Via ai progetti nell’ambito della salute e le altre azioni di sensibilizzazione. «Pronto il nostro progetto per contrastare i flussi diretti dall´Algeria», dichiara l´assessore regionale degli Affari generali Filippo Spanu

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CAGLIARI - «Siamo impegnati su più fronti per dare corso ai principi sanciti dalla nostra Costituzione e dalle norme del diritto internazionale per garantire accoglienza a tutti coloro che ne hanno diritto e, contemporaneamente, opportunità di crescita per le nostre comunità». Così l’assessore regionale degli Affari generali con delega ai flussi migratori Filippo Spanu, nel corso della conferenza stampa in cui ha fatto il punto, insieme alla responsabile del Servizio Prevenzione dell’Ats-Assl di Cagliari Silvana Tilocca, su tutte le iniziative in corso nell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale. Sulla salute dei migranti, la Regione autonoma della Sardegna, con l’Ats, ha attuato un progetto Fami finanziato dal Ministero dell’Interno, che ha coinvolto 1262 tra richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. In particolare, medici ed operatori sanitari hanno seguito 155 persone in condizione di vulnerabilità post-traumatica o con grave disagio psico-sanitario. Cinquantuno minori stranieri anche non accompagnati sono stati presi in carico nell'ambito psico-socio-sanitario. Nel corso del progetto, sono stati formati ottantaquattro operatori su vulnerabilità post-traumatica e grave disagio psicosanitario. Nell’ambito della salute, il Ministero dell'Interno ha positivamente valutato il progetto e ha per questo deciso di finanziarie ulteriori attività per il triennio 2019-2021.

«Abbiano rilevato - ha detto Tilocca - che il disagio complessivo della persona si sia tradotto in molti casi in problematiche di ordine psichiatrico e di natura fisica. Il progetto ha evidenziato l’importanza di proseguire il sostegno nei tempi successivi allo sbarco ai fini della prevenzione di patologie di natura psicologica o psichiatrica». «Stiamo lavorando insieme alle altre Regioni - ha chiarito Spanu - al ricorso alla Corte costituzionale contro il Decreto Sicurezza. E' in via di completamento la fase di acquisizione degli elementi tecnici e giuridici a sostegno delle nostre argomentazioni contro un provvedimento che riteniamo iniquo e in grado sia di disintegrare un sistema di accoglienza faticosamente costruito in questi ultimi anni insieme ai Comuni, sia di creare insicurezza e allarme sociale nelle nostre comunità». L'assessore si è soffermato sul Global compact for migration, voluto dall'Onu per concordare una risposta globale ed unitaria alle questioni legate al fenomeno migratorio: nei giorni scorsi, la Regione ha inviato una lettera al Capo dello Stato Sergio Mattarella a seguito dell'iniziativa della Sardegna di promuovere, con altre sei Regioni, Comuni, università ed associazioni, un appello rivolto a Governo e Parlamento affinché l’Italia sottoscriva il documento. «Pur nel rispetto dell'autonomia parlamentare e del suo ruolo di super partes – si legge nella lettera - chiediamo il suo autorevole sostegno, perché la nostra posizione possa essere appoggiata nell'ambito del dibattito a livello nazionale, affinché l'Italia possa partecipare in maniera attiva e propositiva alla discussione globale, la cui vasta complessità non può esaurirsi in meri slogan politici o nell'avallo di posizioni affatto risolutive dei problemi, se non quando addirittura contrarie a principi umanitari».

Anche alla luce dei dati drammatici forniti nei giorni scorsi dal ministro degli Interni algerino Noureddine Bedoui, la Regione continua a manifestare preoccupazione per la rotta tra Algeria e Sardegna, che ha provocato nel 2018 tante vittime (circa duecento tra morti e dispersi secondo quanto dichiarato dall'esponente del Governo di Algeri). «A fronte dei tanti impegni assunti dal Ministero dell'Interno e delle nostre richieste di intervento, il flusso resta costante. La Regione, dal canto suo, ha messo a punto un progetto - ha spiegato Spanu - per contrastare lo sbarco nell’Isola di migranti in arrivo dal paese nordafricano». Per ricordare le vittime lungo questa rotta, sabato 26 gennaio è stata organizzata una commemorazione al largo di Sant’Antioco, davanti all’Isola del Toro. Saranno presenti l’assessore Spanu, il sindaco Ignazio Locci, il direttore della Caritas diocesana di Cagliari don Marco Lai, Houssa Seduci (giornalista France24 e Dzair news), don Marco Lai, Arianna Obinu (autrice del libro “Harraga. Migranti irregolari dall’Algeria. Il sogno europeo passa dalla Sardegna”) ed i rappresentanti della comunità algerina in Sardegna. Sul Centro di permanenza per i rimpatri a Macomer, Filippo Spanu ha dichiarato che «è tutto fermo, non abbiamo informazioni che ci inducono a ritenere che il Cpr possa essere aperto entro l’estate, perché importanti procedure amministrative non sono state ancora completate». Attualmente, sono 2552 le persone ospiti delle strutture di accoglienza della Sardegna. Sono 2328 i rifugiati ospiti dei 97 Cas, 224 sono inseriti nei sedici Sprar. 222 i minori stranieri non accompagnati presenti nell’Isola. La Regione, per favorire il processo di inclusione, con il Piano per l'accoglienza recentemente approvato dalla Giunta regionale ha messo in campo diversi progetti: dalle attività di volontariato in ambiti di pubblica utilità alle iniziative sportive all’agricoltura sociale per valorizzare le competenze dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale nel settore agricolo e pastorale, con particolare riferimento ai Centri di accoglienza ubicati nelle aree rurali.

Nella foto: un momento dell'incontro

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Fonte: Alguer







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