Danni e disagi in tutta la Sardegna per il forte vento e la pioggia... 
Il video del Pd con gli atleti olimpici del curling a sostegno del 'no' al referendum sulla giustizia, pubblicato sui social e poi rimosso, continua a far discutere. Più che sulla polemica politica, è interessante soffermarsi sugli aspetti tecnici di questo tipo di comunicazione. L'Adnkronos ha chiesto un parere a Tiberio Brunetti, fondatore di Spin factor, una delle società più presenti nella comunicazione politica e istituzionale.
Cosa pensa del video e del messaggio che voleva far passare?
"Prima di tutto, una premessa: il lavoro di tutti va rispettato. Dietro alla comunicazione social c'è il lavoro di un team e spesso gli errori sono causati da sviste dovute alla velocità o anche alla pressione che il committente mette per avere molto engagement. In questo caso, però, è evidente il rischio di una strumentalizzazione eccessiva che lego proprio alla comunicazione sul referendum".
Cosa pensa, in particolare, delle campagne che si stanno facendo per il referendum sulla giustizia?
"Chi sostiene il sì sta facendo una campagna corretta, che parla dei vantaggi della riforma. Chi sostiene il no sta andando fuori traccia: se vince il Sì resta Meloni, se vince il Sì vince la casta, se vince il Sì vince la supremazia della politica sulla magistratura... Il vero rischio che vedo è la strumentalizzazione del referendum, non c'entra lo sport e non c'entra il curling. La ricerca di like e di engagement fa andare fuori tema e il risultato che si rischia è che meno persone vadano a votare".
Di chi sono le responsabilità, quando si incorre in errori del genere?
"Chi ha pensato di fare questo post strumentalizzando lo sport come può pensare di rafforzare il proprio consenso o di indebolire quello dell'altra parte? Ricordo che non stiamo facendo comunicazione di intrattenimento ma comunicazione politica. L'invito alla moderazione più che ai comunicatori e a consulenti politici va fatto ai committenti che chiedono di lavorare solo sulla crescita dell'engagement".

All'indomani dell'incontro con il presidente americano Donald Trump, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato che "potrebbe essere possibile raggiungere un buon accordo" con l'Iran, ma ha ribadito che qualsiasi intesa dovrà includere limitazioni al programma di missili balistici e alla rete di milizie filo-Teheran nella regione.
Trump "ritiene che gli iraniani ora capiscano con chi hanno a che fare. Credo che le condizioni che sta ponendo, unite alla loro consapevolezza di aver commesso un errore l'ultima volta non raggiungendo un accordo, potrebbero portarli ad accettare termini che consentirebbero di raggiungere un buon accordo", ha detto Netanyahu prima di lasciare Washington[1], secondo quanto riferito su X dal giornalista di Axios, Barak Ravid.
"Voglio dirlo chiaramente: non nascondo il mio generale scetticismo sulla possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran. Tuttavia, ho chiarito che, se si raggiunge un accordo, questo deve includere le componenti che sono importanti per noi, per lo Stato di Israele e, a mio avviso, per l'intera comunità internazionale: non solo la questione nucleare, ma anche i missili balistici ed i proxy regionali dell'Iran", ha aggiunto Netanyahu.

Fratelli d'Italia primo partito, Pd e M5S crescono. Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, debutta con il 3% secondo il sondaggio dell'Istituto Noto con le intenzioni di voto oggi, 12 febbraio, in caso di elezioni.
Fratelli d'Italia è stabile rispetto all'ultima rilevazione dello scorso 28 gennaio ed è al 30%. Il partito guidato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rimane ampiamente davanti al Pd che sale al 22,5% dopo aver guadagnato un punto. Cresce dell'1% anche Il Movimento 5 stelle, che si colloca al 12,5%.
Forza Italia al 9% è stabile, mentre la Lega al 7% cala di un punto. Alleanza verdi e sinistra è al 6%, stabile, come Azione che resta al 3,5%. Futuro Nazionale vale il 3% e si piazza davanti a Italia viva, che al 2,5 % cede lo 0,5%. Infine stabili +Europa all'1%, Noi moderati all'1,5% e l’Udc allo 0,5%. In generale, il centrodestra è al 48% e perde l'1%, mentre il campo largo è al 44,5% e sale dell’1,5%.
'Crediamo nella destagionalizzazione, le nostre azioni sono andate
in questa direzione'... 
