mal interpretati, è stato sottolineato durante la conferenza stampa.
La riattribuzione
Se la riattribuzione sarà confermata, il busto del “Cristo Salvatore” non rappresenterà solo un recupero artistico, ma una vera e propria riscrittura della storia dell’arte rinascimentale. La ricerca suggerisce un Michelangelo meno incline a distruggere le proprie opere e più attento alla loro conservazione, affidandole a collaboratori fidati o a contesti religiosi per garantirne la sopravvivenza. Il caso del busto di Sant’Agnese rappresenta anche un modello metodologico: l’analisi accurata dei documenti, combinata con le griglie comparative stilistiche, può permettere di recuperare altre opere dimenticate del Maestro, aprendo un percorso di attribuzione progressivo che potrebbe rivoluzionare la comprensione della sua produzione tardiva.
Lo studio di Valentina Salerno, intitolato "Michelangelo gli ultimi giorni" ha ricevuto il sostegno dei Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Sacramento e del professore Michele Rak. L'importanza della ricerca è stata riconosciuta dal cardinale arciprete della basilica di San Pietro, Mauro Gambetti, che ha promosso la creazione di un comitato scientifico di alto livello. Questo comitato include esperti di fama mondiale provenienti dai maggiori musei, come William Wallace della Washington University of Saint Louis, Hugo Chapman del British Museum, Barbara Jatta dei Musei Vaticani, Cristina Acidini dell’Accademia delle Arti di Firenze, Alessandro Checchi della Fondazione Buonarroti e Pietro Zander, storico della Fabbrica di San Pietro.
Salerno ha spiegato tra l'altro che sarebbero una ventina le opere di Michelangelo Buonarroti finora sconosciute o di attribuzione incerta, che sarebbero state identificate grazie alla sua ricerca indipendente. Queste scoperte non solo arricchiscono il catalogo del genio rinascimentale, ma riscriverebbero anche la storia dell'arte, mettendo in discussione la narrazione di Giorgio Vasari secondo cui Michelangelo avrebbe distrutto gran parte dei suoi lavori prima della morte.

Sanpellegrino, parte di Nestlé Waters & Premium Beverages, sostiene l'intervento di riqualificazione della storica 'Area Paradiso', nel comune di San Pellegrino Terme, con un investimento di circa 9 milioni di euro che comprende la valorizzazione ambientale e ricettiva di un’area di 6 ettari nel cuore della Val Brembana.
Il ‘Progetto Paradiso’, che comprende un’area boscata e due edifici storici in posizione panoramica, oggi in stato di abbandono, si propone di coniugare la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente con la tutela del paesaggio, mantenendo la riconoscibilità degli edifici già presenti e utilizzando materiali naturali, perfettamente integrati con l’ambiente circostante. L’intervento si caratterizza per una significativa valenza ambientale: la riqualificazione dell’area sarà improntata a criteri di basso impatto, alla tutela della naturalità dei luoghi e alla valorizzazione del verde circostante. Il progetto paesaggistico prevede, in particolare, nuove superfici prative, la conservazione e integrazione delle alberature esistenti e la creazione di spazi dedicati alla biodiversità, con l’obiettivo di offrire un’esperienza immersiva nella natura, favorire la presenza di impollinatori e rafforzare il legame tra ospitalità, ambiente e sostenibilità.
L’intera area è data in concessione a Sanpellegrino per 99 anni, al termine dei quali tornerà nella piena disponibilità del Comune di San Pellegrino Terme. La sua riqualificazione avrà ricadute positive per l’intera comunità della Val Brembana in termini di maggiore attrattività turistica e di più ampia fruibilità del territorio.
L’impegno di S.Pellegrino sul territorio comprende anche iniziative per una gestione responsabile e sostenibile della risorsa acqua, come il conseguimento della certificazione Alliance for Water Stewardship (Aws), da parte dello stabilimento di Ruspino fin dal 2020. Questo riconoscimento è basato su uno standard internazionale che attesta il rispetto del bilancio idrico, la condivisione delle conoscenze e la collaborazione con il territorio per preservare la qualità dell’acqua disponibile.
