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Lo Stato ponga in essere una leale collaborazione con le autonomie territoriali nella gestione delle politiche di bilancio, la "ragione erariale" non può essere un principio tiranno. Anzi, nell'adozione di queste politiche il legislatore dispone di una discrezionalità "limitata" dagli effetti delle sentenze della Corte costituzionale, alle quali deve dare attuazione tempestivamente dopo la pubblicazione e comunque entro la prima manovra di finanza ad essa successiva.

Sulla base di questi principi, è arrivata la dichiarazione di illegittimità costituzionale delle disposizioni della legge di bilancio dello Stato sulle relazioni finanziarie con la Regione autonoma Sardegna nel triennio 2018-2020. Con la sentenza n. 6 (relatore Aldo Carosi) la Consulta ha ritenuto illegittimo l'articolo 1, comma 851, della legge n. 205 del 2017 "nella parte in cui non prevede, nel triennio 2018-2020, adeguate risorse per consentire alla Regione autonoma Sardegna una fisiologica programmazione nelle more del compimento, secondo i canoni costituzionali, della trattativa finalizzata alla stipula dell'accordo di finanza pubblica". La sentenza censura, tra l'altro, il ritardo con cui lo Stato ha dato attuazione alle precedenti pronunce della Corte.
   

Fonte: Ansa







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