Con un ordine del giorno approvato all’unanimità, la Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, riunita oggi nella sala consiliare del Comune di Niscemi, ha stabilito di promuovere iniziative di solidarietà da destinare a progetti di sostegno in favore dei territori e delle popolazioni di Niscemi, duramente colpiti dalla frana, e dei comuni interessati dal ciclone Harry. La Conferenza, in seduta plenaria e presieduta da Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza, e fortemente voluta dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, ha stabilito, in particolare, di istituire un Tavolo di coordinamento presso la stessa Conferenza, composto, oltre che dal presidente dell’Ars, anche dai presidenti dei Consigli regionali di Calabria e Sardegna, con compiti di coordinamento e supervisione. Sono state anche previste iniziative di solidarietà da parte degli stessi consiglieri e dei Consigli regionali, con libero versamento.
Il documento intende, inoltre, "attivare una cooperazione istituzionale con il Parlamento, al fine di concertare i provvedimenti legislativi delle Camere e dei Consigli regionali in merito alla legislazione di prevenzione e gestione degli eventi causati da calamità naturali". "In armonia con il Comitato europeo delle Regioni, poi, l’Odg, votato oggi a Niscemi, punta a coinvolgere tutte le istituzioni dell’Unione europea competenti per sollecitare la completa attuazione degli artt. 196 e 222 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, rispettivamente con riguardo alla creazione di un Corpo europeo di Protezione civile e all’attivazione della Clausola di solidarietà, con l’inserimento nel bilancio europeo di un adeguato strumento finanziario, sostenuto sia dall’Unione sia dai singoli Stati membri, utilizzando anche forme di partenariato pubblico-privato, per aiutare i luoghi colpiti nell’opera di ricostruzione".
"Il mio appello è stato accolto dal presidente Aurigemma, che ringrazio – ha dichiarato Gaetano Galvagno a margine dell’incontro – per avere prontamente convocato una riunione plenaria che ha portato oggi a un documento, votato all’unanimità, che consentirà di mettere in campo una serie di concrete iniziative di solidarietà. Grazie a un’interlocuzione serrata con gli altri presidenti dei Consigli regionali d’Italia, si è scritta, infatti, una pagina differente che, attraverso una cabina di regia, potrà intervenire fattivamente rispetto alle grandi criticità che si sono registrate in gran parte della Sicilia. Il documento rappresenta l’inizio di un percorso che prende il via da Niscemi, luogo simbolo di ciò che è accaduto in questi giorni terribili, ma ovviamente non esclude le province di Messina, Catania, Siracusa, Ragusa e le altre parti della Sicilia. Gli interventi della plenaria di oggi mi hanno molto confortato, segno tangibile dell’impegno corale e unanime di tutti i presidenti dei Consigli regionali d’Italia”.
"Desidero davvero ringraziare le Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome perché il grido di allarme è stato accolto da tutti – ha detto Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza –. Oggi, infatti, scevri da bandiere e colori politici, si è riunita qui a Niscemi la componente istituzionale che rappresenta al completo il territorio della Nazione, ed è già un risultato straordinario. Gli italiani sono sempre attenti e solidali, ma spetta a noi, come istituzioni, sensibilizzarli. Il coordinamento votato oggi farà da raccordo anche con il Parlamento e con le istituzioni dell’Unione europea competenti per attivarsi di fronte a queste emergenze climatiche, che ormai sono sempre più frequenti. Penso, ad esempio, attraverso il Comitato delle Regioni di Bruxelles, di spingere per cercare di istituire una Protezione civile europea che sia in grado di essere dotata di risorse e mezzi per dare risposte ai territori. Ho promesso al presidente Galvagno che tornerò qui in Sicilia per portare da subito i primi frutti di ciò che abbiamo seminato grazie a questa importante riunione di oggi". Tra le richieste anche l’attivazione di un partenariato pubblico-privato per favorire gli interventi di ricostruzione.
Ad accogliere i rappresentanti dei Consigli regionali sono stati il sindaco Massimiliano Conti e il presidente del Consiglio comunale di Niscemi, Angelo Chessari, che hanno preso parte all’incontro nella sala consiliare niscemese. Oltre a Galvagno e Aurigemma hanno partecipato: Angelo Chiorazzo, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata; Salvatore Cirillo, presidente del Consiglio regionale della Calabria; Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna; Stefano Balleari, presidente del Consiglio regionale della Liguria; Giacomo Rossi, vicepresidente del Consiglio regionale delle Marche; Mario Salvatore Castello, consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte; Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale della Sardegna; Roberto Paccher, presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige; Stefano Aggravi, presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta. Alla seduta plenaria hanno partecipato anche il vicepresidente dell’Ars, Nuccio Di Paola, e il deputato Salvatore Scuvera.

