SASSARI. Un richiamo all’indipendenza dei ricercatori, dell’Università e degli enti di ricerca – «bene da preservare ad ogni costo» – e un’esortazione a collaborare tutti a un progetto di comunità, «nel quale condividere valori, prospettive, diritti e doveri, rifiutando l'astio, l'insulto, l'intolleranza che creano ostilità e timore». Ha fatto proprie le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il rettore Massimo Carpinelli inaugurando ieri il 457esimo anno accademico dell’ateneo turritano perché «credo che una società giusta, libera e accogliente sia prima di tutto una società inclusiva e a questo pensa l’Università nel rafforzare i suoi servizi agli studenti».

Stoccate echeggiate in un’aula magna gremita di autorità, che anche per questa occasione ha avuto un’ospite di eccezione, e non a caso: la più giovane direttrice d’orchestra italiana, e pianista e compositrice Beatrice Venezi. A 29 anni ancora da compiere è già nota sulla scena nazionale e internazionale e modello di talento giovanile italiano. Ha tenuto una lectio magistralis su Giacomo Puccini, toscano di Lucca come lei e di cui è grande esperta e conoscitrice. Una figura simbolica delle potenzialità del Bel Paese, ed è per giovani come lei e come Antonio Megalizzi, giornalista ucciso nell’attacco di Strasburgo, che, ha detto Carpinelli, ci si deve impegnare a offrire una società migliore.

Attraverso il Magnifico, l’Accademia ha preso posizione sull’attuale situazione politico sociale e ha difeso le proprie prerogative di autonomia intellettuale a favore di scienza e cultura. Che, per dispiegare i loro effetti, hanno però bisogno di risorse economiche. Non poteva mancare, perciò, da parte di Carpinelli, anche un commento sullo stato dei finanziamenti alla ricerca, «argomento sempre dolente sotto governi di qualsiasi colore». Quest’anno, però, un passo avanti si è fatto, ha riconosciuto: «Al sistema universitario sono stati destinati circa sette miliardi di euro e il governo ha poi previsto, nell’ultima finanziaria, l’assunzione di 1500 ricercatori a tempo determinato, fatto estremamente positivo: sono segnali di qualche rilievo, anche se devo far notare che il meccanismo di distribuzione dei punti organico finisce per premiare, magari senza volerlo, quegli atenei che aumentano le tasse universitarie, mentre noi abbiamo scelto di tenerle inalterate».

Però l’ateneo sassarese è riuscito a fare di necessità virtù. «Nonostante il quadro di cronico sottofinanziamento, i risultati raggiunti da Uniss brillano di luce ancora più viva. L’ateneo ha migliorato e consolidato le sue performance su tutti i fronti, diventando un’università moderna, attrattiva e competitiva». I numeri a conferma parlano di 13.500 studenti iscritti con un incremento medio annuo delle immatricolazioni, nel triennio 2014-21017, del 7 per cento, un aumento della percentuale di laureati in corso, 300 studenti stranieri. E poi un bilancio in attivo di 9 milioni di euro, la stabilizzazione e promozioni del personale docente (ieri hanno ricevuto il tocco 99 docenti di ruolo, tra loro i più giovani ) e amministrativo precario (70 unità). E poi gli ulteriori progetti di sviluppo in corso, di ricerca e internazionalizzazione. Aspetti affrontati, nei loro interventi, anche dai rappresentanti degli studenti, Saidi Ayoub,

Fonte: La Nuova Sardegna

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Sentenza del tribunale di Nuoro che ha bocciato una causa intentata dal Consorzio La somma è dovuta per consumi e servizi. Preannunciato il ricorso in appello

