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Comunali a Cagliari, Ghirra: “Un campeggio all’ippodromo e movida anche a Su Siccu”

Un campeggio all’ippodromo del Poetto. E spazi per la movida a Su Siccu per dare un’alternativa agli amanti del botellòn che frequentano, per la disperazione dei residenti, alcuni degli angoli più belli del centro storico. Alla Fiera albergo e un nuovo palazzetto dello Sport, a Buoncammino spazi ricettivi e lo studentato. Francesca Ghirra, ex assessora all’Urbanistica, dopo la vittoria alle primarie del centrosinistra, è ora in corsa per diventare la prima sindaca di Cagliari. Deve gestire l’eredità della giunta Zedda che in questi giorni di commissariamento fa discutere per la fase critica relativa all’introduzione del nuovo sistema porta a porta. Bordate alle proposte di Truzzu e del centrodestra che bolla come “fantasie costose” e non teme il vento leghista che soffia sul paese (“Cagliari resiste”), mentre la città che immagina tra 20 anni è quella che avrà “bellezza e qualità in ogni quartiere e dove ogni cittadino riuscirà ad autodeterminarsi. Dobbiamo mandare avanti e completare i progetti di riqualificazione urbana che abbiamo attivato e rafforzare le politiche per le persone, soprattutto per quelle più fragili, trasformando le politiche sociali da politiche di assistenzialismo a politiche di riscatto, dando a tutti la possibilità di avere una casa e un lavoro attraverso percorsi di inclusione sociale e di inclusione lavorativa.

Esiste l’opportunità di avere per la prima volta in città una sindaco. È solo un simbolo? O ci sarà attenzione alle esigenze delle donne. E in quali termini?

È importante attivare politiche di riconciliazione dei tempi famiglia-lavoro che sono questioni che riguardano il mondo femminile che è quello che solitamente si prende più cura dei bambini e degli anziani e della vita familiare. Occorre agevolare i servizi per le famiglie dagli asili nido alle attività ricreative per gli adolescenti e per gli anziani. Vorremmo poi potenziare anzi arginare la sfera della violenza sulle donne con percorsi, a partire dalla scuola, sulle differenze e sul rispetto e attivare un sistema di supporto per le donne vittime di violenza.

Zedda si è dimesso e si è arrivati a elezioni senza aver portato a termine il mandato e lasciando la città senza guida politica nel momento clou del porta a porta, oltretutto in un momento in cui nel paese la sinistra è in crisi e soffia un vento di destra. È stata una scelta saggia?

A Massimo è stato chiesto un grande sforzo politico per affrontare le regionali e il centrosinistra grazie alla sua candidatura si è riscattato da una situazione di crisi. Oltretutto su Cagliari città abbiamo tenuto bene credo che non fosse possibile chiedergli di tornare sui propri. Ha fatto la scelta che doveva fare.

La maggioranza dei cagliaritani paga la tari regolarmente e si è abituata al porta a porta. Però poi esce di casa e trova una città sporca come non mai a causa dei cafoni: era proprio imprevedibile arrivare a questo? Come si può intervenire per risolvere il problema?

Non era prevedibile. Ma finché noi siamo stati al governo della città il portata a porta ha funzionato bene, abbiamo dei fatto dei correttivi dove è stato necessario. Nell’ultimo mese sono mancati sia i controlli sia gli interventi di pulizia straordinari che avevamo sempre fatto. Quando sarò sindaca convocherò la ditta per verificare che stia rispettando il capitolato in tutti i punti e ragionare sui correttivi da fare in modo che le debolezze del servizio non ricadano sui cittadini.

A Cagliari le giovani coppie scappano nell’hinterland o altrove perché i prezzi le case non sono alla portata degli stipendi medi. Così emigrano e vanno a fare figli nell’hinterland o nella penisola o all’estero contribuendo allo spopolamento e all’invecchiamento della città. Su questo fronte rispetto a 8 anni fa cosa è cambiato?

Il mio primo atto è stato quello di aver portato in giunta un progetto per Sant’Avendrace che prevede housing sociale e oltre 140 alloggi per quelle persone che non hanno diritto alla casa popolare ma non riescono a trovare un alloggio sul mercato e questo servirà sia a dare una risposta a giovani coppie e famiglie monoparentali e anziani ma anche a calmierare i prezzi del mercato.  È un intervento pilota che vogliamo proporre anche in altre parti della città. Abbiamo un accordo coi piccoli proprietari per trovare condizioni migliori per i canoni d’affitto agevolando il pagamento delle tasse comunali, vogliamo abbattere l’imu per portarla al 4 per mille e intervenire sulle leve fiscali di nostra competenza per far sì che vivere a Cagliari sia possibile per tutte le forze sociali.

In città le serrande si abbassano. I commercianti lamentano la mancanza di parcheggi e la concorrenza della grande distribuzione

Il concorrente del piccolo commercio è il web perché oggi si acquista in rete. Serve un piano del commercio per agevolare l’apertura in città di attività che trattino prodotti non acquistabili on line, con incentivi diretti tipo micro credito e de minimis oppure con incentivi indiretti, ma con la riqualificazione del centro storico abbiamo consentito l’apertura di tante nuove attività. Aiuteremo i commercianti anche attraverso la semplificazione burocratica per l’animazione territoriale.

