Sabato 23 febbraio dalle 10 presso lo Spazio Eventi al secondo piano della  MEM, si svolgerà il primo corso per i volontari della Croce Rossa Italiana, organizzato dal Comitato Regionale CRI Sardegna, dedicato all’attività “Meet, Test & Treat”.

La campagna è svolta in collaborazione con la Fondazione Villa Maraini, l’agenzia della Croce Rossa Italiana per le tossicodipendenze, ed è finalizzata alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

La campagna Meet, Test & Treat ha come obiettivo principale quello di diffondere la cultura della prevenzione nelle fasce della popolazione più vulnerabili ad alto rischio di trasmissione, anche somministrando gratuitamente i test rapidi pre-diagnostici di HIV e HCV al fine di diminuire sensibilmente il rischio di contagio ed avvicinare sempre più persone alle eventuali cure.

L'articolo A Cagliari il primo corso per i volontari della Croce Rossa proviene da Casteddu On line.

Fonte: Casteddu on Line

Novembre, dicembre, gennaio e febbraio: quattro mesi durante i quali i lavoratori “incastrati” nell’appalto esterno che svolgono servizi di portierato e lavori esecutivi nelle varie facoltà cagliaritane hanno atteso una mossa dai piani alti dello stesso ateneo. C’è un taglio di ore, in alcuni casi, e di soldi. Tanti denari in meno, “anche quattrocento, partendo da una paga mensile di 700-800 euro diventa una mazzata alla quale è difficilissimo resistere”. Così, 4 mesi dopo, nuova protesta sotto le finestre del rettorato di via Università.

“Abbiamo messo di mezzo anche avvocati esperti per formalizzare una proposta per trovare una soluzione, facendo una regolare richiesta di accesso agli atti che però, dopo due mesi, rimane ancora tale”, spiega Nella Milazzo della Filcams Cgil, “la Del Zompo continua a ignorare il dramma che stanno vivendo centinaia di lavoratori. O arriva una svolta o sono pronti a non lavorare, di fatto paralizzando tutte le facoltà perché non verranno ad aprire i cancelli”.

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Fonte: Casteddu on Line

 © ANSA

(ANSA) - CAGLIARI, 18 FEB - "La cultura può giocare un ruolo importante per la Sardegna: quello che è stato fatto finora è insufficiente". Lo ha detto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli in una conferenza stampa all'aeroporto di Cagliari insieme con il candidato governatore del M5s Francesco Desogus e il senatore M5s, Gianni Marilotti. "Non si è fatta programmazione sui collegamenti dalle zone più note all'interno, nessuno è andato nei luoghi più affollati a far vedere altre parti della Sardegna. È stata fatta solo pubblicità, ma questo non basta", ha aggiunto. Bonisoli preme per un cambiamento. "La civiltà dei nuraghi è unica al mondo, ma va colonizzato il patrimonio etnografico. Penso alla festa del redentore a Nuoro: sentitissima, ma fuori dall'isola non è così conosciuta. Se questo non è successo è perché evidentemente chi governava ha dato spazio ad altre priorità".
    "Per valorizzare il patrimonio culturale sardo bisogna renderlo fruibile. Primo, bisogna programmare i sistemi di trasporto perché, da mia esperienza, quando mi sono informato sui mezzi pubblici di collegamento con le zone interne, ho capito che era difficile raggiungerle. Unica alternativa è l'auto a noleggio, ma questo taglia già una fetta di turisti", ha aggiunto il ministro. "In secondo luogo bisogna creare intorno ai siti degli eventi per creare l'effetto alone".
    (ANSA).
   

Fonte: Ansa

Serve inserire una clausola che garantisca di raggiungere l’obiettivo di un euro per il prezzo del latte pagato ai pastori.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che è necessario ora che sulla bozza di accordo sul prezzo del latte ovino in Sardegna si pronuncino i pastori impegnati da dieci giorni in una dura vertenza. L’acconto iniziale di 72 centesimi al litro è peraltro motivo di insoddisfazione perché - sottolinea la Coldiretti – si trova sotto i costi variabili medi di produzione certificati dal recente studio Ismea elaborato per far luce sulla crisi del settore.

Non mancano però risvolti positivi nell’accordo come – continua la Coldiretti -la volontà di inserire la presenza dei pastori nell’amministrazione del Consorzio di Tutela, con l’attuale gestione che si è dimostrata inadeguata nello svolgere i compiti di valorizzazione, e la nomina di un Prefetto per verificare eventuali errori e violazioni ma anche per controllare la legalità delle operazioni di ritiro del pecorino da destinare agli indigenti con le risorse pubbliche. Importante – precisa la Coldiretti - è anche l’impegno per il passaggio delle quote di produzione ai pastori e il monitoraggio del rispetto dei livelli produttivi di produzione il cui superamento è stata la causa principale della crisi.

Va riconosciuto infine – afferma la Coldiretti - l’impegno del Governo e della Regione Sardegna che per questa operazione hanno messo sul piatto per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato e anche quello delle catene distributive che si sono impegnate a riconoscere ai fornitori un valore, all'acquisto del pecorino, in grado di assicurare agli allevatori il prezzo di 1 euro al litro ed anche a realizzare campagne promozionali come il pecorino day promosso dagli agricoltori di Campagna Amica.  

