Controlli e sanzioni: “Bene al Poetto, a quando a Cagliari?”

“Controlli e sanzioni della Municipale al Poetto e nelle altre zone marine: dal Comune ci informano delle attività  di vigilanza e di controllo che vengono effettuate con tutti i mezzi a disposizione, a piedi, in auto, in bicicletta, a terra e in mare, con l’ausilio della Guardia Costiera. Una garanzia per la sicurezza dei cittadini che vanno al mare.

Non altrettanto avviene in Città ed in tale senso vanno le scarse informazioni che vengono rese note sulle attività di prevenzione e di controllo sul rispetto delle regole, non solo da parte degli automobilisti, ma anche di chi utilizza il suolo pubblico a scopo commerciale. In questo settore, Cagliari è una Babele: ci sono concessioni nelle quali sono indicati in maniera puntuale quanti metri quadri, ombrelloni, tavolini e sedie un operatore può mettere in strada o in piazza, altre invece sono del tutto indeterminate, vedi quelle che si stanno rilasciando per il Corso, nelle quali si fa riferimento a documenti e planimetrie depositate in atti, ma non vengono in maniera chiara e specifica indicate le quantità e le tipologie di arredi  e nemmeno le superfici che possono occupare. Di controlli ed eventuali sanzioni non si ha finora notizia, anche se sono evidenti le tante “furbizie” alle quali ricorrono i vari esercenti e che i cittadini sono costretti a sopportare, essendo vane le loro lamentele e proteste. Così dicasi per le condizioni igienico-sanitarie nelle quali ogni giorno vengono lasciate le strade e le piazze concesse, sopratutto dagli organizzatori di manifestazioni. Una per tutte, la due giorni di venerdì e sabato nel Corso e in Piazza Yenne . smontati i gazebo, la mattina gli operatori ecologici del Comune si sono imbattuti in una quantità e tipologia di rifiuti in tollerabile. Agli organizzatori è fatto obbligo di tenere e di lasciare il suolo pubblico in ordine, come gli è stato consegnato in uso, ma evidentemente ” se ne fregano” e non pagano “dazio”.

I controlli dove stanno? La Municipale, ma anche gli Amministratori comunali se hanno effettivamente a cuore la vita della Città, perchè non chiedono notizie proprio agli operatori ecologici, donne e uomini che faticano a raccogliere l’immondezza nelle strade, cosa tutto viene lasciato da chi dovrebbe avere l’obbligo di pulire il suolo pubblico affidato in concessione? Sarebbe interessante e utile che a queste domande venisse data una qualche risposta”.

Marcello Roberto Marchi

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