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Nell’ambito dell’azione a tutela delle entrate a contrasto dell’evasione fiscale, le Fiamme gialle di Sarroch hanno concluso un controllo nei confronti di un cittadino proprietario di un immobile dato in locazione durante il periodo estivo

Scoperti 4mila euro di affitti non dichiarati

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PULA - Nell’ambito dell’azione a tutela delle entrate a contrasto dell’evasione fiscale, le Fiamme gialle di Sarroch hanno concluso un controllo nei confronti di un cittadino proprietario di un immobile di Pula, dato in locazione durante il periodo estivo. L’input per l’attività ispettiva scaturisce da una preliminare attività di acquisizione di dati e notizie estrapolati dai vari siti internet specializzati nelle locazioni turistiche che pubblicizzano ville ed appartamenti nelle più note località turistiche di Pula e Domus De Maria.

Una volta ricondotto l’immobile all’effettivo proprietario ed effettuati incroci ed analisi dei dati contenuti nei database in uso alla Guardia di finanza, è emerso che l'uomo ha omesso di dichiarare importi derivanti da canoni di locazione relativi all’immobile affittato a vacanzieri per il 2014, per una cifra complessiva di 4mila euro. Dall’inizio dell’anno, l’attività delle Fiamme gialle di Cagliari nello specifico comparto ha condotto alla scoperta di proventi sottratti al Fisco per un totale di oltre 1.836.000euro.

Fonte: Alguer

SASSARI. La cosa più difficile che ha dovuto fare Alessandro Medas martedì notte, quando è rientrato a casa dopo aver subìto una brutale aggressione in via Solari, è stata riuscire a convincere la moglie e le due figlie – nonostante il sangue che gli colava sul viso e il forte dolore alla costola – a non preoccuparsi per lui.

È per questo motivo, per correre a casa e provare a tranquillizzare i suoi cari, che martedì notte dopo aver chiamato il 113, il vigile urbano di 53 anni ha rifiutato l’intervento del 118 e si è recato all’ospedale solo il giorno successivo.

Ieri, con il referto dei medici del pronto soccorso, che gli hanno assegnato trenta giorni di cure per una costola incrinata e una contusione in testa, l’uomo si è presentato in questura e ha raccontato nei minimi dettagli agli investigatori della squadra mobile quello che aveva già riferito agli uomini della Volante la notte della rapina.

Le indagini e la caccia agli aggressori erano già scattate tre notti fa, dopo la denuncia verbale dell’uomo davanti ai lampeggianti blu della polizia nel buoi pesto di via Solari.

L’agente della polizia locale, al momento in attesa di stabilizzazione, martedì aveva trascorso la serata all’interno della biblioteca Pigliaru, in viale Mancini, per studiare in vista di un concorso pubblico.

«Sono uscito verso le 23 - racconta Medas - e a piedi ho attraversato mezza città a piedi come ho fatto tante altre volte, senza aver avuto il minino timore. Dopo aver percorso via Università - aggiunge - ho tagliato per piazza Tola e poi ho svoltato in via Lamarmora e proseguito poi per il ponte di Rosello e via Pascoli. Dopo aver attraversato via Bellini - spiega il vigile urbano - ho svoltato in via Solari e lì è cambiato tutto. La via era così buia - spiega - che per guardare dove mettevo i piedi ho dovuto usare la luce del telefonino».

E proprio in quella strada completamente deserta che l’uomo è stato aggredito brutalmente da due uomini che lo hanno affiancato in macchina e poi rapinato. Dopo le botte i due sono fuggiti con un computer che Alessandro Medas aveva a tracolla. «La cosa che mi ha fatto più male - ha ribadito ieri mattina l’uomo dopo aver lasciato l’ospedale - è stata l’indifferenza delle persone, almeno una quindicina, che sono transitate in macchina mentre quei due mi massacravano e minacciavano di ammazzarmi. Nessuno ha suonato il clacson o composto il 113 per riferire quello che stava accadendo». Il buio pesto in via Solari e in gran parte del quartiere di Latte Dolce è dovuto a un corto circuito al “quadro 48” che serve la parte alta del quartiere e che la società Engie – che monitora i 15.600 punti luce della città – sta cercando da qualche giorno di risolvere. «È preoccupante quello che è accaduto - spiegano i lavoratori del centro di accoglienza del Pime - questa zona la sera è già poco trafficata, con il buio pesto diventa molto pericolosa». E intanto ieri mattina il vigile aggredito ha ricevuto a Palazzo Ducale la solidarietà del sindaco

