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Unione ciechi a congresso: nei programmi corso braille e gruppo giovani
Assise provinciale a Oristano con l’intervento del presidente nazionale

Aldo Zaru

“L’unione Ciechi tra presente e futuro”. Potrebbe essere questo il titolo dell’assemblea provinciale dell’Unione Italiana Ciechi di Oristano, svolta nei giorni scorsi al Mistral 2.

“L’ordine del giorno prevedeva l’esame e l’approvazione dei documenti programmatici e finanziari previsionali per il 2019, ma l’intervento in diretta telefonica del presidente nazionale dell’Unione Mario Barbuto, e le parole di Raimondo Piras, presidente regionale e, per l’occasione, anche dell’assemblea, hanno offerto ulteriori spunti di discussione, puntualmente colti nel dibattito”, spiega il presidente Aldo Zaru.

“Barbuto, ricordando il prossimo appuntamento (nel 2020) con il secolo di vita dell’Unione, e ripercorrendo il lavoro dei suoi grandi dirigenti dal fondatore Aurelio Nicolodi in poi”, continua Zaru, “ha sottolineato i grandi risultati raggiunti in grado di mutare profondamente la condizione sociale e lavorativa del cieco, un tempo irrimediabilmente condannato all’emarginazione. Nel contempo però, ha aggiunto che non si possono nascondere le difficoltà del presente, dove lo stesso modello di associazionismo, quale l’abbiamo conosciuto, è entrato in crisi per le profonde quanto rapide trasformazioni sociali e nella comunicazione”.

“Barbuto”, prosegue il presidente Zaru, “ha poi rilevato l’urgenza di una profonda rivisitazione della normativa sul lavoro e le professioni dei ciechi, nonché l’importanza di promuovere la loro istruzione fino ai massimi livelli, sottolineando come sia indispensabile mettere assieme tutte le rappresentanze dei non vedenti, tra cui l’Istituto Europeo Ricerca Formazione Orientamento Professionale di Cagliari, con il quale già prima della scomparsa del presidente Raffaele Farigu, era ripreso un positivo dialogo, e che deve assolutamente rimanere al servizio della nostra categoria”.

“Dal canto suo Raimondo Piras”, continua ancora Aldo Zaru, “ha battuto su due punti: l’importanza dell’istruzione e della formazione fin dalle scuole primarie dei ragazzi non vedenti, e con essa il rispetto delle normative in particolare quella che impone agli insegnanti di sostegno la conoscenza del Braille; una forte presenza sociale e mediatica delle sezioni Uici che devono cogliere ogni occasione per stimolare tutte le persone nella nostra condizione a non arrendersi, ad essere protagoniste, a sfruttare tutte le conoscenze, competenze ed abilità per raggiungere una sempre maggiore autonomia ed essere di modello anche per gli altri. Perciò, secondo Piras, è di vitale importanza valorizzare appieno ricorrenze come la Giornata mondiale della vista, quella nazionale del Braille, la Giornata del cane guida o del bastone bianco”.

Il dibattito, caratterizzato da molti interventi ha fatto emergere in particolare l’esigenza di implementare l’offerta di corsi formativi, sul modello di quello informatico tenutosi nel 2018, che, oltre alla crescita culturale e professionale, è stato un importante momento di incontro e di socializzazione per i partecipanti. In particolare è stata auspicata l’istituzione di un corso di Braille, che purtroppo oggi pochi non vedenti conoscono. Inoltre sono state manifestate diverse disponibilità per la ricostituzione di una consulta giovanile.

Venerdì, 16 novembre 2018

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Fonte: Link Oristano

Nuovi fondi per il museo “Casa Deriu” di Tresnuraghes
Stanziamento della Regione al Comune che punta sui progetti culturali

Casa Deriu a Tresnuraghes

La Regione Sardegna ha stanziato 80 mila euro per il Museo Casa Deriu di Tresnuraghes. Il finanziamento verrà utilizzato per rendere più funzionale la struttura e per la gestione del servizio.

