Cagliari, in 50 per don Minutella: “Scomunicati dalla Chiesa? Questa è un’eresia”

Un pomeriggio tra prediche, messa in latino e consigli: don Alessandro Minutella arriva a Cagliari per la prima volta. E incontra una cinquantina tra cagliaritani e sardi, tutti nella “sala Cristallo” del Sardegna Hotel. E lui, il prete siciliano scomunicato dalla Chiesa e “messo al bando” dalla Diocesi di Cagliari, “chi va all’incontro sarà scomunicato”, trascorre tre ore circa con famiglie, bambini, giovani coppie e anziani. Quattro i “momenti” svolti da Minutella, arrivato anche in Sardegna con la statua della Madonna. Quello principale è la messa, rigorosamente in latino. E con le teste delle donne presenti coperte dalle velette bianche. Il prete anti-Bergoglio, prima della celebrazione, parla, e molto, della Chiesa moderna “gestita dalla massoneria” e la sua vera Chiesa, “tradizionale”.

E la scomunica annunciata dalla Diocesi di Cagliari per chi fosse andato a sentire Minutella viene tranquillamente ignorata, e quasi derubricata a livello di bega interna alla Chiesa stessa. Minutella, aiutato da due ragazze – le suore della comunità “Piccola Nazareth” – si scaglia contro Bergoglio, “un falso papa” e ne ha anche per la Diocesi cagliaritana. Ma, soprattutto, per tutti quei vescovi che “fanno entrare nelle chiese, profanandole, i musulmani”, come dice durante l’omelia. E i presenti ascoltano, senza battere ciglio. Un signore di circa 50 anni esce per recarsi al bagno: “Perché la chiesa ci dovrebbe scomunicare? Questa sì che è un’eresia”. 

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