Il Gabibbo è stato malmenato per la prima volta in 36 anni di gloriosa carriera. Le immagini si vedranno stasera, giovedì 12 febbraio, in prima serata su Canale 5 nel corso del quarto appuntamento con 'Striscia la notizia - La voce della presenza', condotto da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. L’episodio è avvenuto a Milano, dove il celebre pupazzone rosso è stato inviato sul campo per realizzare un servizio su due storiche battaglie di Striscia: quelle su chi occupa indebitamente il posto dei disabili e su chi non paga il biglietto della metropolitana, evitando i tornelli. Proprio in quest’ultima missione, il Gabibbo è stato malmenato da un ragazzo. Quando il pupazzone prova a chiedere spiegazioni, il giovane, infastidito, lo spintona facendolo cadere a terra per strada più volte, prendendogli anche il microfono.
È la prima volta da quando il Gabibbo è nato (1° ottobre 1990) che qualcuno alza le mani sul pupazzo più amato della televisione italiana, beniamino di bambini di tante generazioni e promotore, a Striscia la notizia, di importanti battaglie civili. Una scena, spiegano dal programma in una nota, "resa anche surreale perché al Gabibbo, per l’occasione, presta la voce Al Bano, ospite della puntata in onda stasera. Per questo il pupazzone è agghindato con panama e sciarpa d’ordinanza".
La Sma, atrofia muscolare spinale, colpisce il sistema nervoso centrale molto prima di quanto si pensasse, già nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale. E' la scoperta di uno studio italiano pubblicato su 'Nature Communications', frutto di una collaborazione tra i gruppi di ricerca del Centro Dino Ferrari dell'università Statale di Milano, di Humanitas University e della Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico, con il contributo della Columbia University di New York. Per gli autori il lavoro ribalta la visione tradizionale della Sma come malattia esclusiva dei neuroni del movimento, conferma l'importanza dello screening neonatale e apre nuove prospettive terapeutiche.
La ricerca è stata coordinata da Stefania Corti, professoressa di Neurologia all'università degli Studi di Milano e direttrice Ssd Malattie neuromuscolari e rare del Policlinico, e da Simona Lodato, professoressa di Anatomia umana presso Humanitas University e group leader del laboratorio di Neurosviluppo dell'Irccs Istituto clinico Humanitas. Utilizzando organoidi, strutture tridimensionali derivate da cellule di pazienti che riproducono in miniatura il tessuto nervoso, le due scienziate e i loro team hanno potuto osservare cosa accade nel sistema nervoso dei pazienti sin dalle prime fasi del suo sviluppo. "Abbiamo scoperto che la carenza di Smn, proteina fondamentale per il funzionamento dei motoneuroni e la cui mancanza è causa diretta della Sma, non danneggia solo i motoneuroni maturi, ma altera profondamente i programmi di differenziamento già a livello dei progenitori neurali", spiega Corti. "Questo significa che la malattia inizia molto prima della comparsa dei sintomi, e rafforza l'importanza cruciale dello screening neonatale e del trattamento precoce", sottolinea la docente. "Gli organoidi ci hanno aperto una finestra su processi biologici finora inaccessibili - aggiunge Lodato - Per la prima volta abbiamo potuto seguire in tempo reale come la mancanza di Smn comprometta le traiettorie di sviluppo neuronale, creando una sorta di 'blocco' nella maturazione delle cellule. Questi strumenti sono preziosi non solo per comprendere i meccanismi della malattia, ma anche per testare nuove strategie terapeutiche in un contesto umano".
Le analisi di sequenziamento a singola cellula di queste complesse strutture tridimensionali che ricapitolano importanti step del differenziamento neuronale e della formazione di reti funzionali - descrive una nota - hanno rivelato alterazioni diffuse che coinvolgono diverse popolazioni neuronali, al di là dei già centrali motoneuroni, mentre le registrazioni elettrofisiologiche hanno evidenziato una ipereccitabilità anomala sia negli organoidi spinali che cerebrali, dimostrando che le disfunzioni si estendono all'intero sistema nervoso centrale. Lo studio ha inoltre dimostrato che un trattamento precoce con oligonucleotidi antisenso ottimizzati per la biodistribuzione, capaci di aumentare i livelli di proteina Smn, è in grado di correggere sia i difetti morfologici sia quelli funzionali precoci, ripristinando i normali pattern di attività elettrica e riducendo significativamente la morte cellulare che determina le forme di neurodegenerazione dei giovani affetti da Sma. Un risultato che fornisce una solida base scientifica per l'importanza dell'intervento terapeutico tempestivo.