Il Museo Casa Deriu, guidato dal direttore Pier Tonio Pinna, è unico nel suo genere. Prende il nome da una delle famiglie più facoltose della Planargia, la famiglia Deriu, ed è uno degli esempi più preziosi di residenza signorile ottocentesca in Sardegna.

Il Museo conserva al suo interno parte degli arredi originali lasciati dagli antichi proprietari, nonchè una cospicua collezione di volumi giuridici, teologici e di diversa tipologia, editi tra la fine del 600 e i primi decenni del 1900, che consta di circa 1000 volumi, ed un fondo documentario. La parte più importante riguarda però l’emeroteca storica, una raccolta di circa 110 diverse testate giornalistiche, una delle più ricche raccolte di periodici di Provincia del XIX secolo.

Un risultato importante, per l’Amministrazione e per il Sindaco Luigi Mastinu, il quale auspica di poter concludere anche il centro di documentazione sui diritti umani Mastinu – Marras, intitolato a due cittadini di Tresnuraghes, desaparecidos in Argentina, a causa delle proprie idee politiche.

Sito al piano terra del Museo, il Centro approfondisce le tematiche connesse all’emigrazione e alla dittatura Argentina tra il 1976 e il 1983.

Il finanziamento porta una boccata d’ossigeno all’amministrazione, che punta così ad implementare l’offerta culturale del Comune.

Venerdì, 16 novembre 2018

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Fonte: Link Oristano

Sapete quante auto elettriche circolano in provincia di Oristano?
Sono davvero poche e siamo il fanalino di coda in Sardegna

In Sardegna sono in circolazione 111 auto elettriche (+19,4% rispetto al 2016). Cagliari è prima nella graduatoria delle province sarde in base al numero di auto elettriche in circolazione, mentre Oristano è l’ultima, secondo i più recenti dati Aci.

In tutta Italia le auto elettriche in circolazione sono 7.560 (contro le 5.743 del 2016). Tra il 2016 e il 2017 nel nostro Paese c’è stata, quindi, una crescita del parco circolante di auto elettriche del 31,6%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Studi Continental su dati Aci.

L’elaborazione del Centro Studi Continental sulle auto elettriche in circolazione include anche i dati a livello provinciale. Da questi dati emerge che in Sardegna la provincia in cui ci sono più auto elettriche in circolazione è Cagliari (59), seguita da Sassari (30), Nuoro (9), Sud Sardegna (7) e Oristano (6).

La tabella con i dati per Provincia

Venerdì, 16 novembre 2018

 

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Fonte: Link Oristano

Nonostante il ministro delle Infrastrutture del Movimento 5 Stelle, Danilo Toninelli, abbia già manifestato le sue perplessità sulla realizzazione del metanodotto in Sardegna, una cordata di banche ha costituito la società Sardinia Newco che, quantomeno ipoteticamente, dovrà realizzare e gestire il presunto metanodotto della Sardegna, il famoso ‘tubo’ che dovrà collegare Cagliari con Porto Torres, e le varie zone interne della Sardegna.

Le reti gas distribuiscono una risorsa energetica per produrre energia termica obsoleta e ormai in concorrenza con altre soluzioni tecniche che possono portare a una riduzione dei costi per l’energia termica, tra cui pompe di calore elettriche, o più economici nell’ambito della Sardegna (esempio, stufe a legna, a pellet, termocamini), nonché il diffuso ricorso a fonti rinnovabili (solare termico) e altre tecnologie alternative per il riscaldamento. A tale riguardo, va necessariamente puntualizzato che lo scenario di progressiva produzione di energia termica da sistemi che non prevedano combustione distribuita, in una logica di crescente diffusione delle fonti rinnovabili elettriche (in primis, eolico e solare), dovrebbe essere la vera frontiera verso un sistema energetico realmente sostenibile.