Fonte: La Nuova Sardegna

SASSARI. Una discarica abusiva realizzata negli spazi interni dell’ex depuratore comunale di Caniga. La scoperta è stata fatta dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari impegnati in questi giorni in una attività di controllo che riguarda il panorama provinciale dei depuratori ad uso pubblico e privato. Quando i militari - guidati dal tenente colonnello Giorgio Sanna - sono entrati nella struttura nella borgata di Caniga (in disuso ormai dal 2010) si sono resi conto che in un’area di circa quattro ettari era stata realizzata una vera e propria discarica a cielo aperto.

L’analisi della situazione ha permesso di accertare la presenza di rifiuti speciali pericolosi e non. Cumuli di carcasse di vecchi ciclomotori, pneumatici fuori uso, accumulatori al piombo esausti, resti di elettrodomestici, fusti di vernici e diluenti sintetici, nonché altri rifiuti di varie tipologie.

C’è voluto poco per stabilire che una simile situazione di degrado può determinare una “possibile contaminazione delle matrici ambientali”, e per questo i carabinieri del Noe hanno proceduto al sequestro di tutta l’area interessata, vasta circa quattro ettari.

Nel frattempo sono scattate le indagini per chiarire fino in fondo che cosa è successo nel corso degli anni, per stabilire le responsabilità e cercare di capire chi ha dato il via e poi proseguito con l’inquinamento.

I terreni dove è nata e si è sviluppata la discarica sono in parte recintati e comprendono gli impianti tecnologici, in disuso. E qui si apre un altro capitolo, perché dagli accertamenti eseguiti risulterebbero ancora ricolmi di acque reflue maleodoranti.

A conclusione dell’ispezione, i militari del Noe hanno depositato una informativa alla procura della Repubblica di Sassari, che ha convalidato il sequestro dell’intero impianto.

L’attività investigativa - sulla base dei rilievi eseguiti e di alcuni reperti raccolti - prosegue ora per sviluppare tutte le attività utili all’identificazione dei responsabili che hanno allestito la discarica senza alcuna autorizzazione e, soprattutto, nella totale inosservanza delle normative di tutela ambientale.

L’attività di controllo prosegue e interesserà anche altre realtà del territorio dove sarebbero state create situazioni analoghe, anche in aree private. Quello delle discariche non autorizzate è un problema grave

Fonte: La Nuova Sardegna

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Votata all’unanimità in Comune la mozione di Mario Pala (Pd) che avverte: «Attacco in corso contro la facoltà di Medicina»

SASSARI. Consiglio comunale compatto nella difesa del Policlinico Sassarese. Ieri la mozione presentata da Mario Pala (Pd) e dalla maggioranza contro la chiusura del presidio ospedaliero in bilico dopo la revoca dell’accreditamento, è stata votata all’unanimità e aggiunge nuovo vigore alla battaglia che la città ha aperto per il salvataggio della struttura in crisi e di 200 posti di lavoro.

Pala ha anche fatto una chiamata a raccolta per vigilare sul futuro dell’intera sanità sassarese e ha parlato di un “attacco” in corso alla facoltà di Medicina. Parole che hanno destato nuova preoccupazione, in un momento in cui il caso Policlinico ha fatto riemergere gli effetti che la riforma della rete ospedaliera ha portato nel Sassarese e nel Nord Ovest della Sardegna. «La creazione del Mater Olbia ha inferto un colpo ai nostri territori e avrà effetti anche a Nuoro». Pala, che è anche medico cardiologo, ha voluto ricordare che per il Policlinico non è stata ancora trovata una soluzione definitiva e perciò occorre l’impegno di tutti, sia da parte dell’amministrazione comunale con iniziative politiche, sia da parte dei cittadini».