 

Fonte: Sardegna Oggi

Latte: Centinaio, misure strutturali per arrivare a 1 euro © ANSA

ROMA - Sono necessarie misure strutturali per portare il prezzo del latte ovino a un euro: lo ha detto oggi il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sen. Gian Marco Centinaio, ospite della trasmissione 'Uno Mattina' della Rai. "A un euro ci si arriva, ma in base alla richiesta e al prezzo di mercato al quale il pecorino deve arrivare - ha rilevato il ministro - e quindi le industrie di trasformazione ci dicono che ora non riescono ad arrivarci. Con tutte le operazione che mettiamo in campo, l'obiettivo è appunto arrivare oltre l'euro che chiedono i pastori".

Centinaio ha quindi citato la proposta di "nominare un prefetto che si occupi di gestire, analizzare e fare indagini sui potenziali abusi, controllare eventuali violazioni della legge da parte della filiera. Noi stiamo parlando di una Dop, una eccellenza della nostra enogastronomia. Se ci fosse latte, come dice qualcuno, proveniente dalla Romania, allora sarebbe un problema. E quindi è giusto fare i controlli".

Il ministro ha inoltre osservato che "in questo momento c'è un problema", riferendosi alla "non richiesta del mercato" e alla conseguente "produzione al di sopra delle richieste" e al calo del prezzo. Per Centinaio è "interessante" la proposta di 72 centesimi per i mesi di febbraio, marzo e aprile per poi arrivare a novembre con un saldo che prende in considerazione il prezzo medio del latte da novembre dello scorso anno a questo. A questa proposta, ha aggiunto, "si affiancano quelle strutturali di filiera". Questo, ha concluso, "è quello che il Governo, che tuttavia è estraneo alla questione che è strettamente di rapporto tra produzione e industria, mette sul tavolo ma sembra che non sia sufficiente. I dati Ismea ci dicono che il prezzo minimo sarebbe di 74 centesimi".

 

Coldiretti, l'acconto di 72 cent è insufficiente
'E' un importo sotto i costi di produzione certificati da Ismea'
L'acconto iniziale di 72 centesimi al litro è motivo di insoddisfazione perché si trova sotto i costi variabili medi di produzione certificati dal recente studio Ismea elaborato per far luce sulla crisi del settore. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che è anche necessario che sulla bozza di accordo sul prezzo del latte ovino in Sardegna venga inserita anche una clausola che garantisca di raggiungere l'obiettivo di un euro per il prezzo del latte pagato ai pastori da parte degli industriali che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da Governo e Regione. Va riconosciuto - afferma la Coldiretti - l'impegno del Governo e della Regione Sardegna che per questa operazione hanno messo sul piatto per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato. Importante nella bozza dell'accordo - continua la Coldiretti - è la volontà di inserire la presenza dei pastori nell'amministrazione del Consorzio di Tutela, con l'attuale gestione che si è dimostrata inadeguata nello svolgere i compiti di valorizzazione, e la nomina di un Prefetto per verificare eventuali errori e violazioni ma anche per controllare la legalità delle operazioni di ritiro del pecorino da destinare agli indigenti con le risorse pubbliche. Da evidenziare - conclude la Coldiretti - è anche l'impegno per il passaggio delle quote di produzione ai pastori e il monitoraggio del rispetto dei livelli produttivi di produzione il cui superamento è stata la causa principale della crisi. 

Latte: tregua violata, blitz a cisterna
Buttati sull'asfalto migliaia di litri di prodotto appena munto
Violata la tregua siglata nelle prove di intesa tra industriali e pastori per il prezzo del latte ovino in Sardegna. Nuovo blitz ad una cisterna che trasportava il latte a Cuglieri (Oristano). Migliaia di litri sono finiti sull'asfalto. Secondo quanto apprende l'ANSA l'autista sarebbe stato fermato e costretto ad aprire il rubinetto. Il video del latte gettato sta facendo il giro delle chat.

IL NO DEI PASTORI AI 72 CENTS SUI SOCIAL - Sembra già naufragare la bozza di intesa sui 72 centesimi al litro per remunerare i pastori per il conferimento del latte ovino nei primi mesi della stagione lattiero-casearia. La proposta messa sul tavolo di filiera con il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio non piace ai pastori che nelle campagne continuano a gettare il latte a terra, piuttosto che venderlo per la trasformazione in Pecorino romano, il formaggio da grattugia che determina il prezzo del prodotto munto dalle pecore.

Sulle chat e sui social, da questa mattina continuano a girare video e il leit-motiv è sempre lo stesso: "No all'accordo, la battaglia prosegue". C'è comunque attesa per l'esito della consultazione nelle campagne e nei presidi davanti ai caseifici, che determinerà la decisione sulla proposta di accordo. Nel frattempo continuano le iniziative di solidarietà alla lotta dei pastori: oggi a Siddi, nel Sud Sardegna, il Museo delle Tradizioni Agroalimentari ospita l'iniziativa "facciamo il latte con i pastori".