A ciò si aggiunga che nelle città dove le reti del gas sono ormai una realtà da decenni, il numero massimo degli utenti che preferisce adottare questa soluzione energetica non supera circa il 40% degli abitanti (a proposito la Regione Sarda ha mai fatto un censimento?); nelle zone interne della Sardegna la percentuale si riduce notevolmente e in particolare i gravami economici relativi alla realizzazione della rete interna di gas all’interno dell’abitazione, oltre il contatore, è spesso un ostacolo insormontabile, in termini di costi da sostenere, che sarebbero compensati da un effettivo vantaggio sulle spese per i consumi. Vi sono, inoltre, peculiarità sociali e culturali, in particolare delle zone interne della Sardegna, dove la popolazione non è propensa all’utilizzo di fonti energetiche per il riscaldamento alternative a quelle tradizionali.

Queste condizioni determinano, in definitiva, un elevato rischio di sottoutilizzo delle infrastrutture periferiche per il gas, con ingenti costi a carico dei cittadini sardi. Infine, con riferimento ai pochi processi industriali che utilizzano energia termica, è scontato che con il potenziale avvento del metano si procederà esclusivamente alla sostituzione del combustibile utilizzato nei processi esistenti (gasolio, gpl e btz) senza ottenere vantaggi rilevanti per le aziende, e sicuramente con un rapporto costi/benefici insoddisfacente per la comunità sarda nel suo complesso.

Energhia

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia

Il suo cuoricino smette di battere: addio ad Amelia Sorrentino, il mondo del nuoto cagliaritano in lutto. Amelia, 5 anni, la figlia di Corrado Sorrentino, istruttore di nuoto della società Atlantide di Elmas, è morta oggi dopo alcuni giorni di ricovero nel reparto di Rianimazione del Brotzu. Ha avuto un problema fisico, ripetuti arresti cardiaci e due interventi chirurgici con i medici cagliaritani che negli ultimi giorni hanno tentato disperatamente di salvarle la vita. Il padre Corrado, stimatissimo in tutto il mondo del nuoto a Cagliari, aveva scritto un post su Fb: “Sono disperato”, invitando tutti a pregare per la piccola. E migliaia di cagliaritani erano col fiato sospeso per la sorte di questa dolcissima bimba, preoccupati per la sua famiglia. Niente si è potuto fare, i genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi. Grandissimo cordiglio nel mondo del Nuoto e non solo, per una bambina che tutti quanti abbiamo amato in questi giorni di terribile angoscia.

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Fonte: Casteddu on Line

 © ANSA

(ANSA) - ALGHERO, 16 NOV - "Saranno tutti i cittadini di Alghero ad esprimersi sulla volontà di portare a compimento la quattro corsie tra Sassari e Alghero". È la dichiarazione di guerra che il sindaco Mario Bruno rivolge al Governo. Parole con cui il primo cittadino ribadisce l'intenzione di promuovere un referendum popolare dopo l'inatteso aut-aut arrivato da Roma.
    Nel corso della riunione della commissione per la Valutazione di impatto ambientale è emersa la volontà degli uffici ministeriali di consentire solo la realizzazione di una strada a due corsie per l'ultimo lotto, quello che va dalla cantoniera di Rudas al centro abitato di Alghero e al quale dovrebbe connettersi la nuova "bretella" per l'aeroporto.
    Per l'Anas l'ipotesi non è percorribile perché due corsie non corrisponderebbero agli standard suggeriti dai dati sui flussi di traffico. Per la Regione l'obiezione secondo cui la quattro corsia è incompatibili col Ppr è infondata. E il Comune insiste: quella strada è fondamentale per lo sviluppo del territorio, non si può tornare indietro. "Sembra un'altra Tav, questa volta tutta sarda - attacca il sindaco - Assistiamo al sostanziale declassamento del progetto da parte dei ministeri all'Ambiente e dei Beni Culturali, ma a questo punto sentiamo cosa pensano i cittadini". Bruno ha in mente un referendum consultivo, "e qualora gli altri territori del Nord Ovest Sardegna lo ritenessero opportuno, potrebbe essere esteso a tutti i cittadini della Rete Metropolitana", propone. "È chiaro e assodato che l'intervento in oggetto è perfettamente ammissibile rispetto alla disciplina del Ppr ed è compatibile con la normativa paesaggistica del contesto territoriale di riferimento, essendo stato pianificato negli anni '80 e autorizzato nel 2003 e 2005", insiste il sindaco di Alghero.
    "È quattro anni che l'Anas corregge e adegua i progetti alle caratteristiche territoriali di riferimento, meno impattanti possibile e meglio inseriti dal punto di vista paesaggistico - precisa Bruno - proprio adesso che il Cipe si accinge all'approvazione definitiva dell'opera si rischia di gravare pesantemente sulle legittime ambizioni di crescita del territorio". (ANSA).
   