Un appello raccolto, appunto, da tutte le forze politiche in consiglio. È stato per primo Manuel Alivesi (Forza Italia) a proporre che l’assemblea civica facesse sua la mozione di Mario Pala: «Non siamo più disposti a perdere niente», ha detto lanciando la proposta di un consiglio comunale aperto alla cittadinanza non solo sul Policlinico Sassarese, ma anche sulla crisi di ruolo della città. A non abbassare la guardia ha invitato anche Francesco Era (Centro Democratico) perchè la casa di cura di viale Italia «svolge un servizio pubblico nell’assistenza». «Continuano a essere troppi i viaggi della speranza dei sardi verso gli ospedali della penisola e per questo non possiamo assistere alla diminuzione di assistenza sanitaria nella nostra città e nel nostro territorio», ha aggiunto».

I pentastellati Maurilio Murru e Desirè Manca hanno affermato che «votiamo a favore per solidarietà nei confronti de i lavoratori e dei pazienti». Murru ha polemizzato sulla passerella di politici e sulle dichiarazioni «che in questi giorni abbiamo sentito da esponenti del Pd: ebbene, sono loro i carnefici della crisi di questa città». Stesse dichiarazioni forti da parte di Desirè Manca: «Non è forse il Parito Democratico a governare Sassari e la Regione? E allora sono loro i responsabili». «Ma senza restare uniti non si vincono le battaglie – ha risposto il sindaco Nicola Sanna

–. Su questo dobbiamo impegnarci e nella vicenda del Policlinico, la cui crisi è originata sia dai ritardi, negli anni, delle erogazioni da parte della Regione sia dalla stretta creditizia, l’amministrazione comunale ha dato il suo sostegno facendo la sua parte e continuerà a farlo».

Fonte: La Nuova Sardegna

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La balenottera spiaggiata a Platamona venne recuperata solo dopo due mesi Ora è in Veterinaria in attesa dell’allestimento del “cimitero del mare” a Sorso

SORSO. Moby Dick spegne la prima candelina e mastica amaro in attesa di una nuova casa. Il trapasso della balenottera spiaggiata il 16 novembre del 2017 lungo il litorale di Platamona, e poi recuperata dopo due mesi di défaillance burocratiche, è quasi compiuto: il lavoro del dipartimento di Medicina veterinaria dell’università sullo scheletro del cetaceo terminerà entro due mesi. Il passo successivo sarà l’allestimento a Sorso in un’esposizione permanente. Il progetto del cimitero del mare, presentato dal Comune di Sorso in Rete metropolitana, prevede però oltre due anni di lavori per approntare l’esposizione nell’ex sala congressi della biblioteca comunale. Ma l’amministrazione sorsense è pronta ad accelerare installando lo scheletro anche se il locale è inagibile.

Il prossimo mese di gennaio la balenottera rischia di ritrovarsi nelle stesse condizioni dello stesso mese di quest’anno: senza una casa. Con la differenza che questa volta le “ossa bollenti” saranno ancora in mano al dipartimento universitario. Gli specialisti del dipartimento di Medicina veterinaria dell’università di Sassari sono infatti arrivati alle battute finali del cantiere. «Il lavoro prosegue bene – spiega il direttore scientifico del progetto, il docente Marco Zedda –. Abbiamo già cominciato a lavorare sulla testa e quasi le vertebre sono praticamente già pronte. Inoltre, stiamo effettuando delle prove per valutare l’aspetto finale dello scheletro con vernici protettive trasparenti». «Il lavoro è arrivato più o meno 70 per cento – aggiunge il docente – e credo che serviranno ancora un paio di mesi di lavoro. Dopo di ché penseremo alla fase di montaggio, che valuteremo insieme al Comune». Significa che la tempistica della realizzazione del piedistallo per esporre la regina del mare dipenderà molto dalla soluzione che verrà scelta. In ogni caso ci vorrà altro tempo.

