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Crisi di governo, Conte in aula il 20. Salvini al M5S: taglio dei parlamentari e poi voto

Crisi di governo: l’Aula del Senato ha confermato il timing votato in conferenza dei capigruppo ieri che prevede che il premier Giuseppe Conte terrà le comunicazioni a Palazzo Madama il prossimo martedì 20 agosto alle 15. Bocciate le proposte di modifica al calendario presentate dal centrodestra, come quella di discutere la mozione di sfiducia seduta stante e, sentita l’Aula, la presidente Elisabetta Casellati fissa definitivamente data e ora del dibattito a Palazzo Madama, in questo modo la crisi verrà, come si dice, parlamentarizzata. A dare visivamente il polso della situazione è il tabellone elettronico delle votazioni con le lucine rosse e verdi a indicare i voti a favore e i voti contro, mostra tutte le lucine rosse di Pd, Leu e M5S a sinistra a conferma del voto compatto contro le proposte del centrodestra di anticipare la mozione di sfiducia a Conte. Stesso discorso di compattezza per le lucine verdi: Lega, FdI e FI votano a favore di tutte le loro proposte di modifica del calendario. Unica eccezione il voto dell’ex M5S Martelli, ora al gruppo Misto, che ha invece votato con il centrodestra. Subito rovente il clima nell’Aula del Senato per la seduta che doveva fissare il calendario della crisi di governo, come deciso ieri a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Esordisce la capogruppo di Forza Italia in Senato, Anna Maria Bernini: “Chi è vera opposizione dimostri di esserlo. Questo dibattito dimostra chi non vuole dare la parola agli italiani e tenere in piedi il governo per mantenere le poltrone”, dice, e manifesta l’esigenza di passare affrontare subito il tema della crisi, ma come detto la votazione ha stabilito diversamente.

 

Prende successivamente la parola Matteo Salvini, che all’ingresso a Palazzo Madama aveva annunciato che non avrebbe ritirato i ministri della Lega. “Non si capisce perché non si debbano disturbare i poveri parlamentari F ferragosto”, accenna, e scoppia la bagarre. Il ministro viene contestato e interrotto più volte. La presidente Elisabetta Casellati fatica a contenere le proteste ma Salvini riprende e incalza: “Mi sono abituato a insulti e minacce”. Netto sulla crisi: “L’Italia vuole avere certezze, e cosa è più bello e democratico, lineare che dare la parola al popolo. Cosa c’è di più bello? Non capisco questa paura”. “Rilancio la proposta di Di Maio. Siamo per anticipare il voto del taglio dei parlamentari, e poi tornare al voto subito. Vedo che dai banchi del Pd ora non applaudono più”. Attacca l’ex premier Matteo Renzi, che ha tenuto una conferenza stampa poco prima: “Renzi, con i disastri che ha fatto, sa che gli italiani lo mandano a casa sicuramente, è umanamente comprensibile. Sta attaccato alla poltrona con il vinavil”. Così Salvini intervenendo in aula al Senato.

 

Chiamato in causa più volte nel suo intervento da Matteo Salvini, l’ex premier e senatore del Pd Matteo Renzi ha ascoltato senza mostrare reazioni visibili. Poi si è alzato per consultarsi velocemente con il capogruppo del Pd, Andrea Marcucci. Alla proposta di Salvini di votare il taglio del numero dei parlamentari ha sorriso. Prende la parola Marcucci che parla di ansia di antirenzismo. “Il momento è molto delicato per il Paese e credo non si possa ascoltare una dose così intensa di bugie e offese nell’aula del Senato. A parte i termini estetici, Salvini, lei è sicuramente il più abbronzato”. “Da che pulpito viene la predica,lei è stato il più assenteista al Parlamento europeo e assenteista al viminale. Credo che siano brutte abitudini”. “Ma è lui che ha la responsabilità di quel che è successo alla nostra economia e alle nostre istituzioni, che ha deriso e calpestato con minacce alle istituzioni e al Parlamento”. “Riteniamo che sia giusto ascoltare il premier Conte, credo che addossare ad altri la responsabilità di quanto accaduto finora sia un falso a danno degli italiani, ha detto Marcucci. Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle: “Non ci intimorisce di andare al voto in qualunque momento, di chiedere il parere degli elettori. La proposta di calendarizzare la mozione di sfiducia domani è uno sgarbo al presidente del consiglio, irricevibile perché domani si celebra la ricorrenza, il primo anno sulla tragedia del Ponte Morandi, e noi qui al Senato non dovevamo discutere la mozione di sfiducia ma dibattere delle misure per evitare il ripetersi di quella tragedia. Per ultimo credo che il ministro Salvini la proposta di votare immediatamente nei prossimi giorni la riforma costituzionale è possibile esclusivamente se domani non viene votata la sfiducia al governo, per cui venga ritirata la mozione di sfiducia”.

 

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Fonte: Casteddu On Line




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