Fonte: Ansa

 © ANSA

(ANSA) - CAGLIARI, 16 NOV - A scuola con il bus, gli amici della classe e un accompagnatore. Il progetto - che vale anche per il percorso inverso una volta che è finita la lezione - è promosso dalla Città Metropolitana di Cagliari. Il servizio è rivolto ad alunni diversamente abili o in situazione di svantaggio.
    Un'idea che nasce da una constatazione: lo studente spesso vorrebbe essere più autonomo nel "viaggio" verso l'aula, ma il servizio di trasporto pubblico non prevede un accompagnatore e le fermate non sempre sono attigue all'ingresso scolastico. E alla fine cosa succede? I ragazzi vengono accompagnati a scuola o portati via dalle famiglie.
    L'obiettivo del progetto è, invece, quello di favorire una maggiore integrazione e offrire maggiori possibilità di socializzazione, di confronto e crescita a tutti i ragazzi.
    Alleggerendo le famiglie dal peso del trasporto e regalando più indipendenza e responsabilità all'alunno.
    Il progetto, da realizzare nell'anno scolastico 2018-2019, sarà avviato con la collaborazione delle associazioni di volontariato che si renderanno disponibili e sarà destinato in via sperimentale ad un numero ristretto di studenti disabili. Le associazioni di volontariato interessate, con le quali verranno elaborate le modalità dettagliate per l'attuazione delle attività progettuali, potranno manifestare il proprio interesse entro il prossimo 22 novembre. (ANSA).
   

Fonte: Ansa

 © ANSA

(ANSA) - ROMA, 16 NOV -Tra le misure di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione e attività produttive colpite dal maltempo l'ordinanza della Protezione Civile prevede, "per la prima volta nella storia degli interventi emergenziali", un "una tantum di 5.000 euro massimo per i nuclei familiari la cui abitazione principale risulti compromessa nella sua funzionalità dal maltempo e massimo 20.000 euro per l'immediata ripresa delle attività economiche sulla base di apposita ricognizione svolta dai commissari" delegati. Il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha firmato l'ordinanza che disciplina i primi interventi urgenti dopo gli eventi meteorologici eccezionali che dallo scorso ottobre hanno interessato Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Sicilia, Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano.
    E' "a disposizione dei Commissari delegati e delle Province autonome di Trento e Bolzano la somma di 53.500.000.
   

Fonte: Ansa

Come ormai tradizione da qualche anno, anche questo autunno l´Amministrazione comunale di Sassari, con la Coopas che gestisce l´istituto, ha organizzato un nuovo appuntamento per far scoprire e riscoprire gli spazi di Casa Serena come luogo di incontro e socializzazione per tutta la città

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SASSARI - Come ormai tradizione da qualche anno, anche questo autunno l'Amministrazione comunale di Sassari, con la Coopas che gestisce l'istituto, ha organizzato un nuovo appuntamento per far scoprire e riscoprire gli spazi di Casa Serena come luogo di incontro e socializzazione per tutta la città. Sabato 17 novembre, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30, la residenza di Via Pasubio sarà animata da musica e performance teatrali a cui parteciperanno i tanti artisti che ogni giorno si esibiscono per gli ospiti.