L'atrofia muscolare spinale rimane una delle principali cause genetiche di morte infantile, ma le terapie approvate negli ultimi anni hanno radicalmente cambiato la prognosi dei pazienti, ricordano gli esperti. Questo studio aggiunge "un tassello fondamentale alla comprensione dei meccanismi alla base della malattia, indicando che i benefici maggiori si ottengono quando il trattamento inizia prima che i danni al sistema nervoso diventino irreversibili, idealmente in fase presintomatica, grazie anche allo screening neonatale".
La pubblicazione - si legge nella nota - rappresenta il coronamento di anni di lavoro congiunto tra istituzioni che costituiscono l'eccellenza della neurologia e delle neuroscienze italiane. Il Centro Dino Ferrari dell'università degli Studi e del Policlinico di Milano è da decenni un punto di riferimento internazionale per le malattie neuromuscolari; l'univeristà Statale di Milano ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di modelli innovativi di malattia, inclusi gli organoidi utilizzati in questo studio, e alla definizione di nuovi approcci terapeutici per la Sma; Humanitas University e l'Irccs Istituto clinico Humanitas hanno sviluppato una expertise riconosciuta nella biologia dello sviluppo del sistema nervoso e nell'impatto che questa possa avere in malattie neurodegenerative; la Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico garantisce quel continuum tra ricerca e clinica che permette di tradurre le scoperte scientifiche in benefici concreti per i pazienti.
Ordinanza del sindaco, 'eventi atmosferici di eccezionale
intensità'... 
Stretta sui cambi di casacca, voto di fiducia in tempi più rapidi, Statuto delle opposizioni. Sono alcune delle novità del nuovo Regolamento della Camera che approderà in aula da lunedì 16 febbraio per la discussione generale per essere approvato in settimana. Le nuove regole sono frutto di una lunga discussione e di un lavoro bipartisan in Giunta del regolamento e, se approvate dall'Aula con la necessaria maggioranza assoluta dei componenti, entreranno in vigore dalla prossima legislatura.
Per quel che riguarda il passaggio dei deputati da un gruppo parlamentare a un altro in corso di legislatura, vengono introdotti una serie di disincentivi. Il più rilevante è quello di natura economica: il deputato che cambia casacca, salvo alcune eccezioni, non porterà più in dote al nuovo Gruppo tutta la quota di contributi previsti dalle regole di Montecitorio ma solo la metà, lasciando l'altro 50% al Gruppo in cui è stato eletto e che ha deciso di abbandonare. Inoltre, altra forma di disincentivo, è prevista la decadenza dall'Ufficio di presidenza del deputato che ne fa parte ma che decide di cambiare gruppo. Anche qui sono previste eccezioni.
Sulla fiducia, viene eliminato lo stop dei lavori di 24 ore tra il momento in cui viene richiesta la fiducia in aula e il voto della stessa. D'altro canto, però, le nuove regole cercano anche di limitare il ricorso a decreti legge del governo, con relativo voto di fiducia e compressione dei tempi di confronto parlamentare. Viene infatti previsto il "contingentamento dei tempi" per l'esame dei Dl senza fiducia, con la possibilità di conversione in tempi certi.
Tra gli obiettivi del nuovo regolamento, anche quello di arginare gli interventi fiume dei deputati, con una stretta sulla richiesta di parola sul regolamento, sugli Odg, sull'ordine dei lavori, ammessi solo quando "vertano in modo diretto e univoco sullo svolgimento e sulle modalità della discussione in corso" o per "questioni di eccezionale rilevanza e urgenza".
Per i deputati, oltre a prevedere un rafforzamento dello Statuto delle opposizioni, è prevista l'introduzionbe del Codice di condotta con "principi e norme di condotta ai quali i deputati devono attenersi nell'esercizio del mandato parlamentare". Sono previste sanzioni per le violazioni. Sulla condotta dei deputati vigilerà un Comitato consultivo a composizione bipartisan presieduto da un deputato designato dal presidente della Camera.
Introdotte anche una serie di disposizioni per implementare il coordinamento tra Camera e Senato, come la possibilità di convocare congiuntamente le Giunte del regolamento per la definizione di regole comuni.
