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Ghirra/Truzzu/Verdes: a chi giova il terzo incomodo?

Andrea Pubusa

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Molti, dopo la ammissione dei Verdes alla competizione comunale si sono chiesti: a chi giova? Alla destra perché toglie voti alla Ghirra più che a Truzzu? O ad entrambi i candidati maggiori perché pesca senza limiti di schieramento? E’ difficile dare risposta, ma un dato è certo: Verdes toglie spazio all’astensione, richiama all’urna una parte di elettorato che del duopolio centrodestra/centrosinistra ne ha fin sopra i cappelli. Insomma rimette in campo un elettorato che si è chiamato fuori dal giochino inconcludente centrodestra/centrosinistra qui come a Roma.
Ora, si possono fare tante considerazioni, ma questo di per sé è un fatto positivo. L’astensione ormai è pari o superiore alla partecipazione, riportare al voto una fetta di elettorato, dal punto di vista democratico, è apprezzabile. Verdes pesca quindi innanzitutto in una terra di nessuno, nell’area di chi ha perso ormai qualsiasi speranza e si dichiara sostanzialmente apolide, autolimita la propria cittadinanza e si priva spontaneamente del diritto primo di essa, il voto. In mancanza di alternative vere, questa è una posizione rispettabile, che accoglie l’adesione, dolorosa, ma convinta, di molte persone socialmente impegnate, anzi proprio perché militanti dei movimenti reali.
La seconda considerazione è che Verdes non pensa di vincere le elezioni o di passare al ballottaggio. Crede, invece, di avere un buon risultato, da giocare nel secondo turno. Punta, dunque, a contrattare il proprio appoggio a quel candidato disposto ad accogliere qualcuna delle proposte programmatiche forti della lista. Ora considerando questi aspetti, che vanno dalla tutela ambientale ad un impegno sui temi della pace e della smilitarizzazione del territorio a quelli della partecipazione e della destinazione sociale dei beni comunali, intesi come beni comuni, non c’è dubbio che la Ghirra sia la candidata naturale a ricevere questo appoggio al ballottaggio. E ciò non tanto perché la Ghirra abbia mai manifestato serio impegno su questi temi, ma perché Truzzu, per i suoi trascorsi e la sua formazione di destra, è decisamente contrario. Una scelta per eslcusione più che per adesione. La Ghirra fa parte di quel raggruppamento rimasto muto anche di fronte all’attacco di Renzi alla Costituzione, mentre tutta l’area conseguentemente democratica batteva le piazze in difesa della Carta nata dalla Resistenza. E’ probabile, dunque, che Verdes tolga qualcosa alla Ghirra più che a Truzzu al primo turno, ma si tratta di un malloppo di voti che poi restituirà con gl interessi, ossia con l’aggiunta di altri voti nel momento cruciale e decisivo del ballottaggio.
Tirando le somme, dunque, Verdes è più funzionale alla Ghirra che a Truzzu. Anzi, consente alla Ghirra di fare, come a suo tempo Zedda, la moderata con le solite aperture sui diritti formali e trasversali (su sessualità, famiglia, ecc.) e senza alcun serio coinvolgimento su quelli sociali e costituzionali incidenti sulla eguaglianza sostanziale. Una proposta che muove dal consumato abbandono da parte del centrosinistra e di Campo progressista delle posizioni di sinistra sostanziale per mirare a raccogliere un voto indifferenziato che va dai moderati centristi a frange di moderatamente progressisti. Al ballottaggio, con un’assunzione d’impegno a parole, la Ghirra potrebbe puntare, per carpirne il voto, ad accogliere alcune istanze dei Verdes e a promettere qualche loro presenza nella giunta in caso di vittoria. Le due liste così alla fine diventano complementari e si completano.
Questo ovviamente è lo schema astratto, ma sarà così anche nella realtà? E’ difficile prevederlo. Si può pensare, ad esempio, che le frange più radicalizzate sulle tematiche antimilitariste non si sentano di votare una candidata espressione di una coalizione che annovera fra i suoi componenti il sindaco PD di Iglesias che ha autorizzato il raddoppio della RWM ed è controparte dei movimenti nella causa al Tar proprio contro la multinazionale delle bombe e delle stragi. C’è qualche frangia moderata che può non gradire un accordo per il secondo turno fra Ghirra e Verdes, ritenendo questi eccessivamente spinti sui loro obiettivi. Insomma, ci sono tanti se e tanti ma, molte variabili. C’è anche chi in previsione di questo traghettamento di voti da Verdes al centrosinistra, il 16 mantiene il proposito di andare al mare. Tanto più che l’estate sembra finalmente scoppiata.

Fonte: Democrazia Oggi


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