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"Trasporti, Sanità, Scuola: la deriva sembra inarrestabile"

Nella mia veste di Segretario Cittadino dell’Unione Popolare Cristiana, di genitore e di algherese, impegnato da anni in politica, assisto incredulo e denuncio sconfortato la deriva che sembra inarrestabile, di settori importanti e strategici per la nostra Città, quali i Trasporti, la Sanità e, non ultimo, la Scuola, nel silenzio assordante della politica regionale di governo e di opposizione. Più volte, sulla stampa e nelle sedi Istituzionali locali e regionali, ho stigmatizzato il declino del nostro aeroporto ed i costi esorbitanti dei trasporti, in particolare dei traghetti da e per l’Isola che costringono i coraggiosi viaggiatori, turisti e non, a pagare costi enormi per trascorrere le vacanze da noi, con cifre degne di un mutuo.

In merito alla pietosa situazione degli Ospedali algheresi, assistiamo, da tempo, al tentativo (riuscito) di un progressivo smantellamento dell’Ospedale Marino di Alghero in cui, la cronica mancanza di anestesisti, impedisce da mesi di svolgere una regolare attività chirurgica, costringendo i pazienti (eufemismo) a rivolgersi ai privati oppure trasferirsi in altri Ospedali, degni di questa qualifica, nella Provincia od in altre più lontane sedi. Nondimeno è nota la inadeguatezza strutturale dell’altro Ospedale cittadino, detto Civile, dove recentemente non ha funzionato neppure la TAC. Poi ci meravigliamo se a livello nazionale, il Governo, vorrebbe eliminare i piccoli Ospedali Sardi, compresi i nostri, forse hanno capito che la politica regionale non è in grado di gestirli adeguatamente.

Infine il comparto Scuole cittadine che da tempo si avvia ad un inesorabile declino, con casi eclatanti come la chiusura, ormai da anni, dell’ Istituto Professionale per l’Agricoltura di Santa Maria La Palma, costringendo gli studenti ad emigrare nella città di Sassari. Oppure il recentissimo caso dell’IPIA (Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato) di Alghero, in cui da tre anni era attivo il Corso OSS (Operatori Socio Sanitari), frequentato anche da mia figlia, la cui 4^ classe è stata inopinatamente cancellata, per mancanza del numero minimo di studenti, costringendo i ragazzi che intendevano concludere il ciclo di studi a trasferirsi anch’essi a Sassari, con i disagi immaginabili e le difficoltà inerenti la continuità didattica, sbandierata ed auspicata da tutti.

In quest’ultimo Istituto, dopo alcune assemblee a cui hanno partecipato anche i vertici scolastici, si era addivenuto ad un accordo per scongiurare la chiusura del biennio finale, ovvero presentare al Dirigente una richiesta formale in tal senso, debitamente protocollata, come suggerito dal Dirigente medesimo, al fine di richiedere una deroga. Al contrario di quanto promesso ed assicurato, il Dirigente in questione non ha inoltrato alcuna richiesta di deroga e nemmeno di costituzione di una classe articolata, come avvenuto in altre città, per ultimo a Guspini, dove in una situazione analoga non sono stati chiusi i Corsi. Ritengo quindi molto grave che un Dirigente scolastico non abbia dato seguito ad un deliberato dell’assemblea e mi domando quali siano i reali motivi che lo hanno spinto a chiudere il corso.

Gianni Cherchi, 17 settembre 2018

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