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Cambiamenti climatici, un incontro a Cagliari nell’ambito del progetto "Clim@net

Occorre diventare cittadini attivi, non semplici spettatori dei cambiamenti climatici, delle loro cause e delle conseguenze, ma protagonisti consapevoli e capaci di interagire correttamente sull'intero ecosistema, anche attraverso i propri comportamenti: questo l'obiettivo dell'incontro-laboratorio "Cagliari di fronte ai cambiamenti climatici. Prospettive e Proposte", in programma a Cagliari, venerdì 13 Luglio, dalle ore 17,00, alla Sala Conferenze Helmar Schenk-Edificio Sali Scelti-Parco Naturale Regionale Molentargius Saline. L'evento pubblico rientra nell'ambito del progetto "Clim@net - in Rete per il Clima. L'emergenza climatica è attualmente una drammatica realtà: ci stiamo avventurando verso un surriscaldamento del pianeta di oltre 4°C con scenari apocalittici se non interverremo rapidamente. Gli scienziati dell'IPCC, il panel intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici dell'ONU, avvertono che non è più possibile continuare su questa strada. Per evitare la crisi climatica si deve agire entro alcuni anni riducendo le emissioni di gas serra almeno del 95% entro 2050, questo contribuirà a contenere il riscaldamento del pianeta almeno sotto la soglia critica, 2°C. Gli esperti di Legambiente e studiosi affronteranno le tematiche dei cambiamenti climatici in una chiave critica e costruttiva.Dopo l'introduzione di Carla Varese, presidente del Circolo Legambiente Cagliari "IL GRILLO" e i saluti di Annalisa Colombu, presidente Legambiente Sardegna, sono previsti gli interventi di Rosella Manconi, Legambiente su "Il progetto Clim@net, in rete per il clima; Carlo Torchiani colonnello e meteorologo, noto volto televisivo, su "Cambiamenti climatici in atto e possibili scenari"; quindi Proto Tilocca, dirigente CTM, su "Esperienze e strategie per una mobilità sostenibile"; Giuseppe Desogus, Dipartimento di Architettura dell'Università di Cagliari, su " Architettura bioclimatica ed efficientamento energetico degli edifici". Si conclude con Vincenzo Tiana, Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto, che interverrà su "L'importanza delle aree umide per la mitigazione climatica"Sono 6 i circoli di Legambiente, tra Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, e Sicilia che, con il coordinamento della Federazione Nazionale Legambiente Volontariato, perseguono insieme un duplice obiettivo: innescare processi di cittadinanza attiva sul tema dei cambiamenti climatici e motivare nuovi volontari tra i giovani under 35.In particolare, il Circolo Legambiente di Cagliari, in qualità di partner del progetto, è impegnato nella creazione e sviluppo di una "Comunità per il clima", mediante il coinvolgimento di nuovi volontari, preferibilmente giovani al di sotto dei 35 anni, disposti a mettersi in gioco per "ridurre" la propria impronta ecologica, attraverso l'adozione di stili di vita nuovi. I volontari si attivano in azioni di sensibilizzazione e informazione sull'impatto che anche le scelte individuali possono avere sulle cause dei cambiamenti climatici, contribuendo cosi a mitigarne gli effetti ed a modificare abitudini costose per l'ambiente ed il "borsellino".

I governi attualmente in carica, pertanto, hanno enormi responsabilità. In assenza di misure efficaci, tra le possibili previsioni per i prossimi decenni sembra inevitabile che tempeste e inondazioni si abbatteranno con sempre maggior intensità sulle zone costiere del mondo provocando lo spostamento di milioni di persone; il riscaldamento del clima modificherà le zone forestali e le zone umide causando danni, a volte irreversibili, all'intero ecosistema; il riscaldamento globale provocherà l'innalzamento del livello dei mari mettendo a rischio le popolazioni costiere; le infiltrazioni di acqua salata a livello costiero, dovute all'innalzamento del livello dei mari, diminuiranno la qualità e disponibilità di acqua dolce e potabile; le condizioni climatiche, modificate dal caldo e dall'umido, potranno far insorgere nuove forme patologiche ed accelerare la propagazione di malattie infettive come la malaria e la febbre gialla; a causa delle pratiche agricole non sostenibili e della progressiva avanzata dei deserti; numerose aree del nostro pianeta diverranno improduttive ed inospitali a causa delle pratiche agricole non sostenibili e della progressiva avanzata del deserto.

 

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