
Episodio arbitrale in Bologna-Milan. Oggi, martedì 3 febbraio, nella sfida valida per la 23esima giornata di Serie A, i rossoneri hanno firmato il gol del 2-0 grazie a un calcio di rigore conquistato e realizzato da Christopher Nkunku. Succede tutto al 38': Modric lavora il pallone tra le linee per Loftus-Cheek, che serve un assit perfetto per l'attaccante francese. Nkunku, solo davanti a Ravaglia, sposta il pallone ma trova il contatto con il portiere del Bologna in uscita: Manganiello non ha dubbi e indica il dischetto.
Le immagini mostrano come, nel tentativo di colpire il pallone, Ravaglia trovi le gambe di Nkunku, che sbatte sul petto del portiere rossoblù, slanciato verso la sfera, e cade. Il check del Var serve non solo a confermare il contatto falloso tra i due, ma anche a verificare la posizione dell'attaccante milanista.
Dopo alcuni secondi di attesa, la posizione di partenza sull'assist di Loftus-Cheek viene giudicata buona e il rigore confermato. Il successivo piatto destro proprio di Nkunku spiazza Ravaglia e vale il 2-0.

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un pacchetto di finanziamenti per porre fine a oltre tre giorni di shutdown di una parte dell'amministrazione federale. Donald Trump dovrebbe firmare presto il provvedimento ponendo così ufficialmente fine alla paralisi in atto da sabato, sullo sfondo delle divergenze tra repubblicani e democratici sul finanziamento della polizia dell'immigrazione (Ice).
Per appena un voto, 216 sì contro 215 no, il pacchetto per il Bilancio aveva prima passato la cruciale votazione procedurale che permetterà di mettere fine allo stallo. All'inizio due repubblicani - Thomas Massie ormai diventato la spina nel fianco per Donald Trump, e John Rose - avevano votato contro la misura, ma poi quest'ultimo, dopo aver parlato con lo Speaker Mike Johnson e altri membri della leadership, ha cambiato il suo voto.
Il pacchetto di oltre 1,2 trilioni di dollari contiene i fondi per dipartimento della Difesa, di Stato, del Tesoro, della Sanità e dell'Istruzione.
Il secondo shutdown del governo federale in un anno di seconda presidenza Trump è iniziato la notte del 30 gennaio, dopo che i fatti di Minneapolis hanno interrotto i negoziati bipartisan che erano sulla dirittura d'arrivo per avere il bilancio approvato prima della nuova scadenza.

Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 3 febbraio 2026. Centrati invece nove '5' che vincono ciascuno 20.868,64 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 115.900.000 euro.
Quali sono i punteggi vincenti?
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Quanto costa una schedina?
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Come posso verificare se ho vinto?
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente di oggi
Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 11, 16, 17, 41, 42, 46. Numero Jolly: 70. Numero SuperStar: 57.

L’ex marito dell’ex first lady Jill Biden, il 77enne William "Bill" Stevenson, è stato incriminato per omicidio di primo grado per la morte della moglie Linda Stevenson, 64 anni, trovata senza vita nella loro abitazione di Wilmington, nel Delaware. Secondo la polizia della contea di New Castle, citata dal New York Post, gli agenti erano intervenuti la notte del 28 dicembre dopo una segnalazione per una lite domestica e avevano trovato la donna priva di sensi sul pavimento del soggiorno; nonostante i tentativi di rianimarla, Linda era stata dichiarata morta nelle prime ore del 30 dicembre.
Le indagini, avviate per le circostanze sospette del decesso, hanno portato all’arresto di Stevenson: l’uomo, che non ha versato la cauzione fissata a 500.000 dollari, è stato trasferito in carcere.
Stevenson era stato sposato con Jill Biden dal 1970 al 1975: secondo quanto da lui stesso raccontato in passato, i due lavorarono insieme alla prima campagna per il Senato di Joe Biden nel 1972 e in quell’occasione Jill si sarebbe avvicinata al futuro presidente. Nello stesso anno la prima moglie di Joe Biden, Neilia, e la loro figlia neonata morirono in un incidente stradale. Stevenson ha sempre sostenuto di aver iniziato a sospettare una relazione tra Joe e Jill nel 1974, mentre i Biden hanno affermato di essersi conosciuti solo nel 1975, dopo essere stati presentati a un appuntamento, quando lui era già vedovo e Jill si era separata da Stevenson.