L’attenzione alla preziosa risorsa idrica del territorio si concretizza anche in iniziative per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, come il monitoraggio idrologico, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, finalizzato allo studio dei movimenti dell'acqua e dei suoi percorsi, per capirne l’equilibrio nel tempo e assicurarne la sostenibilità. Un altro importante progetto nato per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici riguarda la realizzazione di un’opera pubblica, l'impianto Nossana, che consentirà un approvvigionamento idrico costante a più di 300mila abitanti della provincia di Bergamo, anche in occasione di precipitazioni particolarmente abbondanti o di eventi atmosferici eccezionali, assicurando la continuità del servizio. Una volta completato, l’impianto sarà donato da Sanpellegrino a Uniacque, società che gestisce il servizio idrico integrato della provincia di Bergamo, e sarà utilizzato a beneficio della collettività.
“Progetto Paradiso nasce da un legame profondo con il territorio della Val Brembana e dalla volontà di contribuire al suo sviluppo e alla sua tutela. Si tratta di un investimento interamente sostenuto dall’azienda e pensato per generare valore per la comunità nel lungo periodo, rafforzando l’attrattività turistica e preservando al tempo stesso il patrimonio storico, paesaggistico e ambientale del territorio - ha dichiarato Michel Beneventi, amministratore delegato e presidente di Sanpellegrino - Parallelamente, prosegue il nostro impegno per la tutela della risorsa idrica con iniziative volte ad aumentare la resilienza del territorio: dal monitoraggio scientifico del bacino imbrifero fino alla realizzazione dell’impianto Nossana, mettiamo in campo strumenti diversi ma complementari per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e garantire continuità e qualità dell’acqua nel lungo periodo, a beneficio delle collettività”.

Dopo l’entusiasmante giornata inaugurale, la quarta edizione di Premio Film Impresa 2026 è entrata nel vivo con un secondo appuntamento interamente dedicato alle proiezioni delle opere in concorso e a due programmi speciali che hanno messo al centro il rapporto tra impresa, territorio e comunità. Il Premio è ideato e realizzato da Unindustria in collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema.
La seconda giornata si è aperta con la proiezione speciale del docufilm “Andata e Ritorno”, realizzato da Gruppo Creativo Multimedia per il Gruppo FS, scritto e diretto da Roberto Campagna ed Elena De Rosa. La proiezione è stata preceduta da una conversazione tra Giampaolo Letta e Alessandra Calise, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne Gruppo FS, mentre al termine del film Mario Sesti ha dialogato con i registi e il cast. Un film corale che attraversa il mondo ferroviario attraverso le storie di sei passeggeri, raccontando il treno non solo come mezzo di trasporto ma come spazio simbolico di incontro, trasformazione e realizzazione personale. La narrazione, costruita su un montaggio alternato e su uno sguardo intimo e diretto, restituisce la capillarità del Gruppo FS come scenario vivo di micro-universi quotidiani, tra paesaggi, connessioni e aspirazioni individuali.
Nel corso della mattinata sono poi cominciate le proiezioni delle opere in concorso, accompagnati dalla presenza degli autori e i rappresentanti delle imprese protagoniste. Prima dell’avvio, spazio anche ai “Corti dal Csc – Comunità e Impresa Flash”, con la proiezione di Piccoli calabresi sul Lago Maggiore… Nuovi ospiti della colonia di Suna di Ermanno Olmi (1953), seguita nel pomeriggio da Sud come nord di Nelo Risi (1957). L’Area Doc I a cura di UniCredit ha presentato: 'Il sogno di Carlo' di Matteo Bellizzi. Produzione: Matteo Bellizzi per Fondazione Marazzato; 'Aiutarsi Prevenendo' di Alberto Di Pasquale. Produzione: ONOFF Produzioni per DiagnostiCare Onlus; 'Angioedema Real Life - Diario di bordo' direzione Itaca di Ruggero Rollini. Produzione: The List per Takeda Italia; 'Rosetti Marino | 100 Years Young' di Giovanni Pitscheider. Produzione: Cacao Design per Rosetti Marino; 'Le Vie del Basilico' di Alessandro Lucente. Produzione: Storymakers per Barilla Group; 'Generazioni in crescita. 40 anni con 'Lavoriamo insieme'' di Ruggiero Torre. Produzione: Meeting Planner per Società Cooperativa Sociale “Lavoriamo Insieme” ETS.
