Oggi debutta la rubrica “Pensierini”, piccole riflessioni su grandi questioni.

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Piccola premessa personale: gli ascoltatori di Buongiorno Cagliari mi sono testimoni che già a partire dal 2011, cioè dall’anno in cui fu eletto sindaco Massimo Zedda, insieme ad Elio Turno Arthemalle invocammo dai microfoni della radio l’arrivo di un Alter Nos donna per la festa di Sant’Efisio.

Ci sembrava che una scelta del genere potesse rappresentare un doppio simbolo di discontinuità: rispetto ad una pratica secolare che di fatto escludeva sistematicamente le donne da questo ruolo di rappresentanza dell’amministrazione comunale nel corso della festa, e quindi anche rispetto ad una consolidata pratica di governo della città, incapace di qualunque reale cambiamento.

Ci sembrava che una scelta del genere potesse essere, banalmente, una di quelle cose che i sindaci di destra non avrebbero mai osato fare, e che quindi andava fatta immediatamente.

Una scelta coraggiosa. Un messaggio alla città. Una novità vera. Una rottura con il passato che apriva simbolicamente e non solo ad un futuro migliore.

Confesso che avevamo ormai perso ogni speranza. Invece, ciò che invocavamo all’inizio del mandato di Zedda, è arrivato alla fine della sua esperienza da sindaco.

Cosa dire? Sant’Efis martiri gloriosu ha fatto il miracolo? Forse. Di sicuro Zedda ha fatto una cosa di sinistra: una delle poche dei suoi otto anni da sindaco. E mai come stavolta, come si suol dire, meglio tardi che mai. 

Fonte: Vito Biolchini







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