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L’Ordine dei Medici: «Il Pronto Soccorso funziona benissimo» - Cronaca

L’Ordine dei Medici: «Il Pronto Soccorso funziona benissimo» - Cronaca
SASSARI. L’Ordine dei medici chiude il capitolo indagine sulla difficile situazione del Pronto Soccorso. Le conclusioni, dice il presidente dell’ente di controllo Francesco Scanu, sono le seguenti: «La qualità del servizio erogato si attesta sugli standard nazionali e non è tale da destare preoccupazione. Non sussiste alcun ragionevole motivo di dubitare in merito al buon funzionamento del nostro Pronto Soccorso e ritengo di poter rassicurare l’utenza circa la buona qualità delle prestazioni».Le dieci ore di attesa per un codice bianco, “scavalcato” dalle eventuali emergenze più gravi, codici gialli e rossi, rientrano nella tempistica nazionale dell’emergenza urgenza. I tempi sono questi al Santissima Annunziata, come in tutta Italia, e difficilmente potranno cambiare. L’Ordine aveva chiesto al responsabile del Pronto Soccorso Mario Oppes una relazione che descrivesse le condizioni di lavoro del suo staff, alla luce di una lite piuttosto accesa tra due medici, sfociata nello scontro fisico. L’episodio risale a circa un mese fa. Il timore era questo: in un settore così strategico come il pronto soccorso, sottoposto a un carico di utenza spropositato e a una mole di lavoro e stress disumano, anche le tensioni interne avrebbero potuto influire negativamente sulle prestazioni. Lo scontro, tra un medico più anziano e uno più giovane, riguardava sostanzialmente la velocità di gestione dei pazienti, e la compatibilità con i ritmi dettati dall’emergenza urgenza. «Dalle notizie puntualmente pervenute dal dottor Oppes, _ dice Francesco Scanu _ è emersa una situazione del Pronto Soccorso per nulla inficiata da una normale dialettica tra operatori; né tantomeno risultano esservi due categorie di medici di “vecchia guardia” e “nuova generazione”: basti pensare che solo due medici superano i 50 anni mentre tutti gli altri hanno meno di 45 anni. E’ apparsa anche priva di fondamento l’immagine, data all’opinione pubblica, che vi siano medici classificabili in due categorie contrapposte, distinguibili sulla base di una presunta misurazione della loro professionalità, definita in base a parametri come velocità di gestione dei pazienti, maggiore o minore scrupolo, approccio orientato al maggiore o minore utilizzo di esami di laboratorio o strumentali. Non si ha dunque motivo di ritenere che eventuali fisiologiche diversità di approccio, nei tempi e nei modi, fra medico e paziente, possano influire negativamente sulla prestazione». Il presidente dell’Ordine e il responsabile del Pronto Soccorso quindi tracciano un quadro rassicurante, di un ambiente di lavoro come tanti altri dove lo scontro fisico fa parte della normale dialettica tra colleghi. Questioni personali e circoscritte, dunque, che non condizionerebbero affatto il complessivo lavoro di squadra. Purtroppo, anche se la professionalità e l’impegno degli operatori è fuori discussione, le attese degli utenti in fila per ricevere le cure, restano un enorme problema irrisolto. Non solo non ci sono in campo soluzioni, ma la situazione continua a peggiorare. (lu.so.)

vedi su La Nuova Sardegna









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