Questa mattina, gli uomini della Capitaneria di porto–Guardia costiera di Olbia hanno posto sotto sequestro una rete abusiva lunga circa 300metri posizionata all’interno della zona B di riserva generale dell’Area marina protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo

Sequestrati 300metri di rete da pesca abusiva

OLBIA - Questa mattina (mercoledì), gli uomini della Capitaneria di porto–Guardia costiera di Olbia hanno posto sotto sequestro una rete abusiva lunga circa 300metri posizionata all’interno della zona “B” di riserva generale dell’Area marina protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo. L'attrezzo da pesca rinvenuto risultava, infatti, sprovvisto di qualsiasi etichetta identificativa che permettesse di risalire al proprietario, e conseguentemente, di verificare il possesso delle necessarie autorizzazioni per svolgere attività di pesca all’interno dell’Amp.

L’attività svolta dalla Motovedetta Cp608, conclusasi con il sequestro della rete da pesca, si inquadra in una più ampia serie di ripetuti controlli ambientali e sulla filiera ittica, quotidianamente posti in essere dal personale della Capitaneria di porto di Olbia, sotto il coordinamento del direttore marittimo, il capitano di Vascello Maurizio Trogu. Grazie al supporto fornito da un peschereccio che si trovava nelle vicinanze, la rete è stata issata e trasportata negli Uffici della Capitaneria di porto di Olbia per lo svolgimento di ulteriori indagini e gli adempimenti di legge.

La rimozione, oltre a garantire l’osservanza delle norme in materia di attività di pesca, ha un’importante rilevanza sul piano della sicurezza della navigazione, scongiurando altresì un danno ambientale, poiché l’attrezzo non segnalato, comportava il deterioramento dell’ecosistema marino all’interno dell’Area marina protetta ed un pericolo per i naviganti.

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