SASSARI. Va ad Abbanoa, il primo round del contenzioso aperto con il Consorzio della Zona industriale regionale di Predda Niedda: il tribunale civile di Nuoro ha infatti stabilito che il consorzio dovrà pagare una bolletta da 7 milioni di euro per consumi idrici arretrati, e i servizi integrati fognari e di depurazione. «Ho già “girato” la sentenza del tribunale civile di Nuoro all’assessorato regionale all’Industria e domani (oggi) incaricherò i legali del Consorzio di presentare appello con la richiesta di sospensiva». Salvatore Cosseddu, commissario liquidatore del Consorzio Zir di Predda Niedda spiega i prossimi passi, dopo la sentenza del tribunale nuorese che ha dato ragione ad Abbanoa.Un conto salato, da 9 milioni, 793mila e 632 euro (quasi 10 milioni), somma dalla quale bisogna sottrarre un pagamento di due milioni, 878mila e 247 euro già effettuato in passato dal Consorzio. Il saldo è comunque pesante, quasi 7 milioni, per la precisione 6 milioni, 915mila e 385 euro. Più qualche spicciolo per le spese legali. «Somma che non possiamo pagare perché non abbiamo i soldi» spiega Salvatore Cosseddu. Che, comunque, appare intenzionato a non abbandonare il campo. E lo dimostra la scelta di opporsi alla sentenza di primo grado e soprattutto la richiesta di un incontro con i vertici della Regione. Anche perché questa vicenda ricorda un po’ il cane che si morde la coda: Il Consorzio Zir (che contestava la regolarità delle bollette) dipende infatti dall’assessorato regionale all’Industria ma è sempre la Regione Sardegna il socio di maggioranza di Abbanoa. Indubbiamente ci sono delle regole burocratiche e di bilancio da rispettare, ma in questo caso le due controparti in questa vicenda giudiziaria sono... la Regione.

Anche per questo motivo Salvatore Cosseddu aveva avviato una trattativa con Abbanoa per raggiungere un accordo extragiudiziale. Trattativa che si è improvvisamente interrotta l’estate scorsa. Trattativa che, se fosse arrivata a conclusione, avrebbe cancellato il contenzioso, permesso alla Zir di poter chiudere il bilancio e, al commissario straordinario, di chiudere la liquidazione del Consorzio. E l’accordo, come sottolinea Cosseddu, era stato parzialmente raggiunto, un accordo che non era a “costo zero” ma che avrebbe consentito ad Abbanoa di incassare almeno cinque milioni di euro. «Invece, adesso, non so cosa possono prendere da noi – prosegue Salvatore Cosseddu –; da quando mi sono insediato, riusciamo a pagare gli stipendi e a erogare i servizi minimi agli associati, che finalmente (ma non tutti) hanno cominciato a pagare. Gli stipendi del personale non possono esser toccati e al Consorzio Zir possono solo far sequestrare alcuni lotti ancora invenduti. Ma che non valgono certamente sette milioni di euro».

Il contenzioso si trascina da anni e in prima istanza Abbanoa si è vista riconoscere “in toto” la regolarità delle richieste fatte al Consorzio. Un contenzioso che, comunque, è solo al primo round. E che, secondo Salvatore Cosseddu, Abbanoa avrebbe potuto evitare se avesse preso il carico il servizio integrato acqua-fogne-depurazione, fino a quel

momento (2008) gestito dalla Siinnos, società controllata dal Comune di Sassari. «Spero di convincere Regione e Abbaoa a riprendere la trattativa – conclude Salvatore Cosseddu – perché è l’unica strada che può portare a una conclusione che possa essere soddisfacente per tutte le parti».

Fonte: La Nuova Sardegna

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Parte nel piccolo paese un importante progetto degli Ied di Cagliari e di Madrid Gemellaggio italo-spagnolo anti-spopolamento. Da oggi 14 studenti al lavoro

SASSARI. Cosa hanno in comune Monteleone Roccadoria e Nieva in Spagna? Che sono due piccoli e deliziosi paesi, quasi identici. Il secondo punto di contatto è che Monteleone e Nieva sono entrambi a rischio di spopolamento. Ora i due borghi hanno in comune anche il cuore del design che batte per loro grazie a un gemellaggio e a un workshop.