Il centrodestra chiede al governo di "proseguire lo sgombero di beni e immobili illegalmente occupati secondo i criteri oggettivi di priorità stabiliti dalle Prefetture" e di valutare "iniziative normative volte a incrementare le assunzioni per concorso nei corpi di polizia", rafforzando al tempo stesso le tutele, "sotto il profilo sia normativo sia economico", per gli appartenenti alle forze dell'ordine. È uno dei passaggi chiave della bozza di risoluzione - visionata dall'Adnkronos - che la maggioranza presenterà domani al Senato, in occasione delle comunicazioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo per il centro sociale Askatasuna.
Nel testo (ancora suscettibile di modifiche, specificano fonti parlamentari di maggioranza) si impegna inoltre l'esecutivo "a farsi latore della solidarietà del Senato e della Nazione agli agenti feriti e a tutte le forze dell'ordine, in tutte le sedi opportune", ribadendo un sostegno politico pieno all'azione delle forze di polizia impegnate nella gestione dell'ordine pubblico.
La risoluzione esprime "la più ferma e incondizionata condanna per le violenze che hanno avuto luogo a Torino e in generale per ogni uso di violenza nelle manifestazioni", accompagnata dalla "piena solidarietà agli agenti feriti e a tutte le forze dell'ordine". Per il centrodestra, quanto accaduto rappresenta infatti "l'ennesima, inaccettabile manifestazione di un clima di crescente ostilità e violenza nei confronti degli uomini e delle donne in divisa", un clima che viene definito come "un attacco diretto allo Stato" e ai suoi presidi di legalità.
Nel ricostruire i fatti, la risoluzione parla esplicitamente di episodi "riconducibili a guerriglia urbana preordinata e pianificata", caratterizzati dal "lancio ad altezza d'uomo di pietre, razzi e biglie di ferro", dall'uso di "bombe carta" e di "bastoni, sbarre di ferro, altri oggetti contundenti e luci laser". Nel corso degli scontri "un blindato appartenente alle forze di polizia è stato dato alle fiamme", così come "numerose automobili parcheggiate in strada e cassonetti dei rifiuti".
Secondo il testo, il corteo - che ha visto la partecipazione di migliaia di persone - è degenerato quando "un gruppo consistente di soggetti, travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna", dopo aver acceso "una fitta coltre di fumogeni", si è diretto compatto contro lo sbarramento delle forze dell'ordine posto a protezione dell'ex sede di Askatasuna.
La risoluzione ricorda infine che tra la sera del 31 gennaio e il 1° febbraio "oltre un centinaio di appartenenti alle forze di polizia sono stati feriti" e che un agente della Polizia di Stato è stato aggredito "da una decina di persone con armi improprie", mentre svolgeva il proprio servizio. Un quadro che, per la maggioranza, rende necessario ribadire che "lo Stato tutela la proprietà privata e il demanio pubblico da occupazioni illegali di qualsiasi natura" e che gli sgomberi "rappresentano un dovere dello Stato che non giustifica in alcun modo forme di violenza e devastazione".
Difensore ceduto a Cremonese:'si può dire no ma col rischio di
essere messo da parte'...
Riparato il guasto la struttura ha ripreso a lavorare a pieno ritmo... 
L'aula della Camera ha bocciato gli emendamenti al Decreto elezioni presentati dalle opposizioni per consentire il voto ai fuori sede al prossimo referendum sulla riforma della giustizia. Sia la commissione che il governo avevano espresso parere negativo su tutti gli emendanti presentati da Pd, M5s, Avs, Iv e Azione. L'aula ha anche bocciato un emendamenti di Avs (prima firma Zaratti) che chiedeva "agevolazioni per gli studenti fuori sede per l'esercizio del diritto di voto", per i viaggi in treno o altri mezzi pubblici, al referendum e alle elezioni nel 2026.
I gruppi di opposizioni hanno protestato per il no ai loro emendamenti. "Non ci sono motivi tecnici per dire di no alla sperimentazione, è già avvenuta in passato e ha funzionato. Il punto è la volontà politica del governo: questo diritto che è stato già riconosciuto, oggi viene ingiustamente negato", ha detto Riccardo Magi (+Eu). "Con il governo Meloni questo Paese invece di fare passi avanti fa passi indietro. Ritorniamo 'Bianco, Rosso e Verdone' del 1981", ha spiegato Alfonso Colucci (M5s).
Per Filiberto Zaratti (Avs), "c'è un bisogno forte di 5mln di persone che vivono fuori dalla loro comunità per lavoro, studio, salute. Dovremmo garantire loro i diritti"; mentre per Rachele Scarpa (Pd), "a mancare è la volontà politica di far votare 4,5mln di persone, una ingiustizia grande come una casa. Grazie alla destra che ha escluso un pezzo di Italia dalla democrazia: vergognatevi".

