Un protocollo per diagnosi e cura della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno. Prevede l’attività integrata di una equipe multidisciplinare dell´Aou di Sassari composta da pediatri, otorinolaringoiatri e odontoiatri. La presentazione in occasione della Giornata mondiale del sonno

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SASSARI - Si chiama sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e colpisce, oltre agli adulti, anche i bambini con una prevalenza che varia tra il 2 ed il 5,7percento. A Sassari, l’Azienda ospedaliero universitaria di Viale San Pietro, con la creazione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale promosso dalla struttura complessa di Pediatria, in collaborazione con le strutture di Otorinolaringoiatria e di Odontoiatria, punta a dare un'assistenza appropriata ai piccoli che soffrono di questa patologia. Una sindrome che, se non curata precocemente, può anche comportare serie complicanze come deficit neurocognitivi, problemi comportamentali, oltreché cardiovascolari e metabolici. Un protocollo che mette in evidenza l'approccio multidisciplinare nei confronti di una patologia multifattoriale. La presentazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale si inserisce nell'ambito delle celebrazioni della Giornata mondiale del sonno, organizzata dalla World association of sleep medicine, che quest'anno si svolge oggi (venerdì). Una ricorrenza che vuole sensibilizzare la popolazione sui disturbi del sonno ed avviare attività di prevenzione e gestione di questi disturbi.

Alla presentazione, ieri mattina, hanno partecipato il direttore generale dell'Aou di Sassari Antonio D'Urso, il direttore sanitario Nicolò Orrù, i direttori della Pediatria Roberto Antonucci, dell'Otorinolaringoiatria Francesco Bussu, dell'Odontoiatria Edoardo Baldoni ed Andrea Montella, direttore del dipartimento di Scienze biomediche. «Con questo nuovo Pdta – ha dichiarato D'Urso – che si affianca ad altri predisposti in questi anni dalle nostre strutture, come quello della Smac o delle malattie del fegato, accompagniamo le famiglie in un percorso clinico, fornendo un sostegno a una popolazione fragile». «È un esempio tipico che dimostra come una migliore appropriatezza consenta di organizzare al meglio le risorse – ha aggiuntò Orrù – un percorso attraverso il quale si potrà capire al meglio il tipo di terapia più appropriato da adottare».

Ad illustrare il protocollo sono stati Antonucci, Bussu e la dirigente dell'Odontoiatria Aurea Lumbau. Il protocollo realizzato dall’Aou di Sassari ha lo scopo di introdurre criteri clinici di valutazione il più possibile rigorosi ed obiettivi per garantire una gestione del bambino con Osas omogenea e condivisa tra pediatri, otorinolaringoiatri ed odontoiatri. In questo modo (sono convinti gli specialisti), sarà possibile assicurare il massimo grado di appropriatezza e, al contempo, ridurre i rischi di mancate diagnosi. Obiettivo primario del percorso diagnostico terapeutico assistenziale elaborato dagli specialisti sassaresi è quello di ridurre la variabilità nell’approccio dell’operatore sanitario al paziente con sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, stabilendo quello più appropriato attraverso una serie ben definita di processi. La procedura si applica a tutti i pazienti di età inferiore ai quattordici anni che accedono ad una delle unità operative aziendali interessate dal protocollo: Pediatria, Otorinolaringoiatria ed Odontoiatria.

«Siamo partiti dal documento elaborato nel 2016 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano su “La sindrome delle apnee ostruttive del sonno” in cui sono indicate le linee guida per prevenzione, diagnosi e terapia. Considerata l’ampia variabilità di comportamenti tra i vari Centri a livello nazionale – spiegano gli specialisti dell’Aou di Sassari – abbiamo perciò deciso di elaborare un percorso diagnostico terapeutico assistenziale che, rispecchiando le indicazioni del documento ministeriale, preveda indicazioni condivise sulla “presa in carico” globale del paziente in attuazione del principio di “equità” ed “universalità” delle cure. Dal momento che l’eziopatogenesi dei disturbi respiratori del sonno nel bambino è multifattoriale, anche l’approccio diagnostico e terapeutico deve essere multifattoriale e interdisciplinare. Una volta che il Pdta diverrà operativo, è auspicabile che esso trovi la massima diffusione, oltre che fra gli operatori direttamente coinvolti in ambito aziendale, anche tra quelli di altre strutture ospedaliere e dei servizi territoriali (pediatri di libera scelta, otorinolaringoiatri e odontoiatri), nonché tra i liberi professionisti con specifiche competenze su tali problematiche. Questo per favorire la creazione di una rete di interscambio delle diverse esperienze tra ospedale e territorio, nell'ottica di un miglioramento continuo della qualità delle prestazioni e delle cure offerte».

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Fonte: Alguer







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