La mattina, spazio alla musica ed alle danze, con il coro di Casa Serena diretto da Roberta Usai, quello di Monte Rosello alto diretto da Marina Mua, i Vip Sardegna onlus, il gruppo folk Thathari, Alessio Porcu, Roberta Usai, Enzo Mugoni, Danilo Tangianu, Giuseppe Fiori e tanti altri. Al pomeriggio, dalle 16, è in programma l'opera teatrale “Girotondo”, scritta e diretta da Adele Loriga.

Saliranno sul palco gli ospiti della residenza, Asd Dance2000 di Pozzomaggiore, Eleonora Soggiu, Carlo Cesaraccio, Ksenia Nikitina, la scuola di danza orientale di Baggedda e Marroccu, il coro di Casa Serena, e gli ospiti della struttura Eba Giara. A condurre residenti ed ospiti alla scoperta di questa giornata di festa sarà come sempre l'artista Adele Loriga.

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Fonte: Alguer

«Si eliminano le disparità. Maggioranza disunita su un tema prioritario per la Sardegna», sottolinea il consigliere regionale di Fratelli d´Italia, che è intervenuto sul nuovo inquadramento dei dipendenti Forestas

Forestas: Rubiu canta vittoria

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CAGLIARI - «La legge approvata restituisce dignità a oltre 5mila dipendenti di Forestas che rappresentano per la Sardegna l'esercito a protezione della più grande ricchezza dei sardi, ovvero l'ambiente, la sua protezione, la sua valorizzazione». E' quanto sottolinea il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Gianluigi Rubiu, uno dei promotori della nuova normativa sull'agenzia.

«Una svolta storica con un inquadramento che mette fine alla discriminazione assurda subita dai lavoratori – aggiunge l'esponente di FdI – con i voti determinanti dei Gruppi di Minoranza». Non è infatti da sottovalutare il dato politico: «La Maggioranza oggi è stata battuta in Consiglio regionale su un tema di grande importanza per l'Isola – ha dichiarato mercoledì Rubiu – Una coalizione che ha palesato la sua litigiosità e incapacità nel dare risposte ai sardi». Una riforma che i lavoratori dell'ente attendevano da tempo.

«Forestas – conclude Gianluigi Rubiu - con personale distribuito in trecento sedi in tutta la Sardegna, gestisce 220mila ettari di boschi, il suo personale da supporto ogni anno alla campagna antincendi e rappresenta un bacino di posti di lavoro soprattutto per i piccoli comuni di tutta l’Isola. E' un punto di arrivo. Ora dovremo legiferare per consentire una dinamicità e concretezza negli interventi idraulici forestali, inoltre la nostra attenzione si deve concentrare per la stabilizzazione dei 1.300 semestrali».

Nella foto: il consigliere regionale Gianluigi Rubiu

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Fonte: Alguer

SASSARI. Il rosso del bollino è sempre più intenso e le sue dimensioni si allargano. L’emergenza droga non riguarda solo Nuoro: da tempo la Sardegna, da nord a sud, domina nelle classifiche sui consumi di cocaina, marijuana e ora anche di eroina. Quest’ultima, dopo il boom degli anni Ottanta e il ritorno di fiamma nei primi anni Duemila, ha smesso di essere considerata la droga dei tossici all’ultimo stadio. Ora, ed è questo l’aspetto più allarmante, va di moda anche tra i giovanissimi, soprattutto nelle sue varianti: come quella “gialla”, dal colore inconfondibile e caratterizzata da un’altissima concentrazione di principio attivo al punto da essere potenzialmente letale già alla prima dose su un fisico non abituato al consumo di droga. Come appunto quello di un giovanissimo. L’età, dicono gli esperti dei Serd, si abbassa in maniera velocissima: 15 anni sino a un paio di anni fa, 13-12 oggi. Sono poco più che bambini quelli che vanno a bussare per chiedere aiuto: se prima vedere minorenni era un fatto eccezionale, ora è diventato quasi la normalità.

droga

Lo psichiatra nuorese Pintore lancia l'allarme: "In sei anni disturbi mentali in crescita fra i giovani"