Da oggi a venerdì Monteleone ospita il primno step di una nuova collaborazione fra Ied (Istituto europeo di design) Cagliari e Ied Madrid per il progetto che vede coinvolte le due sedi e due piccoli paesi. «Un importante gemellaggio italo-spagnolo – si legge in una nota – tra le due prestigiose sedi dello Ied che vede protagonisti, per l’edizione sarda, gli studenti del secondo anno di Media Design che svilupperanno soluzioni creative in ambito turismo per contrastare il fenomeno dello spopolamento nei due piccoli comuni».

Da oggi al 18 gennaio primo step a Monteleone Roccadoria con il workshop di studio del territorio e di incontro degli abitanti del borgo storico. Quattordici allievi e allieve lavoreranno a Monteleone Roccadoria affiancati dai docenti Emanuele Tarducci e Monica Scanu, direttrice IED Cagliari.

Il progetto italo-spagnolo prevede una serie di iniziative finalizzate a contrastare il fenomeno dello spopolamento e alla creazione di nuove attività sia a Nevia che a Monteleone. «Una sfida – dicono allo Ied Cagliari – che le due sedi dell’Istituto europeo di design hanno lanciato per dare un contributo ad una spinta all’innovazione e generare opportunità di sviluppo nei rispettivi territori attraverso la valorizzazione e il rilancio di questi due piccoli centri». Lo Ied è una eccellenza nel mondo nel settore del design dei servizi, della sostenibilità, del turismo, del web e delle nuove tecnologie con undici sedi tra Italia, Spagna e Brasile. Il fine dei workshop è la realizzazione di concept progettuali che verranno presentati ad aprile a Madrid, nell’ambito del primo Congreso Internacional de Alcades e Innovaciòn che vedrà la partecipazione dell’Italia, della Spagna e del Portogallo. «Italia e Spagna: due paesi molto vicini per vari aspetti, negativi e positivi – spiega Monica

Scanu –. Ied raccoglie una sfida importante e sceglie di cimentarsi con le competenze che gli sono proprie nel compito di mettere in luce i tesori preziosi dei due paesi, di raccontarli e di collegare a questi prospettive di sviluppo future, mettendo in gioco i suoi studenti e docenti».

Fonte: La Nuova Sardegna

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Il ladro sfortunato soccorso dalla polizia, aveva in tasca gioielli per 5000 euro Un complice è fuggito quando ha visto le divise. In aula: «Non ricordo niente»

SASSARI. Un saltello di pochi metri sul tappetino rosso rimasto incollato al marciapiede dalle feste natalizie. E poi la fuga, facile facile per le vie del centro cittadino, con le tasche piene di gioielli e le strade deserte e silenziose, come sempre accade la domenica notte.

Era quasi riuscito alla perfezione il piano studiato da Angelo Fadda Mereu, sassarese di 31 anni, che insieme a un complice era riuscito a intrufolarsi nel negozio “Stilesardo - Artigianato e Coralli” di via Cagliari e a fare razzia di gioielli e oggetti preziosi.

Qualcosa però è andato storto e il saltello da una finestrella situata sopra la porta d’ingresso dell’attività commerciale si è trasformato in una rovinosa caduta che ha fatto perdere i sensi al 31enne, già conosciuto dalle forze dell’ordine e sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. Nel mentre è scattato l’allarme e sul posto sono arrivati gli agenti della squadra volante. La scena che si è presentata agli uomini della questura è stata quasi esilarante. Angelo Fadda Mereu era sdraiato sul “red carpet” di via Cagliari, a pochi passi da piazza Castello, e un complice – trasformatosi in “soccorritore” – stava cercando in tutti i modi di farlo riprendere dopo la caduta. L’operazione si bruscamente interrotta quando davanti al negozio si è materializzata l’auto della polizia. Quando ha visto le divise l’uomo ha abbandonato l’amico sul marciapiede e si è dato alla fuga.

