Il primo volo di Paolo, campione di bocce disabile di Cagliari: “Troppo togo, grazie papà”

La bellissima favola di Paolo Puddu: 33 anni, nato a Sassari ma da sempre residente a Cagliari, laurea in tasca con 110 e lode come Operatore culturale per il turismo e medaglia d’argento in tasca dopo la finale nazionale di bocce paralimpiche a coppie avvenuta a inizio luglio a Lecce, in Puglia. Affetto da una tetraparesi spastica sin dalla nascita, ha sempre desiderato imitare, almeno una volta, suo padre Enrico (che ha 66 anni, fa il medico e, da civile, ha eseguito circa 1500 lanci col paracadute). E il grande sogno di Paolo di un “volo di libertà” si è cocretizzato il 9 luglio scorso a San Costantino Albanese, in provincia di Potenza, in Basilicata. Grazie al “volo dell’aquila”, un macchinario realizzato per consentire a tutte le persone – disabili inclusi – di poter fare un vero e proprio volo in tutta sicurezza, guardando il mondo dall’alto.

“Dal sei al nove luglio eravamo in Puglia per i campionati nazionali di bocce paralimpiche a coppie, Paolo ha conquistato la medaglia d’argento. Per festeggiare siamo andati in Basilicata”, racconta, contattato da Cagliari Online, papà Enrico, “avevamo già prenotato il volo speciale. Mio figlio era felicissimo, subito dopo l’atterraggio mi ha detto, grazie alla speciale lavagnetta attraverso la quale, muovendo gli occhi, si possono comporre le frasi, ‘troppo togo, grazie babbo!'”. Una bellissima emozione, e un regalo davvero unico per un ragazzo che porta i colori della Sardegna e dell’Italia agli onori delle cronache sportive nazionali.

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