I “versi diversi” di Bourama Diarra - Cronaca
SASSARI . È Bourama Diarra il vincitore del primo “Son’e Petra Poetry Slam” che conquista la giuria popolare rappresentativa del pubblico presente a questa seconda sfida a colpi di versi della nuova stagione poetica 2018/2019, organizzata dalla sezione sarda della Lega Italiana Poetry Slam, ospitata nei giorni scorsi all’interno della 4° edizione del Festival dei gesti dei sentieri e delle favole”, promosso dall’associazione culturale Bottega No-Made, con il patrocinio dei Comuni di Tempio e Bortigiadas.Bourama Diarra, 18 anni, originario di Koulikoro, in Mali, da due anni in Sardegna come richiedente asilo all’interno del centro di accoglienza straordinario “La Paduledda” di Trinità d’Agultu, ha partecipato per la prima volta ad un poetry slam con dei testi scritti durante l’attività di volontario e la frequentazione dei laboratori all’Officina dei Ragazzi del festival Props e che sono una metafora della sua vita e in generale della vita dei migranti che attraversano il mare verso un futuro migliore. Nei suoi versi, come nella sua vita, Bourama si sente “più forte e diverso dagli altri” e lavora con le mani e con il pensiero per portare avanti con impegno la sua passione, la scrittura, e condividere con gli altri quella che lui stesso definisce la sua “poesia sull’umanità”. Con la vittoria Diarra si qualifica alla prossima finale regionale sarda, diventando il primo richiedente asilo ad aggiudicarsi un poetry slam italiano, a dimostrazione che nel mondo del poetry slam nessuno è straniero e che la poesia e la cultura riescono a superare i confini. Terzo classificato il sassarese Alessandro Doro. Mauro Tedde

vedi su La Nuova Sardegna







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