Nelle scorse settimane sul tavolo della Rete metropolitana è approdato un progetto da 200mila euro – nella prima bozza lo stanziamento previsto ammontava a 400mila – proposto dal Comune e innestato nel cluster degli attrattori culturali. Il titolo è “Creazione di un centro documentale sul mare all’interno del polo culturale della Billellera (Pelagos)”, un nome elegante per disegnare quella che sarà la casa eterna dei cetacei. Sì, perché l’idea dell’amministrazione comunale prevede che tutti gli scheletri dei mammiferi marini che si spiaggiano sui litorali dei Comuni del Nord Ovest (che fanno parte della rete Pelagos) vengano accolti nel centro culturale della Billellera, che manderà in pensione la sala congressi (l’unica) oggi a disposizione della città. Il progetto è ambizioso ma ha un punto debole: la tempistica. Dal momento in cui verrà approvato dalla Regione, si stima che l’intervento – fase di progettazione, appalto, lavori e collaudo – verrebbe realizzato non prima di 28 mesi. Attendere la realizzazione del progetto rischia di rimettere Sorso al centro dell’attenzione ancora una volta.

Ecco quindi che il Comune è deciso a premere sull’acceleratore per trovare una casa per Moby Dick. «La sala della biblioteca non è agibile ma l’esposizione itinerante

si può fare tranquillamente – spiega il capogruppo di maggioranza, Agostino Delogu – consentendo l’ingresso ai visitatori in piccoli gruppi. E non è detto che lo scheletro non possa andare in un altro luogo. Come nell’ex caserma. L’importante è sempre reperire più soldi possibili».

Fonte: La Nuova Sardegna

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Iniziativa pacifica ieri mattina davanti ai 49 alloggi popolari: i lavori sono fermi Dovevano essere eseguiti gli allacci fognari. Sentenza del Tar, attesa la decisione

PORTO TORRES. Gli assegnatari dei 49 alloggi a canone sostenibile hanno trovato ieri mattina un cantiere completamente vuoto di lavoratori e l’erba alta davanti alle abitazioni di via Falcone-Borsellino. Le famiglie degli aventi diritto si erano messe d’accordo il giorno prima per andare a vedere con i loro occhi l’inizio dei lavori previsti per completare le opere di urbanizzazione – così come avrebbe assicurato l’amministrazione comunale – e il risultato era evidente davanti ai loro occhi: tutto fermo.

«Mercoledì mattina siamo andati in comune per parlare con l’assessore ai Lavori pubblici – ricorda un assegnatario –, dopo il consiglio comunale, e davanti a noi ha telefonato alla ditta che doveva occuparsi degli scavi per le fogne: ci ha garantito che oggi (ieri, ndc) avrebbero iniziato i lavori, ma all’atto pratico siamo davanti alle case e non si vede nessuna persona dentro il cantiere». Gli assegnatari dicono che ogni giorno passano davanti alle case per verificare lo stato degli interventi programmati dal Comune e si rendono conto che finora crescono solo erbacce, che aumentano di volume dopo le ultime piogge.

«Ci sono famiglie che vivono ancora dentro degli spogliatoi – aggiunge un altro che aspetta la nuova casa –, altri che hanno disabili nel nucleo familiare e altri ancora che percepiscono una pensione minima e hanno ricevuto lo sfratto esecutivo da settimane: non possiamo più aspettare e chiediamo al sindaco e alla giunta di provvedere alla consegna degli alloggi prima di Natale». Il Tar nei giorni scorsi ha accolto i due ricorsi presentati da famiglie numerose che erano state escluse dalla graduatoria comunale degli aventi diritto dei 49 alloggi, perché la commissione comunale non avrebbe valutato con attenzione i requisiti autocertificati delle famiglie ricorrenti. L’amministrazione comunale deve decidere se procedere al ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, allungando decisamente tutta l’iter procedurale che porta all’assegnazione delle abitazioni. Oppure andare per le vie più brevi, ossia rendere esecutive le stesse sentenze e provvedere celermente alla modifica definitiva della graduatoria.

«Il vicesindaco Zirulia ci ha detto che sta ancora aspettando la decisione dell’avvocatura del Comune per quanto riguarda la decisione finale se ricorrere o meno verso la decisione del Tribunale amministrativo – conclude un capofamiglia –, però questo non toglie che si sono rivelate non vere le promesse fatte dagli amministratori sul fatto

che già da giorni sarebbero dovuti iniziare i lavori per gli allacci fognari e altre urbanizzazioni. A lato delle abitazioni si formano vere e proprie piscine quando piove e anche nella parte superiore delle facciate delle nuove case si vedono crepe ancora prima di essere consegnate.

