Così era previsto nelle vecchie linee del Piano regolatore del porto, oggi tutto da rifare secondo il decreto “correttivo porti” entrato in vigore nel febbraio scorso. La riforma stabilisce che il nuovo piano dovrà rispettare le linee portanti del piano regolatore di sistema portuale della Port Authority

«Le navi dalla banchina Segni non si toccano»

PORTO TORRES - «Le navi dalla banchina Segni non si toccano». Il consigliere comunale Franco Pistidda è categorico sulla opportunità di lasciare l’approdo che oggi ospita la Tirrenia e le Grandi Navi veloci alle navi passeggeri e alle grosse navi da crociera. Così era previsto nelle vecchie linee del Piano regolatore del porto, oggi tutto da rifare secondo il decreto “correttivo porti” entrato in vigore nel febbraio scorso. La riforma stabilisce che il nuovo piano dovrà rispettare le linee portanti del piano regolatore di sistema portuale della Port Authority ancora ai nastri di partenza.

Il nuovo documento strategico potrebbe stravolgere le vecchie linee guida che stabilivano la presenza delle navi di linea passeggeri e da crociera nella banchina Segni, la più vicina al contesto urbano. «Invito l’amministrazione a fare una valutazione attenta sul cambio di destinazione di quella banchina dove ci sarebbe l’intenzione di farne un porto turistico per ricevere grandi yacht, – sottolinea il consigliere di minoranza Franco Pistidda – se succederà questo chiederò l’intervento della Corte dei Conti per danno erariale, visto il finanziamento stanziato dalla Regione per realizzare la secca a favore dei giganti del mare».

In un porto ancora privo di servizi adeguati dove il 2017 ha segnato un incremento di passeggeri e merci «non si può pretendere di avere voli internazionali senza aver prima costruito la pista. Mancano ancora le condizioni per realizzare un grande porto turistico in quella banchina e si possono individuare altri spazi», aggiunge Pistidda. «Non ci vogliamo fossilizzare sul porto turistico – replica l’assessore alla Portualità, Marcello Zirulia – perché i tempi cambiano e il porto è una cosa dinamica e cambia in funzione del mercato che può determinare altre possibilità di sviluppo scegliendo ciò che è meglio per la città. Voglio credere al presidente Massimo Deiana che ha parlato di oltre 50 milioni di investimenti e ci sta dando delle risposte e un cronoprogramma».

E sulla banchina Segni sembra avere le idee chiare dettate dall’indirizzo della giunta. «Se non arrivano le navi da crociera la banchina rischia di diventare solo un monumento se le compagnie da crociera a Porto Torres non ci vogliono venire. Questo ce lo deve dire la Port Authority». Ma sui programmi dell’amministrazione è critico lo stesso consigliere Costantino Ligas che chiede un maggior coinvolgimento del consiglio comunale nelle scelte politiche sul porto e ribadisce la necessità di costituire una commissione portualità apposita per discutere delle sue potenzialità e del futuro di una realtà spesso trascurata. «Siamo stati eletti per amministrare, sia come maggioranza che come opposizione, – ha detto- e mi sembra che la giunta vada avanti senza considerare il consiglio che su questi temi potrebbe dire molto». Un potenziale inespresso e diverse soluzioni sul tappeto.

Il porto turritano fatica ad emanciparsi seppure in programma c’è il progetto del prolungamento dell’antemurale, l’opera da 34 milioni di euro e la resecazione del bacino storico per portarlo a meno dieci di profondità con l’avvio dei lavori dopo l’estate. Ma c’è ancora il porto turistico che attende di essere gestito. «Trovarsi in commissione, dopo tre anni di consiliatura, per aprire dei ragionamenti sulla portualità, implica una nota critica da parte del sottoscritto in considerazione di tutto il tempo perso – commenta il consigliere Alessandro Carta - mi chiedo, ad esempio, cosa stia facendo l'amministrazione per risolvere lo scempio del molo turistico che si trova in pieno stato di abbandono da mesi, visto che ancora non vi è traccia del nuovo bando di concessione e che anche questa estate trascorrerà nel totale degrado e disagio».

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