La malamovida affligge il centro storico. Come si coniugano turismo e diritto alla salute dei cittadini?

Serve un equilibrio tra le attività del centro storico. L’eccessiva omologazione delle attività  non avvantaggia né gli  esercizi commerciali né i residenti. Attraverso il piano del commercio queste attività vanno ridistribuite sul territorio. Serve poi controllare che ci sia un rispetto delle regole e della convivenza civile, perché la maggior parte del rumore è causata da chi non frequenta i locali, ma da chi invece fa i botellòn in luoghi di ritrovo non idonei, dobbiamo cercare di realizzare spazi dove non si crei disturbo alla quiete pubblica. Penso a Su Siccu che potremmo attrezzare per dare alternative a quelle persone che stazionano sulla scalinata di Sant’Anna o in piazza Santo Sepolcro creando problemi sia legati al chiasso notturno sia al degrado che viene lasciato ogni sera.

Il porto canale è in piena crisi, si rischia il disastro sociale. Che cosa può fare il Comune?

Il porto è in crisi da troppo tempo, soprattutto per la burocrazia che attanaglia il nostro paese. Si sta sbloccando sia l’iter della riqualificazione paesaggistica sia quello della zona franca per insediare i servizi previsti. Vogliamo rafforzare il ruolo del porto canale sia per tutelare il lavoro dei dipendenti ma anche per creare anche nuovi posti di lavoro. Portando le attività concentrate sul transhipment verso attività di trasformazione e lavorazione dei prodotti di lavorazione e insediando nuove tipologie di attività legate all’innovazione tecnologica e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

La Fiera chiude dopo 70 anni e Buoncammino è una grande scatola vuota in zona di pregio della città: che progetti avete?

Sulla fiera c’è un tavolo aperto per ragionare sulle potenzialità di sviluppo. Dobbiamo rafforzare il polo convegnistico e rafforzare la parte la parte legate agli spettacoli e la parte sportiva, potremmo ragionare sull’opportunità di realizzare un palazzetto dello Sport e su una struttura ricettiva di servizio alle attività di quel comparto.

Su Buoncammino c’è un ragionamento con enti competenti e ministeri. Ma dobbiamo coinvolgere anche i privati perché serviranno molte risorse, noi vogliamo tutelare la parte museale, ricettiva e ricreativa e una dedicare una agli studenti universitari per biblioteca e studentato.

 Il candidato del centrodestra ha detto che la metro per il Poetto costa troppo. Propone poi un ragionamento per la funicolare sotto Castello tra Stampace e San Benedetto. Che ne pensa?

Abbiamo fatto della mobilità sostenibile uno dei nostri cavalli di battaglia e mandato avanti progetti con costi contenuti, Piazza Garibaldi e piazza San Michele ci sono costate 200 euro al metro quadrato mentre per piazzetta Maxia  il centrodestra ne ha speso 800. Sistemi di collegamento come la metro di superficie sono sostenibili, mentre tunnel e nuraghi sono solo fantasia, cose costose e inutili e che non appartengono al nostro modo di fare politica.

 Cagliari non ha un campeggio. È vero che ha pensato di individuare un’area camping nell’ippodromo del Poetto?

All’ippodromo dovremo intervenire. Speriamo che la regione quanto prima riqualifichi l’ospedale marino e il parco di Molentargius, credo che la pista sia sempre stata sottoutilizzata, anche perché l’ippica a Cagliari non ha mai attecchito.

Quindi mi piacerebbe affiancare alla scuola di equitazione dell’ippodromo  attività non presenti in città. Come ad esempio un campeggio o un’area di sosta camper, per aprire a nuove modalità turistiche di fruizione della nostra città che in questo momento non offre questo tipo di opportunità

Truzzu ha detto che rimetterà il crocifisso in ufficio. Lei che farà?

Alla io penso che la religione sia un fatto individuale. I luoghi pubblici son frequentati da persone che hanno diverse sensibilità e credo che non sia opportuno esporre simboli religiosi di alcun tipo.

Come si presenterà agli elettori in queste ultime ore di campagna elettorale?

Io credo che Cagliari come in tutte le ultime tornate elettorale, resisterà al vento di destra che soffia in Italia, perché qui abbiamo governato bene nell’interesse dei cittadini, coinvolgendo i più deboli. È il momento di votare una sindaca che manderà avanti con energia i processi di sviluppo della città. E non di  seguire modelli di stagnazione che possiamo osservare questi giorni nella giunta regionale che ha impiegato mesi per essere formata e che di fa dettare la linea della Lega. E che come primo atto invece di pensare a come sviluppare la nostra regione ha proposto di reintrodurre i vitalizi e aumentare gli stipendi ai consiglieri regionali. È inammissibile. I nostri cittadini non si piegheranno a scelte di questo tipo.

L'articolo Comunali a Cagliari, Ghirra: “Un campeggio all’ippodromo e movida anche a Su Siccu” proviene da Casteddu On line.

Fonte: Casteddu On Line


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