Fonte: La Nuova Sardegna

BONORVA. In una puntata dedicata alla Sardegna non poteva mancare il celebre nuraghe di Santu Antine. Ciò che invece non era scontato è che nella prossima stagione delle trasmissioni di Alberto Angela, divulgatore scientifico e noto volto televisivo, potesse comparire anche la necropoli di Sant’Andrea Priu, in territorio di Bonorva. È questa la sorpresa arrivata durante il tour che il famoso conduttore-paleontologo sta facendo nell’isola e che nei giorni scorsi ha fatto tappa – blindatissima – nel Meilogu. A santu Antine, appunto, ma anche a Sant’Andrea Priu.

L’antefatto. Tutto è nato un anno fa da una passeggiata di dieci chilometri che Massimo D’Agostino, sindaco di Bonorva, ha fatto per raggiungere il nuraghe Santu Antine, dove si stavano svolgendo i sopralluoghi della troupe di Alberto Angela. Il divulgatore scientifico era accompagnato dall’archeologa della Soprintendenza Nadia Canu. Nonostante fosse ormai l’imbrunire, il gruppo si è spostato alla necropoli di Sant’Andrea Priu a Bonorva, accolto dalla coop Costaval che gestisce il complesso.

Una scelta azzeccata. Qui non solo è presente una delle più importanti necropoli neolitiche a Domus de Janas della Sardegna, con ben 20 tombe, tra cui la monumentale Tomba del Capo, riutilizzata in età romana e bizantina e medievale, ma sono in corso approfonditi scavi che stanno mettendo in luce un vasto insediamento romano. L’importanza e la complessità del sito, con gli ipogei dipinti e decorati, ma anche il suo contesto paesaggistico, a un passo dal parco di Mariani, hanno evidentemente convinto gli autori, che l’hanno inserito nelle riprese programmate per il 2018.

Lavoro di gruppo. Ai preparativi per la sistemazione dell’area hanno collaborato in tanti: il personale del Comune, coordinato dall’ing. Floriana Muroni; gli operai dell’Agenzia Forestas con base a Mariani, il personale impegnato negli scavi in corso, seguiti sul campo dall’archeologo Franco Campus. Infine le forze dell’ordine operanti sul territorio, in primo luogo carabinieri e polizia municipale.

La puntata. Una splendida giornata degna della migliore estate di San Martino ha fatto il resto, illuminando di caldi raggi di sole l’incantevole cornice della valle di Santa Lucia. Il sito è stato chiuso al pubblico per le riprese. Sul set il conduttore è stato assistito dall’archeologa della Soprintendenza Nadia Canu e dalle operatrici della Coop. Costaval. Durante le brevi pause del lavoro, condotto a ritmi serratissimi, c’è stato il tempo per Alberto Angela di gustare la specialità culinaria di Bonorva: pane a fittas (zichi al sugo) recapitato direttamente sul sito dal vicino agriturismo “Sas Abbilas”. «Non è stato facile convincere gli autori e Alberto Angela che la Sardegna archeologica non è solo nuraghi» ha scritto nel suo profilo Facebook l’archeologa Nadia Canu. È in effetti la prima volta che obiettivi tanto importanti puntano sulle domus de janas decorate, monumenti per cui si sta cercando di ottenere il riconoscimento Unesco.

I progetti. A Bonorva l’amministrazione comunale sembra puntare molto su questo patrimonio. Oltre un milione di euro sono stati destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico.

Fonte: La Nuova Sardegna

Il deputato e commissario regionale della Lega Salvini Sardegna Eugenio Zoffili ha annunciato il programma della visita di due giorni di Matteo Salvini prevista in Sardegna giovedì 22 e venerdì 23 novembre

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CAGLIARI - Il deputato e commissario regionale della Lega Salvini Sardegna Eugenio Zoffili ha annunciato sul suo profilo Facebook il programma della visita di due giorni di Matteo Salvini (il “Tralagente in Sardegna”) prevista in Sardegna giovedì 22 e venerdì 23 novembre. Triplo appuntamento giovedì, alle 16 ad Olbia ed alle 18.30 a Nuoro (per due eventi con la cittadinanza).

