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Ponte Morandi un anno dopo, a Genova lacrime e rabbia: fischi ai vertici di Autostrade

Oggi a Genova, nell’anniversario della strage, si celebra la cerimonia commemorativa per ricordare le 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, collassato il 14 agosto di un anno fa. Nel capannone della nuova Pila 9 del viadotto Polcevera il Comune di Genova ha organizzato la cerimonia per ricordare la tragedia e manifestare il cordoglio e la solidarietà della città ai parenti delle vittime. Presenti le più alte rappresentanze istituzionali: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. E ancora il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, accompagnato dall’ex guardasigilli, Andrea Orlando. Presente anche i ministri Alberto Bonisoli, Danilo Toninelli, Erika Stefani e la titolare del Dicastero della Difesa Elisabetta Trenta.

 

MESSA DI SUFFRAGIO – L’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, ha officiato la messa in suffragio: l’elenco dei nomi delle vittime, scandito uno ad uno, di fronte ad una platea in piedi e raccolta nel silenzio, ha dato l’avvio alle celebrazioni. Alle 11.36, nel momento esatto del crollo, Genova si è fermata per un minuto di raccoglimento. A rompere il silenzio soltanto il suono delle campane delle chiese della città e il fischio delle sirene delle navi attraccate al porto.

 

 

RAPPRESANTI DI ATLANTIA LASCIANO LA CERIMONIA – La presenza di Fabio Cerchiai e Giovanni Castellucci, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Atlantia – la holding che controlla Autostrade per l’Italia, concessionaria del tratto autostradale su cui si trovava il ponte – ha suscitato reazioni nei parenti delle vittime. La delegazione di Autostrade per l’Italia ha lasciato la commemorazione (foto sotto) in seguito alle proteste di alcuni congiunti di coloro che hanno perso la vita nel tragico crollo. Autostrade per l’Italia e il suo ad Giovanni Castellucci sono indagati dalla procura di Genova con le accuse di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, disastro e attentato alla sicurezza dei trasporti. I rappresentanti erano stati invitati dal sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci.

 

MATTARELLA E CONTE – Il presidente Mattarella, accolto con un lungo applauso al suo arrivo, ha incontrato i parenti delle vittime prima dell’inizio della cerimonia. Non tutti i familiari delle vittime hanno partecipato: alcuni hanno infatti definito la commemorazione una passerella di politici. “Bisogna ricordare le tante vittime, punire i colpevoli, riformare le procedure di controllo delle infrastrutture e ‘rammendare’ Genova, che oggi come un anno fa rappresenta l’Italia intera e sul suo futuro “si gioca il prestigio della Repubblica e la sua capacità di essere realmente una comunità nazionale” ha scritto, in occasione della dolorosa ricorrenza, il Presidente della Repubblica in una lettera al quotidiano genovese il Secolo XIX. “Rammendare non significa cancellare: il nuovo ponte ricorderà per sempre quelle vittime innocenti di una tragedia causata dall’uomo che si poteva e doveva evitare”. Il premier Conte, nel suo intervento pubblico, si è focalizzato sul ruolo delle istituzioni: “Il compito di una politica seria e responsabile è tentare di offrire risposte, realizzando il bene dei cittadini. Il compito della politica non è misurarsi solo con la capacità di gestire l’emergenza na anche con l’attitudine ad agire in maniera preventiva, per mettere in sicurezza il Paese e le sue infrastrutture. Siamo impegnati su questo e vogliamo impegnarci ancora di più”.

 

L DOLORE DEI PARENTI – Al termine della cerimonia il presidente Mattarella si è suovamente soffermato con i familiari delle vittime. Ha parlato con loro, li ha abbracciati, così come i rappresentanti del Governo. Il presidente del Consiglio Conte si è fermato a parlare con Egle Possetti, presidente del comitato dei familiari, che ha chiesto la revoca delle concessioni. “Chiediamo con forza la modifica di norme di legge affinchè i processi siano brevi, perchè le famiglie possano trovare pace, chiediamo che nessun reato di tale gravità possa essere prescritto, chiediamo che in casi come questo – se dovessero avvenire in futuro – una nuova legge possa consentire in automatico e da subito la creazione di un’unità di crisi che gestisca le emergenze economiche, le esigenze di supporto psicologico e tutto quanto necessario per far percepire a colopro che hanno subito una tale barbarie, la vicinanza delle Istituzioni”, questo l’appello della Possetti, in rappresentanza dei parenti delle vittime.

 

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Fonte: Casteddu On Line




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