Israele ha fissato una linea rossa netta in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in programma a Istanbul: secondo quanto riportato dalla Cnn, qualsiasi accordo che non includa la rinuncia iraniana al programma di missili balistici è considerato inaccettabile. In caso contrario, avvertono ambienti militari e politici israeliani, Tel Aviv è pronta ad agire unilateralmente, anche senza un mandato esplicito di Washington.
È questo il punto che domina il dibattito strategico israeliano nelle ore che precedono l’avvio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, e che rischia di trasformare il tavolo diplomatico di Istanbul in un passaggio ad altissimo rischio di escalation.
Il nodo dei missili: la vera posta in gioco
Secondo analisti militari israeliani, citati dall'agenzia turca Anadolou, il negoziato nasce già monco se limitato alla sola dimensione nucleare. Per Israele, infatti, la minaccia più immediata non è l'uranio arricchito, ma la capacità dell'Iran di ricostruire e potenziare il proprio arsenale di missili balistici a lungo raggio, dopo i danni subiti durante la guerra di giugno 2025.
In questo quadro, Tel Aviv ritiene che un accordo che lasci intatto il programma missilistico iraniano non farebbe che congelare il problema, consentendo a Teheran di guadagnare tempo, rafforzare le proprie capacità industriali e mantenere una deterrenza offensiva diretta contro Israele. La posizione israeliana è esplicita: senza lo smantellamento del programma balistico, non esiste un "buon accordo".
Dietro le dichiarazioni pubbliche, Israele sta inviando un messaggio chiaro anche all’alleato americano. L'arrivo in Israele dell'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, alla vigilia dei colloqui di Istanbul, serve proprio a chiarire che un compromesso "minimalista" con l'Iran non sarà accettato. Secondo fonti militari e commentatori israeliani, Tel Aviv ritiene plausibile che Washington punti a un’intesa limitata, concentrata sull’arricchimento dell’uranio e su meccanismi di verifica, rinviando il dossier missilistico a una fase successiva.
Per Israele, però, questo approccio equivale a spostare in avanti una guerra inevitabile. Da qui l’avvertimento più duro: se l’Iran non accetterà di rinunciare ai missili balistici, Israele si riserva il diritto di colpire unilateralmente.
La minaccia dell'azione unilaterale
Nel dibattito strategico israeliano, l’ipotesi di un’azione autonoma non è più un tabù. Gli analisti sottolineano che, nonostante i danni subiti dalle difese aeree iraniane nel 2025, Teheran conserva una solida base industriale e tecnologica che potrebbe consentirle di ricostruire rapidamente capacità offensive avanzate. È per questo che l’esercito israeliano ha chiarito che i colloqui di Istanbul non comportano alcuna riduzione del livello di allerta, né sul piano difensivo né su quello offensivo. Al contrario, le forze armate israeliane stanno lavorando sull’ipotesi che l’Iran abbia tratto insegnamenti dal conflitto precedente, rendendo necessaria una preparazione ancora più sofisticata in vista di un eventuale nuovo confronto.
La posizione iraniana: linee rosse opposte
Teheran continua a sostenere che i propri missili hanno una funzione puramente difensiva e che la rinuncia a questo strumento equivarrebbe a una resa strategica in un contesto regionale ostile. È proprio questo scontro di linee rosse a rendere i colloqui di Istanbul estremamente fragili: ciò che Israele considera una condizione minima, l'Iran lo considera una capitolazione.