Rafael Mini, l'unico atleta di San Marino alle Olimpiadi: "Qui per godermela, poi si torna a scuola"

A Milano Cortina c’è uno sciatore che non gareggia per l’Italia, ma che di sicuro avrà anche il supporto azzurro alle Olimpiadi. Dopo Giovanni Franzoni, Dominik Paris, Mattia Casse e gli altri italiani, ai Giochi c’è pure Rafael Mini. Ha diciassette anni, è l’unico atleta di San Marino qualificato. Dal Monte Titano a Bormio, per divertirsi e godersi l’esperienza della vita: “Emozioni? Sono calmo, so di essere in un momento di grande forma” spiega all’Adnkronos prima del suo esordio nel gigante sabato 14 febbraio.
Rafael Mini, unico atleta di San Marino alle Olimpiadi
Mini sorride e racconta la sua prima esperienza alle Olimpiadi, fatta saltando la scuola per qualche settimana: “Qui devo solo fare ciò che so, mi sento pronto. In questi giorni mi sono allenato tanto, anche in condizioni simili alla gara. Sto molto bene. Non punto al podio, voglio godermi il momento e divertirmi”. Sulla Stelvio di Bormio, Rafael sarà un po’ il 197° atleta della delegazione, andando ad aggiungersi ai 196 atleti che venerdì scorso hanno sfilato con il tricolore nella cerimonia inaugurale. Lui, quella sera, era portabandiera per San Marino: “Mi guardavano tutti alla tv, che orgoglio. Prima di partire, la mia famiglia mi ha detto di divertirmi e sorridere. Domani verranno tutti su a fare il tifo e ci sarà anche mia sorella Camila, di 12 anni. È più emozionata di me. I Capi di Stato di San Marino mi hanno ringraziato e fatto i complimenti. Mi hanno detto di portare in alto la bandiera”. Ai piedi del Monte Titano, a due passi da casa, ha imparato a sciare su una pista in plastica: “Con neve e ghiaccio simulati”. E il viaggio fino alle Olimpiadi lo ha visto sciare anche in... un centro commerciale di Dubai: "Per guadagnare punti utili in Coppa del Mondo".
Rafael Mini: "Franzoni? Gli ho chiesto una foto"
Mini si sta godendo le Olimpiadi invernali dando un occhio anche agli italiani, che nella prima giornata di gare hanno regalato emozioni con la doppia medaglia in discesa di Franzoni e Paris: “Allenamenti con Giovanni? No, lui scia su altre piste perché fa discipline veloci. Ma l’ho incontrato il giorno della gara, gli ho chiesto una foto con la medaglia. Poi aveva dei controlli da fare ed è scappato. Abbiamo parlato nei giorni successivi, mi sono complimentato con lui ed è stato gentilissimo. È un mito, un grande davvero”.
Fin qui, un solo rammarico per il suo viaggio a cinque cerchi: “Esserci è bellissimo, ma mi dispiace un po’ non avere il Villaggio olimpico. Per conoscere tanti atleti di diverse parti del mondo”. Prima dell’esordio, c’è tempo anche per voltarsi indietro: “È stato un percorso lungo. Da ragazzino suonavo il violino. Era una sfida appassionante, ma inconciliabile con lo sport ad alto livello. Sono contendo della scelta fatta, almeno sono arrivato alle Olimpiadi”. Per godersela, anche con la libertà di fare qualche pronostico: “Gigante? Per me vince Odermatt, lo slalom lo vince McGrath”. (di Michele Antonelli, inviato a Bormio)
La nave resta agli ormeggi del porto sardo stasera e non effettuerà
il ritorno domani... 
Francesca Lollobrigida, ancora lei. Dopo l'oro olimpico nei 3000 metri, oggi 12 febbraio la pattinatrice laziale ha concesso il bis nei 5000 metri, trionfando con 6'46''17 e trionfando ancora alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. E' il quarto podio olimpico della sua carriera, un traguardo che la proietta definitivamente nell'élite dello sport italiano, accanto a leggende come Compagnoni, Wierer, Brignone, Piller Cottrer e Vanzetta. Per l'Italia è il sesto oro ai Giochi.
Nata il 7 febbraio 1991 a Frascati, nei Castelli Romani, pronipote dell'indimenticabile Gina Lollobrigida, Francesca ha trasformato una stagione difficilissima in una favola olimpica. "Volevo ritirarmi quest'anno, è stata la peggiore stagione della mia vita, ho pianto tanto", ha raccontato. A convincerla a non mollare sono stati il marito, la famiglia e la federazione. Una scelta che oggi pesa come l'oro più prezioso. La maternità, lungi dall'essere un limite, è diventata una nuova forza. Tommaso è nato nel 2023 e da allora la carriera di Lollobrigida ha assunto un significato diverso. "Le vittorie più belle sono quelle dopo essere diventata madre. Ho riscoperto me stessa come atleta, mamma e donna. Si può essere mamme e tornare più forti di prima: Milano-Cortina era il modo per mostrarlo alla gente".
