Sarda News - Notizie in Sardegna


Ancora sulla sinistra che non c’è

Paolo Ciofi  dal sito “dalla parte del lavoro” 9.6.2029

SinistraDop[1]o il voto, con qualche anno di ritardo, tra giovedì e venerdì scorsi affiorano sui “giornaloni” sprazzi di realtà. «Pagano gli operai», apre a tutta pagina la Repubblica. E il Corriere della sera di spalla si domanda «Ma la sinistra sa ancora cos’è il lavoro?».Il manifesto, invece, ci offre la sua ricetta e titola così: «La sinistra deve allargare i confini anche a Pd e M5S».
A dir la verità non sembra però una ricetta adeguata a resuscitare un malato scomparso dalla scena politica. E, d’altra parte, che prospettiva può avere l’idea di andare a braccetto con chi, tra gli altri, ha ridotto l’Italia un Paese alla deriva, fragile e impoverito? C’è davvero bisogno di una sinistra che non c’è.
Con l’1,7 per cento non incidi nella situazione. E che alleanza puoi fare, visto che sei politicamente inesistente? Parliamoci chiaro: la democrazia costituzionale non si difende (e tanto meno si attua) se le lavoratrici e i lavoratori del braccio e della mente del nostro tempo non votano o votano a destra. Non sarebbe il caso allora, prima di tutto, di andare a parlare con i giovani precari, con le donne senza lavoro, con gli operai licenziati? Con tutti coloro che vengono derubati del presente e del futuro? Solo se sei capace di organizzate un’opposizione efficace, sviluppando movimenti e azioni di lotta, puoi aprire una trattativa e costruire un’alleanza che abbia un senso. Il resto non sposta di ette lo stato delle cose presente.

Chiosa di Andrea Pubusa

Paolo Ciofi  individua il problema centrale per la sinistra: la necessità di una ricostruzione. E  indica anche la via, che non è la scorciatoia elettorale, peraltro illusoria, ma una reimersione nella realtà e nello scontro sociale. La sinistra è nata nelle fabbriche e nei quartieri popolari. E’ diventata grande e influente quando aveva un radicamento in questa parte della società a cui indicava insieme un programma minimo di riforme ed uno massimo, una società nuova e ugualitaria: il socialismo. Senza un nuovo radicamento sociale è impendabile una ripresa anche solo elettorale. Tuttavia Ciofi, come tanti altri, non considera che i piccoli gruppi, che si richiamano alla sinistra, hanno un dna diverso dalla famiglia che originava dal Movimento operaio, manca loro l’interesse e l’attitudine a reinserirsi nel mondo operaio e popolare, preferisce tamatiche diverse, come la libertà sessuale, i diritti dei gay e simili. Diritti sacrosanti, sia ben chiaro, ma sui quali, in sé considerati, non rifondi una sinistra. La situazione è dunque disperante, perché l’estinzione della sinistra ne impedisce la resurrezione. Solo uno è morto e risorto, uno solo e per un atto di fede. La resurrezione dalla morte è fuori dalla razionalità.
Ciofi erra anche nella considerazione del M5S, che non è quanto uomini della sinistra come noi possono assumere come modello di partito, ma qualche tema sociale lo ha rimesso al centro dell’attenzione generale. E dunque anche in un’ottica semplicemente democratica i gialli vanno considerati. Ecco forse nell’immediato è possibile e auspicabile lavorare a un fronte democratico. Ma non è facile, perché molti sedicenti sinistri, oltre a non essere di sinistra, non sono neanche democratici.
Comunque, noi non molliamo. Non sappiamo quando e come, ma qualcosa a sinistra dovrà pure rigerminare.

References

  1. ^ Dop (www.democraziaoggi.it)

Fonte: Democrazia Oggi



Sarda News non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità nei suoi contenuti originali. La responsabilità del contenuto degli articoli importati dai feed rss è totalmente a carico della reale fonte dell'informazione indicata al termine di ogni notizia.











Offerte di Lavoro in Sardegna

Sinnai Notizie