"Penso che non si possa arretrare, penso che noi dobbiamo - e stiamo lavorando anche su questo - garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano, ma penso che sia anche un problema di humus culturale". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla delegazione di 'Far West', il programma di approfondimento di Salvo Sottile, esprimendo solidarietà all'inviata Bianca Leonardi, aggredita insieme alla troupe da un gruppo di antagonisti durante il corteo per Askatasuna di sabato scorso.
Sulla condanna delle violenze di Torino, dice ancora la premier, "serve chiarezza da parte di tutti e serve un impegno comune, che è quello che io ho proposto, anche nel dibattito in Parlamento con il ministro Piantedosi[1], a tutti i partiti anche dell'opposizione: ho ascoltato la segretaria del Partito Democratico che diceva che le istituzioni devono essere unite, speriamo".
Sono intanto previste domani verso l'ora di pranzo, tra le 13.30 e le 14, le comunicazioni al Senato del ministro Piantedosi sui fatti di Torino, con il voto sulle risoluzioni che dovrebbe tenersi intorno alle 18.
I lavori dell'aula di Palazzo Madama inizieranno alle 9.30 con la discussione e il voto sul calendario, visto il mancato accordo in capigruppo tra maggioranza e opposizione.
'Rescritti' e dossieraggi di Striano, tutte le criticità avanzate... 
Promuovere la salute del cervello in occasione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, catalizzatore mediatico internazionale e opportunità importante per raggiungere un pubblico ampio e multiculturale. Con questa finalità è operativa, all’aeroporto di Milano Malpensa,‘Brain Health for Travellers’. L’iniziativa - informa una nota - vuole aumentare la consapevolezza della popolazione sui principali fattori di rischio delle patologie neurologiche, ma anche promuovere comportamenti e stili di vita favorevoli alla salute del cervello e diffondere una cultura della prevenzione primaria in ambito neurologico. L’iniziativa - promossa da Asst Valle Olona e Sin-Società italiana di neurologia Lombardia, con il coinvolgimento degli Enti istituzionali e partner - si articola in uno spazio espositivo con poster dedicati al Decalogo per la salute del cervello e in un punto informativo a cura degli specialisti di Asst Valle Olona, presenti nell’area espositiva dal 2 al 6 febbraio dalle 8.30 alle 12.30.
"Inauguriamo questa mostra che parla di salute, non di malattie- afferma Isidoro La Spina, direttore della Struttura complessa di Neurologia di Gallarate - Lo scopo è quello di informare la popolazione su quelli che sono i fattori che determinano il benessere del cervello. Riteniamo che l’informazione sia fondamentale per un corretto coinvolgimento degli utenti nella prevenzione delle malattie neurologiche che, allo stato attuale, rappresentano la prima causa di disabilità nel mondo". Le patologie del sistema nervoso, tra cui ictus e malattia di Alzheimer - ricordano gli esperti - rappresentano una delle principali cause di impatto complessivo di malattia a livello globale. Attualmente circa 3,4 miliardi di persone nel mondo convivono con una condizione neurologica. La prevenzione primaria, attraverso la conoscenza e il controllo dei fattori di rischio, rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre il peso delle patologie neurologiche e promuovere la salute del cervello lungo tutto l’arco della vita.
La mostra - presenta al Terminal 1, ingresso partenze n°17, 3° piano area espositiva - ha lo scopo di "incrementare la consapevolezza sulla salute e sul benessere del cervello così come indicato nel manifesto della Società italiana di neurologia ‘One Brain, One Health’ - spiega Simone Vidale, segretario regionale della Sin - Questa iniziativa è proposta a ridosso dei Giochi Olimpici invernali al fine di raggiungere una platea di persone quanto più ampia possibile. Siamo lieti di aver presenziato all’inaugurazione di questa mostra; sappiamo bene quanto la salute del cervello sia importante non solo per gli sportivi, ma per tutti". Aggiunge Ennio Marchesin componente di Giunta Coni Lombardia: "Riconosciamo", come Coni, "quanto allenare il proprio corpo e fare attività fisica sia fondamentale per proteggere la salute del cervello e prevenire malattie neurologiche".