Nel mentre Angelo Fadda Mereu ha iniziato a riprendersi e quando in via Cagliari è arrivata anche un’ambulanza del 118, chiamata dagli agenti, ha rifiutato di farsi accompagnare al pronto soccorso. Non ha potuto dire no invece al viaggio sul sedile di dietro della Volante – direzione questura – perché i poliziotti hanno trovato nelle sue tasche decine di gioielli per un valore di circa 5000 euro e per lui è scattato l’arresto per furto aggravato.

Ieri mattina, difeso dall’avvocato Massimiliano Tore, il 31enne è comparso in tribunale, accompagnato dagli agenti che domenica notte lo hanno soccorso sul marciapiede. «Non ricordo assolutamente niente» ha detto Angelo Fadda Mereu al giudice Valentina Nuvoli durante l’udienza di convalida del fermo. Giustificazione che non gli è bastata per evitare il carcere. Il giudice, nonostante la richiesta del difensore di un ricovero

in ospedale per valutare le condizioni cliniche del 31enne, ha disposto il trasferimento a Bancali. Intanto prosegue la caccia al complice del furto. La telecamera del Banco di Sardegna che si trova proprio davanti al negozio di via Cagliari potrebbe averlo ripreso durante la fuga.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Deserto il bando per il bar e per la gestione della struttura, continua il declino Situazione vergognosa in uno scalo dove transitano un milione di passeggeri

PORTO TORRES. Sono trascorsi sei mesi dall’avviso per la concessione transitoria del locale bar all’interno della stazione marittima “Nino Pala” – andata deserta – e qualcuno di più dalla pubblicazione di un avviso esplorativo per predisporre un elenco di soggetti privati interessati alla gestione della stessa struttura. Le criticità all’interno e all’esterno del fabbricato portuale, da allora ad oggi, sono rimaste praticamente le stesse. Anzi, in un certo senso sono decisamente aumentate dopo che alla società in house Multiservizi hanno tolto la gestione delle manutenzioni ordinarie. Ad aprire e chiudere la stazione ci devono quindi pensare gli impiegati delle compagnie marittime presenti con i loro uffici. I passeggeri in transito, quelli provenienti da Genova e dalla nave francese, si devono accontentare di una macchinetta del caffè h24: alcuni servizi igienici sono rimasti inutilizzabili e la porta di ingresso vicino ai binari si può aprire solo dall’interno. Con il bar è cessato anche il servizi wi-fi, e questo contribuisce a far diventare un deserto la struttura di proprietà dell’amministrazione comunale.

«L’immobile ha alcune criticità e molti oneri cospicui per la comunità – aveva detto sei mesi fa il vicesindaco Marcello Zirulia – e l’affidamento a un unico gestore, che potrebbe impegnarsi a rilanciarla con investimenti in grado di incrementare tutti i servizi rivolti ai passeggeri, resta la soluzione da percorrere ed è allo studio dei nostri uffici». A distanza di 180 giorni non si è dunque trovata ancora la soluzione per far funzionare a dovere la stazione marittima, e anche l’asta del bar, andata deserta, dovrebbe stimolare ancora di più l’amministrazione comunale a decidere il da farsi. Con l’arrivo del nuovo anno, inoltre, devono essere rinnovati ancora i contratti di locazione annuale degli uffici di alcune compagnie marittime. I buchi sull’asfalto sono poi una costante presenti in altre parti del territorio comunale, ma che non si dovrebbero di certo ignorare per una questione

di sicurezza. Manca solo qualche mese all’arrivo della bella stagione, insomma, e serve necessariamente una programmazione mirata al rilancio della struttura portuale. Dotandola di tutti quei servizi efficienti che servono ad uno scalo marittimo dove transitano un milione di passeggeri.

Fonte: La Nuova Sardegna




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