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Uno storico intoccabile arruola Michela Murgia tra gli ‘astoriologi’ (Angelo Abis) 

Questa volta anche il quotidiano “L’Unione sarda” è uscito dal recinto del politicamente corretto. Domenica scorsa, nella pagina della cultura, ha pubblicato un articolo dal titolo ovvio, ma appunto per questo strabiliante: “L’Italia è minacciata dal fascismo? No, Mussolini non sta tornando”.E nell’occhiello (testo sopra il titolo), “Polemica, per lo storico Gianluca Scroccu il pericolo sono invece gli astoriologi”.

Scroccu, citando gli ‘astoriologi’, riprende un azzeccato neologismo creato dallo storico Emilio Gentile, che lui considera “il più grande studioso italiano del fascismo”. Chi sarebbero costoro? Secondo Gentile, “coloro che adattano il passato all’attualità senza un minimo criterio di scientificità” e che scrivono “storie del fascismo composte di aneddoti e battute”. Scroccu, meno compassato di Gentile, dà dell’astoriologo a chi “non ha  mai aperto un libro di medicina e si permette di dire che i vaccini fanno male, e chi non è mai stato in archivio si ritiene legittimato a utilizzare un termine carico di pesanti implicazioni storiografiche (il fascismo, nda)”. Lo storico sardo arruola nella categoria anche Michela Murgia, divenuta in questi ultimi tempi l’alfiere (o l’alfiera?) più gettonata dell’antifascismo culturale: “…inventando improbabili ‘fascistometri’ dove si sostiene che se uno è presidenzialista è potenzialmente un erede del Duce, quando invece alcuni dei più importanti capi della Resistenza erano a favore dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica”. Scroccu mette i puntini sulle i parlando della casa editrice “Altaforte“Prima delle polemiche legate al libro intervista a Matteo Salvini e alla sua esclusione dal Salone del libro, a cui era stata ammessa senza che nessuno protestasse, era ignota. In questi giorni ha goduto invece di un’inaspettata e decisamente immeritata pubblicità…”. Come dire che l’antifascismo strumentale, lungi da annientare il presunto fascismo, lo rafforza anche oltre i propri meriti.

Michela Murgia

Culturalmente attrezzato per comprendere qual è la differenza tra storia e politica, Cruccu considera l’allarme sul fascismo risorgente un semplice espediente politico, peraltro utilizzato solo a fascismo morto e sepolto, per screditare gli avversari: “Del resto il termine (fascista, nda) è stato usato di frequente nella storia politica europea e italiana del Novecento, dai socialdemocratici bollati come socialfascisti sino all’etichetta applicata a democratici e antifascisti a tutto tondo, solo per fare alcuni nomi, De Gasperi, Scelba, Saragat, Pecchioli, Craxi. Tutte personalità che dovevano ricevere l’epiteto ‘nero’ perché non si trovava altro mezzo per comprenderne il consenso espresso liberamente dai cittadini. Basta vedere come veniva catalogato sulla stampa comunista e della sinistra extra-parlamentare un uomo come Aldo Moro; sappiamo quanto questa retorica abbia concorso a ispirare alcune delle farneticazioni delle Brigate rosse. Per arrivare alla stagione politica più recente, dal ‘Cavaliere nero’ Silvio Berlusconi, sino al medesimo insulto rivolto contro uomini di sinistra come Minniti o Fassina”.

Infine, Scroccu parla di Salvini: “L’accostamento che si fa oggi tra il nome di Salvini e quello del fascismo è evidentemente quello più semplice che permette di spiegare ciò che si ritiene inspiegabile, ovvero come faccia il leader leghista ad avere un così vasto apprezzamento nonostante ci sia chi a sinistra ritenga di essere rappresentante delle idee più pure e intelligenti, che però si concretizzano in assai magri consensi. Eppure stiamo parlando del più vecchio partito… che da anni amministra le più ricche regioni italiane non certo usando metodi violenti… Spiegare il successo salviniano richiamando un concetto storiografico così pesante e complesso… non aiuta a capire minimamente le ragioni del voto attuale degli italiani e del successo dei fenomeni sovranisti e populisti, che nulla hanno a che vedere con le esperienze storiche del nazi fascismo terminate definitivamente nel 1945… Razzismo e xenofobia non sono stati inventati da Mussolini, visto che già esistevano in democrazie come Francia, Regno Unito e Stati Uniti, e l’antisemitismo non è stato costruito da Hitler… La storia non è un romanzo fantasy; per parlare bisogna conoscere la storiografia e aver frequentato archivi, altrimenti si diventa sponsor perfetti per le Altaforte di turno“.

Per quello che ha scritto, lo storico Scroccu è certamente un intellettuale temerario, cosa non facile e pure rischiosa al giorno d’oggi, ma lui se lo può permettere perché ha un curriculum inattaccabile. Nato a Cagliari nel 1977, è ricercatore di Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere della città. Si è laureato in Lettere moderne con una tesi su Sandro Pertini. Nel 2017 ha ricevuto il premio nazionale “Giacomo Matteotti” della Presidenza del Consiglio dei ministri per il volume “La sinistra credibile. Antonio Giolitti tra socialismo, riformismo e europeismo”. Fa parte dell’Istituto Gramsci per la Sardegna, dell’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della Società contemporanea, dell’Istituto per la storia dell’antifascismo della Sardegna centrale, dell’Istituto per la storia del movimento di liberazione in Italia e, dulcis in fundo, è spesso oratore ufficiale per la celebrazione del 25 aprile. Con queste referenze chi lo può toccare?

Angelo Abis

(sardegna.admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia


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