L’allarme. Non solo cannabis, che resta comunque al top delle preferenze anche in virtù delle sue varianti che la rendono molto più potente: la canna di oggi è geneticamente modificata, con una concentrazione superiore di principio attivo che può dare effetto ad allucinazioni o episodi di schizofrenia. Niente a che vedere con il classico spinello che un terzo dei adolescenti confessa di fumare abitualmente. Dall’ultima edizione dello studio Espad, realizzato dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr tra i ragazzi delle scuole superiori (di età compresa tra 14 e 19 anni) era emersa l’assiduità del consumo delle droghe cosiddette “leggere” ma che in realtà – per via delle varianti – non sono più considerate tali. E una ricerca recente del dipartimento nazionale politiche antidroga aveva evidenziato una percentuale altissima: l’80% dei giovani tra 14 e 30 anni fuma marijuana.

L’isola dello sballo. Secondo le indagini la Sardegna è ai primi posti nelle classifiche nazionali per l’uso di droghe. E non solo per quanto riguarda la cannabis. Il prefetto di Nuoro Carolina Bellantoni denuncia un aumento del consumo di eroina nel Nuorese e l’abbassamento dell’età di chi ne fa utilizzo. In tutta l’isola si vive una situazione fotocopia anche perché, a differenza del passato, tutti hanno assoluta facilità di accesso al mondo della droga. Trovare una canna, una dose di eroina o una pasticca è semplicissimo: lo spaccio avviene per strada, a scuola, nelle discoteche, nei punti di ritrovo. Spesso a fornire le sostanze stupefacenti sono coetanei diventati baby imprenditori dello sballo. Chiaramente, la facile reperibilità favorisce la diffusione. Anche perché i minorenni, curiosi per natura, non si tirano indietro di fronte all’azzardo di provare sostanze sconosciute, delle quali non conoscono minimamente gli effetti. E spesso alle droghe associano l’alcol, un mix che può rivelarsi devastante.

Eroina e cocaina. È un ritorno spavaldo, impensabile sino a poco tempo fa. In particolare per quanto riguarda l’eroina. Gli esperti dicono che in realtà, dopo il picco di consumi di 20 anni fa con il pesante carico di morte, l’eroina non è mai sparita dalla circolazione. Ma è rimasta limitata a un determinato target formato soprattutto dai tossici di lungo corso. Ora invece l’eroina è diffusa anche tra i giovanissimi: i quindicenni la conoscono, molti la provano addirittura quando frequentano la scuola media. Stesso discorso per quanto riguarda la cocaina, al punto che la percentuale di adolescenti sardi che confessano di averle provate entrambe è la più alta d’Italia. A favorirne la diffusione è anche l’abbassamento del costi: l’eroina si può acquistare in microdosi da 5 euro (a volte anche 2-3 euro), e anche la cocaina non è più la droga dei ricchi perché il prezzo di una dose oscilla tra i 5 e i 20 euro. Il consumo resta inferiore a quello dei cannabinoidi – la distanza è enorme – ma il trend è in crescita con numeri sempre più preoccupanti.

Boom della Spice. In questo caso la percentuale è già a doppia cifra: una delle ultime mode si chiama Spice, è una droga sintetica realizzata con misture di erbe. Gli effetti sono simili a quelli della cannabis, proprio per l’alto consumo è considerata la droga del futuro a livello nazionale e anche in Sardegna.

Cocktail di droghe. Non solo cannabis e non solo cocaina. Tra i giovanissimi la moda è mischiare più droghe per vedere l’effetto che fa oppure per mitigare gli effetti di quelle più pesanti e pericolose. Per esempio è questa la tecnica tra i consumatori di eroina e cocaina: le assumono insieme a piccole dosi. Con l’eroina che non viene iniettata (questa è l’altra grande differenza rispetto al passato) ma fumata o sniffata come la cocaina. E le droghe sono quasi sempre accompagnate da abbondanti bevute, con la cocaina che compensa l’effetto depressivo provocato dall’alcol.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: La Nuova Sardegna





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