La giornata si chiuderà a Tortolì, dove alle 21, è in programma l'inaugurazione della nuova sede della Lega in Ogliastra. A seguire, cena aperta al pubblico.

Il venerdì sarà cagliaritano, con la presentazione alla stampa del 34esimo Congresso del Partito sardo d’azione, nella Sede nazionale, in Viale Regina Margherita 6, con i dirigenti del partito. A seguire, il pranzo aperto al pubblico. Ulteriori informazioni e dettagli verranno diffusi nei prossimi giorni.

Nella foto: Matteo Salvini

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Fonte: Alguer

I Carabinieri della Compagnia di Ottana hanno arrestato un uomo, già noto alle Forze dell´ordine, in ottemperanza all’ordine di carcerazione per svariati reati, emesso dalla Procura della Repubblica di Nuoro. L’uomo è stato rintracciato è stato accompagnato nella Casa circondariale di Badu e Carros di Nuoro

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OTTANA – I Carabinieri della Compagnia di Ottana hanno arrestato un 50enne, già noto alle Forze dell'ordine, in ottemperanza all’ordine di carcerazione per svariati reati, emesso dalla Procura della Repubblica di Nuoro. L’uomo è stato rintracciato e, condotto in Caserma e, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato nella Casa circondariale di Badu e Carros di Nuoro.

Fonte: Alguer

La risonanza magnetica e l’ecografia costituiscono due dei principali metodi diagnostici utilizzati in campo medico per individuare, in maniera rapida e preventiva, le patologie che potrebbero potenzialmente dare luogo a complicanze per l’organismo.

Entrambe le metodologie rientrano nella diagnosi per immagini che identifica l’insieme di esami clinici volti ad analizzare lo stato di salute degli organi interni (viscere) che altrimenti non potrebbero essere visibili ad occhio nudo. In particolare, la radiologia svolge un ruolo di primaria importanza: il radiologo, infatti, ha il compito e le capacità tecniche per leggere e interpretare i dati prodotti da lastre, risonanze magnetiche, tac ed ecografie svolte dal paziente, evidenziando - laddove necessario - lo stato patologico.

Che cosa è la risonanza magnetica

La Risonanza magnetica (RM) è un esame diagnostico non invasivo mediante il quale è possibile indagare eventuali patologie degli organi interni, senza dover ricorrere ad operazioni chirurgiche, ma affidandosi all’azione delle onde elettromagnetiche a radiofrequenza (RF) e campi statici di induzione magnetica generati dal macchinario stesso.

Oltre alla nota risonanza magnetica tramite onde elettromagnetiche, ne esistono altre due tipologie:

  • Risonanza magnetica con mezzo di contrasto: viene eseguita tramite l’iniezione di una particolare sostanza paramagnetica in vena ed è indicata soprattutto per la diagnosi di malattie infiammatorie e neoplastiche (tumori e leucemie);
  • Risonanza magnetica aperta: ha una durata di 30  minuti ed è specifica per particolari categorie di persone (come anziani, bambini e soggetti affetti da obesità) che presentano difficoltà nel sottoporsi alla risonanza magnetica classica (quella svolta all’interno di un macchinario dallo spazio vitale ridotto).

La recente tecnologia ha sviluppato una nuova modalità di esecuzione di questo esame attraverso l’uso di bobine. Prima di sottoporsi all’esame medico, al paziente vengono applicate in prossimità della zona sottoposta a diagnosi delle piccole bobine, ossia fasce sagomate che si adattano alla regione anatomica da analizzare. Successivamente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno del macchinario e, dopo pochi minuti, l’esame si conclude. Durante la risonanza sono udibili rumori di intensità variabile derivanti dal funzionamento del campo magnetico prodotti dall’apparecchio, a cui è possibile porre rimedio mediante l’utilizzo di tappi per le orecchie. Il ricorso a questo tipo di esame è particolarmente indicato per la diagnosi di patologie riguardanti la colonna vertebrale, nonché encefalo, pelvi, addome e il sistema muscolo-scheletrico.