Ex regina del pattinaggio in linea, con 16 titoli mondiali, Lollobrigida vive tra Roma e Baselga di Piné per gli allenamenti. Dopo l'argento nei 3000 e il bronzo nella mass start a Pechino 2022, e l'oro mondiale nei 5000 metri a Hamar 2025 – il primo per un'italiana – ora punta a completare l'opera olimpica. Le rivali non mancano: Sablikova, Wiklund, Weidemann e Conijn sono pronte a dare battaglia. Ma Francesca sa di avere dalla sua esperienza, resistenza e una consapevolezza nuova. "Da sola non ce l'avrei fatta: è un lavoro di squadra enorme. È la parte più dura, ma anche la più bella". Oggi il secondo oro.

Gian Gaetano Bellavia è indagato dalla Procura di Milano per presunta violazione del trattamento dei dati, previsto dal Codice sulla privacy, in merito all'archivio privato detenuto dal consulente, noto per lavorare con diverse Procure e con il programma televisivo Report.
Il bisogno di sentirlo - secondo quanto si apprende - ha portato i pubblici ministeri all’iscrizione, "a garanzia" del commercialista difeso dall’avvocato Luca Ricci.
L'inchiesta
Al centro dell'indagine la denuncia mossa a un'ex dipendente, indagata per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita, la quale avrebbe sottratto dall'archivio documenti riservati pari a oltre un milione di file, secondo quanto emerge da una consulenza chiesta proprio dalla difesa Bellavia. Bilanci, consulenze fiscali e tecniche, relazioni redatte di suo pugno su incarico delle procure, hanno fatto gridare qualcuno al dossieraggio, ma Bellavia ha sempre respinto con forza l'accusa, così come ha sempre rispedito al mittente la tesi diffamatoria del passaggio di dati raccolti in sede di incarichi giudiziari alla trasmissione Report.
La Procura ora prova ad approfondire proprio la questione legata alla conversazione del corposo schedario. Per il legale "i professionisti non solo hanno l’obbligo di conservare i fascicoli e i documenti per dieci anni, ma hanno anche pieno diritto di conservare l’archivio storico della propria attività e dei propri scritti".
Gasparri attacca Ranucci
“Apprendo con soddisfazione che Gian Gaetano Bellavia, commercialista, consulente di molteplici ministeri, di magistrati e della trasmissione Report, è stato iscritto dalla Procura di Milano come indagato per un'ipotesi di violazione della legge sulla privacy - dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri -. Ho denunciato, nei giorni scorsi, Bellavia, ma insieme a lui tutta la baracca di Report, per una possibile operazione illegale che potrebbero aver condotto, a mio avviso, con un vero e proprio dossieraggio. Ranucci continua a fare affermazioni infondate e ad attaccarmi su cose inesistenti, ma farebbe bene a pensare alle sue responsabilità ed alla vicenda Bellavia. Sono onorato - sottolinea - di essermi rivolto alla magistratura e continuerò a seguire la vicenda, sperando che la Procura di Milano questa volta vada fino in fondo".
"Compatisco lo stordito Ranucci - attacca Gasparri - che chiede le scuse perché ritiene poco grave il reato di violazione della privacy, che è invece gravissimo ed è proprio la premessa del dossieraggio che si basa proprio sulla violazione delle privacy altrui. Ranucci è anche un omofobo. Ranucci deve vergognarsi e scusarsi con tutti gli italiani. Ranucci è abituato a mischiare le carte e a dire fanfaluche. La verità è che il ‘suo’ Bellavia è indagato e che i metodi di Report sono sotto indagine. Fiero di aver denunciato questa gente stiano tranquilli che non daremo tregua a costoro. E la Rai che fa? Lascia mano libera a simili soggetti?”, conclude.
Focus su longevità, dieta sardo-mediterranea e turismo
esperienziale... 
La morte di Federica Torzullo per mano del marito Claudio Carlomagno "è un dato ormai acquisito". Così il procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, in una nota in cui mette a fuoco alcuni elementi del femminicidio.
Quanto alle ragioni del gesto omicidiario "che, sin dall’inizio con la formalizzazione del provvedimento del fermo del coniuge del 18 gennaio 2026, l’Ufficio di Procura aveva individuato nel rifiuto di Federica di mantenere il rapporto affettivo con il coniuge".