Usare la carta stagnola solo in cucina? Ottenere risultati di cottura perfetti e conservare i cibi è solo una delle funzioni dei fogli di alluminio. Un trucco domestico che sta diventando sempre più popolare è usare della carta stagnola sulle maniglie delle porte. Un foglio avvolto sulla maniglia risolve diversi problemi quotidiani in pochi minuti e senza spendere troppo.
Quando si tinteggia una stanza
Mano di vernice? Rinfrescare le proprie camere può essere una buona idea, ma le maniglie vanno messe in sicurezza. Avvolgerle con un foglio di alluminio impedisce che si macchino di vernice: i residui sono spesso difficili da rimuovere in seguito, meglio prevenirli.
Pulizia più rapida
L'alluminio funge da barriera protettiva. Sporco, grasso e impronte non aderiscono direttamente al metallo della maniglia, il che è particolarmente utile per porte di uso frequente come quelle del bagno, della cucina o dell'ingresso.
Previene graffi e ammaccature
Durante traslochi, ristrutturazioni o spostamento di mobili di grandi dimensioni, la pellicola di alluminio protegge la maniglia della porta da ammaccature, graffi e segni. Un semplice dettaglio che può prevenire molti danni.
Con lui in Tribunale a Tempio il progettista e l'impresario...
Incontro col numero uno dell'Autorità portuale Domenico Bagalà...
'Fatto grave che suscita preoccupazione. Sanità senza direzione'... 
Dopo mesi di silenzio, Rocio Munoz Morales ha deciso di parlare pubblicamente della separazione da Raoul Bova, una vicenda che, a suo malgrado, l'ha vista coinvolta in uno scandalo mediatico. Al centro della bufera, la diffusione di messaggi privati che l'ex compagno Raoul Bova mandava alla giovane modella Martina Ceretti, confermando così il tradimento.
In una lunga intervista a Vanity Fair, l'attrice 37enne ha spiegato le ragioni della sua scelta di rimanere lontano dai riflettori: "Ho scelto di rimanere in silenzio per tutelare le mie figlie, e perché non mi apparteneva quello che mi stava succedendo intorno, così grottesco e sgradevole".
Ripercorrendo la fine della reazione, Morales ha sottolineato: "Siamo stati una famiglia fino alla scorsa estate, fino al momento in cui il mondo mi è caduto addosso". E alla domanda se avesse avuto sospetti di infedeltà, l'attrice ha risposto in modo netto: "Mai". E sulle relazioni, Rocio Munoz Morales, ha le idee chiare: “Non giudico le coppie aperte, ma la nostra di sicuro non lo era".
Nel corso dell'intervista l'attrice ha affrontato anche i rumors che l'hanno vista protagonista negli scorsi mesi accanto a volti noti. Su Stefano De Martino ha precisato: "È un professionista che stimo e un-amico-e-basta. Si è montato il pettegolezzo perché sono entrata e uscita da casa sua: è successo ad altra gente nello stesso giorno".
Un tono diverso, invece, su Andrea Iannone: "Ci conosciamo da pochissimo. Ci siamo incontrati per caso a Madrid, non sapevo molto di lui. Ho scoperto una persona sensibile, con valori simili ai miei. Davvero di più non posso aggiungere perché, ribadisco, ci conosciamo da pochissimo".

"Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato". Così sui social Matteo Salvini commenta l'addio di Roberto Vannacci alla Lega[1]. Il partito, spiega il vicepremier e leader del Carroccio, "aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti".
"Io l'ho votato e fatto votare, ha tradito voto e fiducia dei cittadini"
"Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l'opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l'ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità".
"Siamo abituati a pensare - prosegue il leader leghista - che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini".
"Il destino del partito dipende dal popolo non dai generali"
"Dispiace umanamente - sottolinea Salvini nel lungo post - prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura".

Aggiornamento di Lindsey Vonn sulle sue condizioni fisiche in vista dei Giochi di Milano Cortina: l'atleta ha il crociato rotto ma crede comunque che riuscirà a gareggiare domenica. "Venerdì scorso a Crans Montana, durante l'ultima gara di Coppa del Mondo, mi sono rotta completamente il legamento crociato anteriore. Ho anche un trauma osseo, un infortunio comune in caso di rottura del legamento crociato anteriore, oltre a un danno al menisco. Non sappiamo se fosse preesistente o dovuto all'incidente. Ho consultato dei medici, sono andata in palestra e oggi sono anche andata a sciare. Il mio ginocchio non è gonfio e, con l'aiuto di una ginocchiera, sono fiduciosa di poter gareggiare domenica", ha spiegato nel corso di una conferenza stampa a Cortina.
"Ovviamente, non è quello che speravo - sottolinea la 41enne statunitense -. Ho lavorato duramente per arrivare a questi Giochi in una posizione molto diversa. So quali erano le mie possibilità prima dell'incidente e so che non sono le stesse di oggi, ma so che c'è ancora una possibilità e finché ci sarà una possibilità, ci proverò. Mi affido a tutti i membri della mia squadra, ai miei fisioterapisti, ai miei dottori, ai miei allenatori, al mio preparatore atletico, tutti lavorano al massimo per farmi arrivare a un punto in cui mi senta sicura. Sono pronta a continuare a dare il massimo e, naturalmente, quello che ho fatto oggi non è stato un grande test, vedremo le prove. Mi sento molto meglio ora rispetto agli ultimi Campionati del mondo del 2019 e lì ho comunque vinto una medaglia".
"Purtroppo, nella mia carriera ho dovuto affrontare molte sfide. Ho sempre spinto oltre i miei limiti e la discesa libera è uno sport molto pericoloso, e tutto può succedere. La vita non è perfetta ma per quante volte sono caduta mi sono sempre rialzata. Mi sono già trovato in questa posizione. So come gestirla. Quindi, tutto sommato, anche se non vorrei trovarmi in questa situazione, so come comportarmi", conclude Vonn.