Lo Studio Radiologico Dimaraggi, importante centro radiologico a Cagliari, grazie ad un team altamente qualificato e alla tecnologia all’avanguardia che consente di eseguire la risonanza magnetica in maniera rapida ed efficace, saprà occuparsi della tua salute nel migliore dei modi. Infatti, in virtù dell’esperienza pluriennale nel settore, i medici che operano all’interno di queste strutture le hanno rese un polo innovativo di rilievo.

Ecografia: le differenze con la risonanza magnetica

L’ecografia appartiene, insieme alla risonanza magnetica, alla categoria della diagnostica per immagini. Nonostante entrambe condividano la natura non invasiva nella fase di diagnosi, tuttavia la risonanza basa il proprio funzionamento sulle onde elettromagnetiche, mentre l’esame ecografico prevede l’utilizzo di particolari onde sonore - non udibili dall’orecchio umano - che vengono emesse da sonde appoggiate sulla specifica area del corpo del paziente da prendere in analisi.  Questi ultrasuoni non sono in grado di raggiungere il sistema scheletrico e le strutture interne alla scatola cranica, ma trovano campo d’azione nello studio di organi come mammella, fegato, tiroide, muscoli e nell’individuazione di noduli di diversa natura. 

 Per un consulto medico specialistico su quale esame diagnostico sia più adatto alle tue esigenze, rivolgiti allo Studio Radiologico Dimaraggi, vera e propria eccellenza tra i centri radiologici Cagliari. Una equipe medica specializzata è alla continua ricerca dei sistemi diagnostici più avanzati per garantirti massima sicurezza e una diagnosi precisa della tua patologia.

 

"L’agricoltura oggi più che mai è percepita come un bene collettivo, un mezzo di coesione sociale, dove l’accoglienza, l’ospitalità e la solidarietà sono punti di forza per l’abbattimento delle disuguaglianze di ogni genere. In questo contesto l’offerta multifunzionale dell’impresa agricola assume un ruolo strategico per le molteplici possibilità occupazionali che offre alle persone".


Questo passaggio del messaggio dei Vescovi per la Giornata del Ringraziamento 2018 riassume bene il tema e l’iniziativa messa in campo dai soci di Coldiretti Sardegna per la Giornata Regionale che si tiene sabato 17 novembre, ad Arborea in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni dall’avvio delle bonifiche e che ha messo al centro proprio l’ambiente e la solidarietà.
Per l’occasione Coldiretti Sardegna ed i suoi soci vogliono riflettere sui cambiamenti climatici che oggi più che mai richiedono una nuova “bonifica” culturale più che colturale, per rispondere al grido di dolore della natura che si esprime con violente ed estreme calamità (siccità 2017 – alluvioni e tornado 2018), tema sul quale Coldiretti Sardegna ha chiesto la convocazione di un Forum politico permanente.

 
Oltre a ricordare e riflettere sui temi al centro della Giornata del Ringraziamento che saranno curati da Don Mario Tanca, la riflessione si allargherà appunto sui cambiamenti climatici e sulla necessità di quali iniziative assumere.  
Nella piazza Maria Ausiliatrice per tutta la mattina ci sarà il mercato di Campagna Amica con le aziende e le eccellenze di tutta la regione. Contemporaneamente ci saranno tante altre iniziative rivolte ai bambini e agli adulti. I laboratori su terra e sostenibilità, una commedia in limba, l'esposizione dei mezzi ed attrezzature agricole. prevista anche la messa nella parrocchia del Redentore officiata dal vescovo di Oristano monsignor Ignazio Sanna.
Nonostante le annate difficili con le calamità naturali che stanno colpendo pesantemente l’agricoltura sarda, le aziende agricole non dimenticano chi sta peggio e lo spirito solidaristico proprio da sempre del mondo delle campagne, ed in occasione della Giornata mondiale del povero (in calendario domenica 18), doneranno, in collaborazione con il Vescovo, i loro prodotti mettendoli a disposizione di quella rete associativa che si occupa di quelle fasce della popolazione più marginali. In particolare alla Mensa del Povero curata dalle Suore Giuseppine e alla Caritas Diocesana.

Fonte: Sardegna Oggi





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