L'ultimatum di Federica e i piani saltati, il movente
Il prosieguo delle indagini "ha confermato e rafforzato il movente: prove documentali e dichiarative riferiscono dell’iter seguito alla ricerca di una soluzione condivisa, convintamente da Federica e, solo apparentemente, da Carlomagno, più interessato a tirarla per le lunghe nel tentativo di difendere la confort zone raggiunta: permanenza nella villa di proprietà di Federica e fruizione dell’appoggio logistico offerto dai suoceri per la gestione del figlio nei momenti di assenza dei genitori. Intanto, Federica doveva rassegnarsi a vivere così. Solo Federica, passando dall’idea all’azione di separarsi, avrebbe potuto mandare all’aria i piani" di Carlomagno.
La decisione, "già da tempo maturata", di disfarsi di Federica arriva nel periodo natalizio, spiega il procuratore, "quando Federica, stanca e provata dall’ostruzionismo" del marito, "gli dà l’ultimatum: dopo le feste di Natale ognuno si sarebbe dovuto trasferire in domicili diversi da quello familiare: il minore sarebbe rimasto nella villa familiare e, a turno, ognuno dei genitori si sarebbe alternato nel ruolo di educatore".
Infatti, dopo aver trascorso insieme le festività natalizie, Federica preannuncia che al ritorno da un viaggio in Basilicata, previsto per l’11 gennaio 2026, le modalità concordate della separazione si sarebbero inverate. Ed è proprio la sera di giovedì 8 gennaio, alla vigilia della partenza per la Basilicata, che Federica, alle prese con la preparazione delle valigie, ritorna sull’argomento in maniera decisa "incontrando la reazione violenta di Carlomagno, il quale realizza che ormai la melina era inutile e che i suoi piani, come aveva previsto, sarebbero saltati con decorrenza lunedì 11 gennaio: recupera il coltello che aveva occultato all’abbisogna e infierisce su Federica".
Le modalità del delitto
L'ha uccisa "in bagno, nel box doccia, nella camera armadio? Questo lo diranno le prove scientifiche in fase di perfezionamento. Ha agito da solo dalle 6,40 alle 7,15? Anche questo lo diranno le prove scientifiche - sottolinea Liguori - Ha bruciato il corpo della vittima nella buca scavata o nel cassone del camion? Il resto è conosciuto. Siamo in attesa del deposito della consulenza autoptica e di quella forense sui cellulari sequestrati".
"Spegnere i riflettori sul minore"
"Rivolgendomi a tutti gli attori del processo (difensori e consulenti dell’indagato e delle parti offese parti offese comprese, tutore e curatore del minore) e ai media, avverto la necessità di richiamare tutti, me compreso, ad una sorta di self-restraint e di valutare attentamente il contenuto delle informazioni acquisite e veicolate all’esterno e che siano rispettose della privacy del minore, avendo assistito alla pubblicazione di aspetti della sua vita quotidiana che nulla hanno a che vedere con il processo (per esempio la lista giochi richiesti, lettera indirizzata al figlio, audizione protetta in Procura, collocamento provvisorio, abitudini familiari ecc.) e che finiscono per minarne la crescita e lo sviluppo, in specie in una comunità ristretta come Anguillara, all’interno della quale egli deve continuare a vivere, iniziando dalla ripresa scolastica", scrive ancora nel comunicato il procuratore Liguori.
Per il procuratore infine "sarebbe auspicabile spegnere i riflettori sul minore consentendogli di tornare a vivere la sua vita, lasciando a noi adulti l’onere costituzionale di garantire a tutte le parti del processo un equo e giusto processo".
'Buona notizia ma l'attenzione resti alta'... 
Il tumore del colon retto colpisce sempre più giovani. La malattia è sotto i riflettori dopo la morte di James Van der Beek, deceduto ieri a 48 anni. L'attore, indimenticato protagonista della serie 'Dawson's Creek', era malato da tempo e nel 2024 aveva reso nota la diagnosi di cancro al colon, individuato nel 2023. Van der Beek si è ammalato ad un'età 'verde'. Un caso sempre più comune. "Sono in aumento i casi di cancro al colon sotto i 50 anni. E' una tendenza riscontrata negli anni passati negli Usa e da circa 5 anni anche in Europa", dice all'Adnkronos Salute Chiara Cremolini, professore ordinario di Oncologia medica all'università di Pisa e membro del direttivo nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica).
"Oggi 1 diagnosi su 8 di cancro al colon riguarda giovani under 50. E si stima che nel 2030, nel mondo, il cancro al colon sarà la prima causa di morte per tumore nella fascia d'età 30-50 anni. Le cause? Non le sappiamo. Sicuramente in alcuni giovani si tratta di forme genetiche, c'è familiarità. Ma nell'80% dei casi la causa non è genetica", spiega.