Nel pomeriggio spazio all’Area Narrativa a cura di Umana, che ha presentato: 'Mario in tHERApia – la sindrome dell’abbandono e Mario in tHERApia – ipnosi' di Alessio Lauria. Produzione: Save the Cut per Hera; 'Il viaggio è appena iniziato' di Riccardo Calamandrei. Produzione: Cooperativa Trasporti di Riolo Terme; 'Pane Amore e Libertà' di Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti. Produzione: Guasco per Magazzini Gabrielli; 'La nostra via della seta' di Giandomenico Lupi. Produzione: Confindustria Ascoli Piceno; 'Il primo giorno – generazione talento' di Daniele Barbiero. Produzione: Save the Cut per ELIS e Poste Italiane; 'Pulcinella inventa la Pizza' di Stefan Stechel. Produzione: Amber Consulting; 'Punti nascosti' di Beatrice Baldacci. Produzione: Giffoni Innovation Hub e Anemone Film; 'EUREKA! Storia di una invenzione impossibile' di Damiano Realini. Produzione: Pluma Pictures per IBSA Institut Biochimique; 'Giuro' di Antonio Palumbo. Produzione: Oz Film per Inail – Direzione Regionale Puglia; 'Volvo Trucks VLEx – Trasforma la tua passione' di Andrea Viotti. Produzione: Double Vision Film per Volvo Trucks Italia; 'Vista Hotel' di Damiano Giacomelli. Produzione: YUK! Film per Interno Marche Design Experience Hotel.
La seconda giornata si è conclusa con il programma speciale dedicato al Gruppo Lavazza. Dopo la proiezione del corto dall’Archivio Storico Lavazza, 'Lavazza, il piacere del cinema: dal racconto sensoriale del prodotto alla scoperta del cinema' a cura di Caterina Taricano, è stato presentato il docufilm 'Nuvola'', ideato da Virginio Briatore, con direzione creativa di Francesca Molteni e regia di Luca Caon, prodotto da Muse Factory of Projects. La proiezione è stata accompagnata da una conversazione che ha coinvolto Francesca Molteni e Antonio Calabrò, Presidente Gruppo Tecnico Cultura d’Impresa Confindustria, insieme ad Alessandra Bianco, Direttore Corporate Communication Gruppo Lavazza, Marco Gay, Presidente Unione Industriale Torino, e Maurizio Tarquini, Direttore Generale Confindustria, animata da Giampaolo Letta e Mario Sesti. Il film racconta l’intervento di rigenerazione urbana sviluppato attorno alla sede Lavazza di Torino, in dialogo costante con il quartiere Aurora e con l’identità della città. Fortemente sostenuto dalla quarta generazione della famiglia Lavazza, il progetto dell’Headquarter coniuga visione strategica e responsabilità d’impresa, trasformando un’area industriale dismessa in uno spazio aperto e integrato nel tessuto urbano, capace di generare ricadute sociali e culturali positive. Attraverso ambienti, persone e relazioni quotidiane, il docufilm restituisce l’identità di un luogo che, a otto anni dall’inaugurazione, si conferma esempio concreto di trasformazione e valore condiviso.
La quarta edizione di Premio Film Impresa si avvia verso la giornata conclusiva del 4 marzo, che culminerà con la cerimonia di premiazione e l’assegnazione dei Premi Speciali a Sergio Castellitto, Pif, Giuseppe Tornatore, Brunello Cucinelli e alla Maison Hermès, oltre alla novità del Premio alla migliore musica originale a cura di Caterina Caselli e Sugar Publishing.
La quarta edizione ha ottenuto il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale, ANFIR, ANICA, UNA e la collaborazione di Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema. Premio Film Impresa è affiancato dai golden partner: Almaviva Group, Edison, Umana, UniCredit. Event partner sono Gruppo FS e Lavazza Group. Sponsor tecnici sono Spencer & Lewis, D-Hub Studios, Ega, Tecnoconference Europe, Slamp, Tmb.Media partner sono Il Messaggero, Prima Comunicazione e Adnkronos.