SALVINI, CI STIAMO AVVICINANDO ALL'ACCORDO - "Il primo messaggio che ho ricevuto quando mi sono alzato stamattina è quello quello di un pastore con cui stiamo lavorando da ore e ore, però ci stiamo avvicinando e sono contento perchè questa è la politica concreta, non la filosofia". Lo ha detto, in merito alla vertenza del latte dei pastori sardi, il ministro dell'Interno Matteo Salvini alla Maddalena prima tappa del suo tour elettorale di sei giorni in Sardegna, in vista delle regionali del 24 febbraio.

Sulla vertenza dei pastori sardi "non abbiamo attuato la repressione ma il dialogo: siamo partiti da 60 centesimi al litro poi 65, 70 e 72; ci siamo visti a Roma e a Cagliari e ci vedremo nelle prossime ore. Spero che le posizioni si avvicinino ulteriormente". Lo ha detto al Tg di Videolina il ministro dell'Interno Matteo Salvini alla Maddalena, prima tappa della sua sei giorni elettorale in Sardegna. "Come governo ci abbiamo messo l'impegno ma anche i soldi e quindi conto che nelle prossime ore le posizioni degli industriali e degli allevatori si avvicinino definitivamente e si torni a mungere e a fare formaggio - ha ribadito - Poi sicuramente in futuro bisogna vigilare perché non ci siano gli errori del passato".

COLDIRETTI, NELLA BOZZA SERVE CLAUSOLA DI GARANZIA - "Bisogna inserire una clausola che garantisca di raggiungere l'obiettivo di un euro per il prezzo del latte pagato ai pastori da parte degli industriali che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da Governo e Regione". Lo dice la Coldiretti che sottolinea: "E' necessario ora che sulla bozza di accordo sul prezzo del latte ovino in Sardegna si pronuncino i pastori impegnati da dieci giorni in una dura vertenza.

L'acconto iniziale di 72 centesimi al litro è peraltro motivo di insoddisfazione perché si trova sotto i costi variabili medi di produzione certificati dal recente studio Ismea elaborato per far luce sulla crisi del settore". Secondo Coldiretti non mancano però risvolti positivi nell'accordo, "come la volontà di inserire la presenza dei pastori nell'amministrazione del Consorzio di Tutela, con l'attuale gestione che si è dimostrata inadeguata nello svolgere i compiti di valorizzazione, e la nomina di un Prefetto per verificare eventuali errori e violazioni ma anche per controllare la legalità delle operazioni di ritiro del pecorino da destinare agli indigenti con le risorse pubbliche".

"Importante - precisa la Coldiretti - è anche l'impegno per il passaggio delle quote di produzione ai pastori e il monitoraggio del rispetto dei livelli produttivi di produzione il cui superamento è stata la causa principale della crisi". "Va riconosciuto infine - afferma ancora la Coldiretti - l'impegno del Governo e della Regione Sardegna che per questa operazione hanno messo sul piatto per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato e anche quello delle catene distributive". "La bozza di accordo - conclude la Coldiretti - riguarda 12 mila allevamenti della Sardegna dove pascolano 2,6 milioni di pecore, il 40% di quelle allevate in Italia, che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop). In gioco c'è il futuro di migliaia di famiglie, di un settore economico strategico per il Made in italy e per l'intera Sardegna dove il 70% del territorio è destinato al pascolo dal quale gli animali traggono alimento".

PACI, MARTEDI' 19 INCONTRO CON LE BANCHE - Martedì mattina, 19 febbraio, è in programma una riunione con tutti gli istituti bancari coinvolti sul tema del prezzo del latte e nello stesso giorno la Giunta approverà una delibera per tracciare il percorso con l'obiettivo di portare il prezzo del latte oltre l'euro. Ad annunciarlo è l'assessore al Bilancio della Sardegna, Raffaele Paci, facendo il punto su quanto emerso ieri al termine della riunione in prefettura a Cagliari con il ministro dell'Agricoltura Gianmario Centinaio.

"Settantadue centesimi al litro non è il prezzo definitivo ma un acconto minimo, un nuovo punto di partenza della trattativa - ha aggiunto - non vogliamo perdere neanche un minuto e anche oggi stiamo lavorando per arrivare prima possibile alla soluzione più vantaggiosa per i nostri pastori".Ecco cosa accadrà da qui a ottobre prossimo: a fine maggio primo step col controllo dei prezzi, a ottobre definizione del prezzo finale sulla produzione novembre 2018-ottobre 2019.

"A quel punto si determinerà il prezzo finale, che varrà per tutta l'annata e dunque avrà effetto retroattivo sua tutta la produzione precedente", ha spiegato il vicepresidente della Regione. Prossime azioni della Giunta saranno il ritiro delle forme di pecorino romano per 10 milioni di euro, il che significa fra i 15mila e i 20mila quintali di formaggio che sarà messo a stagionare. "Martedì in Giunta - ha concluso Paci - sarà approvata la delibera che ci permetterà di essere immediatamente operativi.

Fonte: Ansa




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