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Comunali a Cagliari: Murenu è il candidato del M5S. Fuori Calledda. E vaffa…

 Amsicora

 

Comunali a Cagliari: Alessandro Murenu è il candidato del M5S

Chi è costui? Forse è un militante talmente di base, così di base, ma veramente di base, da essere invisibile. Certo che Alessandro Murenu, 58 anni, cardiochirurgo dell’ospedale Brotzu, sarà molto quotato come medico, ma nelle faccende cittadine non si è mai visto. Cosa pensa della città? Del suo passato, del suo futuro? Come abbia fatto il Movimento Cinquestelle a sceglierlo come suo candidato alla carica di sindaco di Cagliari è un mistero. E voi? Lo capite? E il gruppo consiliare uscente? Pino Calledda è una vita che si dà da fare, in passato nei luoghi di lavoro col sindacato, in città con l’impegno in consiglio comunale. Che sorte avrà? Sarà che Pino mi è simpatico perché lo zio Agostino era un  grande compagno, sarà perché il fratello è un forte chitarrista, sarà perché la sorella è una colonna nel coro dell’ANPI. Sarà, sarà, sarà per mille altre cose, prima fra tutte che è una persona candida, ma Pino, almeno nel gruppo consiliare lo avrei mantenuto. Fra l’altro, col Comitato per il NO e il Costat è sempre stato in contatto. Idem con l’ANPI. Non ci siamo mai persi di vista in questi anni difficili e tormentati, pieni di tradimenti e di trasformismi. E lui sempre dalla parte giusta! Sempre attivo, sempre disponibile. Che senso ha per i gialli privarsi di lui? E che senso ha privare noi cittadini di lui?
Gente! Vi faccio una confessione. Diciamocela tutta: Pino mi risolveva molti problemi. Placava i miei tormenti che alle elezioni immancabilmente riemergono, si ingigantiscono, diventano intollerabili. Io mi dico: “Amsicora, ormai sei grande, ne hai visto di tutti i colori, hai avuto la fortuna di stare con dirigenti veri della sinistra vera da Pintor a Magri, da Cardia a Francesco Cocco, ora hai di fronte  Massimino e  Luciano, che orrore, fermati! Non ci pensare più, dati alle belle letture, alla scrittura e vai ad ingrossare l’esercito dell’astensione. Perché tormentarti ancora! Può anche farti male alla salute! E con la salute non si scherza!” Facile a dirsi. Ma, mettetevi nei miei panni. Dopo mille campagne elettorali a convincere la gente a votare, mille volantinaggi, riunioni di quartiere e di villa in villa, ora me ne sto a casa! Ci pensate? E’ come togliere il pallone a Ronaldo o a Messi! Che vuoto! Che tristezza! Pino almeno mi risolveva il problema dell’urna. A lui il voto lo davo con sollievo, con piacere. Murena no. Perché votare Murena? Il PD non lo voto manco morto, ma solo l’idea di votare Murena mi sconvolge. Votare Murena è come andar dietro il nulla (politicamante parlando). Sbaglierò, ma appena avuta la ferale notizia, chissà perché, incredulo e confuso, mi è venuto in mente il sommo Poeta:

       E io ch’avea d’error la testa cinta,      

      dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?

33     e che gent’ è che par nel duol sì vinta?».

       

         Ed elli a me: «Questo misero modo

         tegnon l’anime triste di coloro

36     che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.

 

          Mischiate sono a quel cattivo coro

          de li angeli che non furon ribelli

39       né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

 

          Caccianli i ciel per non esser men belli,

          né lo profondo inferno li riceve,

42      ch’alcuna gloria  i rei avrebber d’elli».

         

          E io: «Maestro, che è tanto greve

           a lor che lamentar li fa sì forte?».

45       Rispuose: «Dicerolti molto breve.

 

           Questi non hanno speranza di morte,

           e la lor cieca vita è tanto bassa,

48        che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.

 

           Fama di loro il mondo esser non lassa;

           misericordia e giustizia li sdegna:

51        non ragioniam di lor, ma guarda e passa».

        

          E io, che riguardai, vidi una ‘nsegna

         che girando correva tanto ratta,

54     che d’ogne posa mi parea indegna;

 

         e dietro le venìa sì lunga tratta

         di gente, ch’i’ non averei creduto

57     che morte tanta n’avesse disfatta.

Boh!, come posso votare chi a 58 anni non ha fatto mai una battaglia o, almeno, non se n’è avuta notizia? Che bandiera ha seguito?
Cosa mi rimane adunque? Presto detto. Se ci sarà una lista con falce e martello, sarà mia, avidamente mia (sempre che - beninteso - non sia intruppata con PD e dintorni). Chiunque sia il candidato sarò con loro, con la bandiera rossa. Se no il 15 giugno sapete che faccio? Di primo mattino faccio una bella colazione con pane burro e marmellata, poi preparo con cura l’occorrente, carico ombrellone e seggiolina nel portabagagli e via! al mare. E sapete quando torno? Sabato sera o domenica mattina? Nonsi. Per non sentire mal d’urna, torno il 17 sul tardi a scrutinio svolto. Non chiedo neanche del risultato. Nulla. Mi guardo il replay di qualche partita combattuta della premier. E vaffa…

Fonte: Democrazia Oggi


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