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Francesco Pranteddu, un anno dopo

Gianna Lai - Presidente ANPI Cagliari 

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Vorrei ricordare Francesco e i nostri ultimi incontri in casa sua, insieme alla moglie Erminia, in particolare per la consegna della tessera ANPI, quando lui stava ancora bene. E poi, quando la malattia lo aveva già colpito, pur non togliendo nulla alla sua vivacità di pensiero e alla sua capacità di riflessione, anzi. Parlava di come si deve lavorare nell’ANPI, riprendendo le cose che già diceva al tempo del nuovo ANPI di Cagliari, da lui rifondato e diretto fino all’ultimo Congresso del 2016. Allora era fondamentale intendere il significato dell’autonomia dell’Associazione, in particolar modo attraverso la Assemblea degli iscritti e l’elaborazione del Comitato direttivo, attraverso le forme organizzative e i contenuti da dare al dibattito, la riproposizione dei nostri temi, cioè, nella scuola, nelle iniziative pubbliche, nel confronto politico. Questo l’indirizzo che Francesco diede all’Associazione, sempre finalizzando il lavoro all’allargamento del numero dei tesserati e al coinvolgimento dei giovani. All’essere centrali nella difesa della Costituzione, ma perché venisse attuata, nell’impegno antifascista di una memoria attiva della Resistenza e della Liberazione, nel porre al centro la cultura della democrazia, dell’uguaglianza, della solidarietà, della difesa dei diritti, lavoro, scuola, salute. In casa di Erminia, la raccolta ordinata dei documenti ANPI, un piccolo prezioso archivio costruito da Francesco, che testimonia l’attività dell’Associazione in città e in Sardegna, i rapporti col Nazionale e i collegamenti con le altre realtà dell’associazionismo locale. E l’esperienza dentro le scuole e il protocollo con la Facoltà di Scienze politiche, cui ridare oggi, anche in suo nome, nuova vitalità.
Voglio ancora ricordare l’intervento più recente di Francesco, e molto significativo, su Cagliari città antifascista, avendo lui preso qui l’iniziativa, già avviata dall’ANPI in altri centri della Sardegna. Potremmo intenderlo, per la nostra associazione, come il suo ultimo lascito, dato che, subito dopo, nel febbraio 2018, il Consiglio Comunale approvò la mozione intitolata a ‘Cagliari città antifascista’. Mentre Francesco, pur non potendo essere presente in Municipio, per le sue condizioni di salute, seguiva l’intero iter con noi e con i Consiglieri favorevoli all’iniziativa. A lui dobbiamo dare atto dell’interessamento e dell’impegno, in questo modo è stato ancora partecipe del dibattito pubblico, la sua presenza e la sua attenzione rimasti vivi fino alla fine.
A testimonianza precisa di una vita politica tutta dedicata alla difesa della democrazia nel nostro Paese, la sua scomparsa crea ancora oggi, a un anno di distanza, rimpianto e profonda commozione in tutti noi. Per questo, l’ANPI dedicherà una giornata di dibattito a Francesco, nel prossimo mese di giugno, che veda la partecipazione di un dirigente nazionale a ricordarne la figura, e del gruppo di compagni, insieme a lui particolarmente attivi, in quella prima fase di avviamento della nostra Associazione.

Fonte: Democrazia Oggi


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