Le ipotesi sulle cause
Tra le ipotesi sull'aumento di questo tumore nei giovani "ci sono i cibi ultraprocessati, che si associano a un maggior sviluppo di polipi al colon, la 'porta' di accesso al cancro del colon se non vengono intercettati in tempo - avverte Cremolini - Poi l'esposizione agli antibiotici in età infantile, fumo e alcol. E sappiamo benissimo che tra i giovani non c'è una riduzione del consumo di tabacco e alcol, anzi. Su questa fascia di età c'è ancora molto da lavorare in termini di prevenzione secondaria, ovvero promuovere gli stili di vita: no alcol, no fumo, no cibi ultraprocessati, no sedentarietà; sì alla dieta mediterranea e all'attività fisica regolare".
La scomparsa di Van der Beek riaccende l'attenzione su una malattia ancora percepita, soprattutto tra i più giovani, come improbabile. "Sapevo che non stava bene, ero sua fan da bambina - ricorda l'oncologa - e lo avevo visto a una reunion di tutto il cast della serie Tv tanto amata dalla mia generazione, Dawson's Creek. Avevo capito che la situazione era grave, nonostante le cure". Cremolini sottolinea l'importanza di "cogliere i sintomi precocemente: mal di pancia, alternanza tra diarrea e stitichezza, stanchezza prolungata e intensa, dimagrimento, sangue nelle feci. Sono sintomi uguali per tutti, ma i giovani tendono a sottovalutarli perché non pensano che a 38 anni possano sviluppare un cancro al colon. Il risultato? Arrivano più tardi alla diagnosi".
I dati
Secondo i dati Aiom contenuti nel rapporto 'I numeri del cancro 2025', nel 2024 in Italia sono state stimate circa 48.706 nuove diagnosi di tumore del colon retto (27.473 uomini e 21.233 donne). Nel 2022 i decessi stimati sono stati 24.200 (13.000 uomini e 11.200 donne). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 65% negli uomini e del 66% nelle donne. Le persone viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore del colon retto sono circa 442.600 (227.600 uomini e 215.000 donne).
Nei pazienti più giovani, però, la malattia sembra avere caratteristiche più aggressive. "E' particolarmente aggressiva - precisa Cremolini - e, nonostante le cure, i risultati dei trattamenti sono meno brillanti e i giovani muoiono prima. I motivi non li conosciamo, ma può esserci un legame con fattori molecolari e biologici: molto dipende da com'è fatto il tumore".
L'attore americano, per sostenere i costi delle terapie, nel 2024 aveva messo all'asta alcuni oggetti legati alla sua carriera. "Sapevo anche questo", prosegue l'esperta: "I farmaci oncologici sono molto costosi. Oltre alla chemioterapia ci sono i farmaci anti-vomito, il personale che somministra la terapia, la struttura e così via. Parliamo di centinaia di migliaia di euro. In Italia, se non ci fosse il nostro Servizio sanitario nazionale - osserva Cremolini - soltanto i ricchi potrebbero accedere a queste terapie, mentre la stragrande maggioranza delle persone non potrebbe curarsi. Da noi il paziente non paga". Un richiamo, conclude la specialista, all'importanza della "prevenzione, dell'attenzione ai sintomi e del valore del Ssn nel garantire l'accesso alle cure".

Tre persone, tra cui due ragazzi minorenni e l'autista di un bus, sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 14, nel Mantovano. L'autobus, un mezzo della linea 6 di Apam, la società che gestisce il trasporto pubblico urbano per conto del Comune di Mantova, era partito dal capoluogo in direzione Canedole quando, giunto all'altezza del comune di San Giorgio Bigarello, per evitare un veicolo proveniente dalla corsia opposta, si è spostato sul margine destro della carreggiata, finendo nel canale attiguo alla carreggiata.
A bordo c'erano 27 passeggeri, tutti di età compresa tra i 15 e 17 anni, studenti dell’Itis di Mantova. Ad avere la peggio sono stati il conducente dell'autobus, un uomo di 59 anni residente a Mantova, e due passeggeri, una ragazza di 17 anni e uno di 15, entrambi residenti a Roverbella. I 3 sono stati soccorsi dai sanitari dell'Areu 118, che li hanno trasportati in codice giallo all'ospedale civile di Mantova. Nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, personale dell'Anas e la polizia locale, oltre ai carabinieri della stazione di Roverbella che hanno proceduto ai rilievi del caso.



