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Legge elettorale sarda: una mattina al Tar a sentire delle beghe per lo scranno dei responsabili di questo scempio

 

Ricorsi elettorali in discussione al Tar Sardegna © ANSA

All’udienza per la discussione del ricorso del Costat e dei Comitati sardi volto a sottoporre la legge sarda al vaglio della Coprte costituzionale, si discutevano altri sette ricorsi riguardanti l’escamotage delle adesioni tecniche di consiglieri della precedente legislatura che hanno “liberato” alcune forze politiche dall’incombenza di presentare le firme. Tra queste c’è la Lega, che non si è degnata neppure di raccogliere le firme. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio dire della sensazione deprimente che mi ha dato quell’aula e quei ricorsi.Candidati, consiglieri del centrosinistra e del centrodestra che, a parti invertite, usano gli stessi argomenti per insidiare consiglieri di liste dell’altra coalizione o addirittura della stessa coalizione. Vedete se ci capite qualcosa. Questi i ricorrenti per la mancata raccolta delle firme: Edoardo Tocco (FI), Andrea Tunis (Sardegna 20Venti), Luca Pizzuto (LeU), Pietro Cocco (Pd), Gaetano Ledda (Psd’Az), Maria Paola Curreli (Pd) e l’elettore Pietro Ciccu. Gli altri ricorsi riguardano le attribuzioni dei seggi. Queste le parti in causa: Ivan Piras (FI) contro Alfonso Marras, Antonio Solinas (Pd) nei confronti di Salvatore Corrias, Gianluigi Piano, Valter Piscedda e Ignazio Manca. Poi, Raimondo Perra (Cristiano popolari socialisti) contro Franco Stara (Futuro Comune), Sebastiano Cocco (Sardegna in Comune) contro Maria Laura Orrù (Sardegna in Comune).
La Lega è attaccata anche da consiglieri del centrodestra che vogliono liberare otto seggi per spartirseli in barba a qualunque spirito di alleanza. A questo fine sono stati contestati i poteri di firma del coordinatore regionale e del segretario della Lega rispetto alla presentazione delle liste. Viene così fuori un quadro della Lega a dir poco allucinante. Simboli squadernati come carte di un gioco volto a confondere e a turlupinare gli elettori. La Lega per l’indipendenza della Padania che ormai considera “nazioni” tutte le regioni e in ognuna presenta simboli con l’aggiunta del nome della Regione, in modo da far credere che specificamente di quella la Lega si preoccupa.
Morale della favola. Una mattina al Tar, in mezzo a questo guazzabuglio deprimente, ti convice, anche per le argomentazioni identiche a parti invertite, per i contenziosi interni alle stesse coalizioni, che centrodestra e centrosinistra, padrini di questa legge immonda, sono corresponsabili di un attacco convergente e concentrico alla democrazia sarda, agli elettori della nostra Isola. E ancora rende ancor più necessario il superamento di questa disciplina gravemente distorsiva della rappresentanza in Sardegna. A chi si preoccupa della sovranità dei sardi tutto questo ricorda che i sardi la sovranità l’hanno autosospesa dall’interno, con la legge elettorale vigente.

 

 

 

 

 

 

 

(ANSA)

 

 

 

 

Fonte: Democrazia Oggi



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